Cronaca

Abbiamo un problema (enorme): hacker scatenati nei supermercati, tonnellate di cibo da buttare

La minaccia prima circoscritta ora diventa reale. Ma come fanno gli a sabotarli? La spiegazione sta nella tecnologia che governa i moderni negozi

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Non rubano soldi, non bloccano le casse e non chiedono necessariamente riscatti. Stavolta gli hacker prendono di mira direttamente i frigoriferi dei supermercati, trasformando gli impianti di refrigerazione in una trappola per i commercianti. E il risultato è un disastro: temperature impazzite, alimenti deteriorati e danni economici ingenti. Sta succedendo in diversi Paesi europei, dal Belgio alla Svezia, passando per Lussemburgo, Irlanda ed Estonia.

L’ultima offensiva informatica è scattata nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre. In Belgio, secondo Euronews, circa 40 supermercati Delhaize hanno registrato problemi ai sistemi frigoriferi. Coinvolti anche almeno 15 punti vendita Carrefour e cinque negozi Spar. In alcuni casi le temperature sarebbero arrivate addirittura a 70 gradi, mentre i media locali parlano di perdite alimentari per circa 100mila euro.

Situazione analoga in Svezia, dove diversi supermercati delle catene Ica e Coop hanno dovuto fare i conti con il malfunzionamento dei congelatori. In alcuni negozi le temperature sono state impostate a 50 gradi. I responsabili si sono ritrovati a svuotare interi reparti, eliminando prodotti ormai inutilizzabili.

Ma l’emergenza non si ferma qui. In Irlanda, il gruppo Musgrave ha confermato un incidente informatico che ha interessato i sistemi di refrigerazione di 13 supermercati SuperValu, costringendo a ritirare precauzionalmente dalla vendita alimenti freschi e surgelati. Problemi analoghi sono stati segnalati anche in Lussemburgo ed Estonia.

Come fanno gli hacker a sabotare un frigorifero? La spiegazione sta nella tecnologia che governa i moderni supermercati. Gli impianti refrigeranti sono spesso collegati a Internet per consentire il monitoraggio delle temperature e gli interventi di manutenzione a distanza. Una comodità che, in presenza di vulnerabilità informatiche, può trasformarsi in un punto debole.

Gli aggressori possono sfruttare questi accessi per modificare le impostazioni o attivare ripetutamente i cicli di sbrinamento, facendo salire le temperature fino a compromettere la conservazione degli alimenti.

Non è neppure la prima volta. A metà ottobre un attacco simile aveva colpito centinaia di supermercati francesi, provocando perdite economiche pesantissime. La vicenda aveva spinto anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana a richiamare l’attenzione della grande distribuzione sui rischi legati ai sistemi di refrigerazione connessi alla rete.

Resta da capire chi si nasconda dietro questa nuova ondata di attacchi. Al momento non esiste un’attribuzione pubblica verificata, né è stato dimostrato che tutti gli incidenti siano opera dello stesso gruppo.

Una cosa, però, è già evidente: per mettere in ginocchio un supermercato non serve necessariamente violarne i conti correnti. Può bastare spegnere il freddo.

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