Politica

Addio al pensiero critico: se la politica è solo tifo da stadio

Dall’Ilva a Roma Capitale, fino al Medio Oriente: destra e sinistra gridano, ma nessuno riflette

gualtieri roma
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Il confronto politico implica sempre una certa dose di polarizzazione nell’analisi dei problemi. Prima che con il 1992 entrasse in crisi lo Stato e dunque i partiti protagonisti di questo Stato, il confronto politico esprimeva un po’ più idee e un po’ meno propaganda di quanto avvenga oggi, ma comunque era chiaramente polarizzato, anche come riflesso del quadro internazionale. Esisteva, però, accanto alla citata “polarizzazione” un’articolata presenza di opinionisti che si concentravano nell’analisi, e non solo nella scelta di aderire a questa o a quella tesi politica più o meno propagandistica. Oggi si sente la mancanza di questa area riflessiva che aiutava la società italiana ad approfondire i problemi, e non a limitarsi solo a scelte di schieramento.

Si considerino alcuni avvenimenti di questi giorni: il sindaco di Taranto Piero Bitetti si dimette perché minacciato da alcuni settori esagitati dell’ambientalismo locale che non vogliono che partecipi a trattative per salvare l’Ilva, grazie a questa scelta mette in riga la sua maggioranza e va a trattare con Adolfo Urso. Da destra c’è chi grida alla pantomima del sindaco, a sinistra c’è chi sostiene che il rinnovato mandato dato al sindaco gli dà più carte anche per difendere l’ambiente. Ma manca una riflessione articolata e non propagandistica sul perché si sia sfiorata una drammatica crisi di un’amministrazione appena rinnovata, sulle caratteristiche fanatiche e talvolta violente di certo ambientalismo; e sul come si è concretizzato un dialogo tra amministrazione di centrosinistra e governo di centrodestra. Manca cioè quella parte di riflessione meno appassionata che arricchiva la discussione pubblica nella Prima repubblica.

Più o meno le stesse osservazioni si possono fare sulla legge per Roma Capitale appena approvata: Roberto Gualtieri è soddisfatto per quel che ha conquistato per la sua amministrazione e così Giorgia Meloni per quel che ha ottenuto per la “sua” città, qualche leghista ha criticato la mancanza di scelte analoghe per il Nord d’Italia. Però anche in questo caso un opinionismo meno polarizzato avrebbe dovuto far riflettere in modo non propagandistico sul fatto che destra e sinistra hanno accettato in maniera concorde una scelta di “autonomia differenziata”. Questo “opinionismo” avrebbe dovuto analizzare l’avvenuto per capire come sono state superate le obiezioni all’estensione di quei poteri ad enti territoriali che in molti sostenevano avrebbero messo in discussione i diritti universali dei cittadini italiani.

Abbiamo poi letto in questi giorni le nette prese di posizione del presidente Sergio Mattarella e di monsignor Pietro Parolin su Gaza, abbiamo anche in seguito preso atto della inedita posizione della Lega araba che chiede il disarmo di Hamas e il suo smantellamento all’interno della Striscia. Non ci pare che però queste inedite posizioni arabe abbiamo suscitato alcuno vero sforzo di analisi, né una richiesta a chi ha preso posizioni molto critiche verso Israele, di dire il proprio parere sull’intervento di Stati così fondamentali per gli equilibri del Medio Oriente come l’Arabia Saudita, la Giordania, il Qatar e l’Egitto.

I media orientati a sostegno del centrodestra sono naturalmente molto impegnati a contrastare una propaganda ipersemplificata sostenuta anche da soggetti dell’informazione che un tempo avevano atteggiamenti meno partigiani. Però magari uno sforzo per costruire aree di discussione riflessiva, sacrificando qualche spazio dell’informazione da combattimento, sarebbe utile anche per formare una cultura politica di centrodestra che talvolta appare un po’ fragile.

Lodovico Festa, 2 agosto 2025

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