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Affitti e fisco, occhio alla casa e al portafoglio - Seconda parte

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L’attuale disciplina vincolistica limita la libertà delle parti di regolare liberamente il rapporto, predeterminandolo in molti elementi essenziali (ad esempio vincoli alla durata, ipotesi inderogabili di recesso del conduttore, limitazioni alla possibilità di prevedere liberamente le modalità di revisione del canone, ipotesi inderogabili di prelazione eccetera). Tali rigidità rendono meno appetibili gli investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri e costituiscono un freno allo sviluppo del mercato delle locazioni commerciali e degli immobili ad uso turistico”. Parole sante, che tuttavia accompagnavano una norma che – come anticipato – provvedeva a rimuovere le rigidità e i vincoli denunciati dall’Esecutivo dell’epoca solo a una parte limitatissima dei contratti di locazione, probabilmente quelli che meno ne avevano bisogno.

Diritto di proprietà non tutelato

Un ulteriore profilo da valutare quando si ragiona sul diritto di proprietà, in specie immobiliare, è quello della protezione garantita nella fase patologica del rapporto di locazione. I tempi infiniti che la legge, da un lato, e la sua applicazione in sede giudiziaria, dall’altro, impongono al proprietario di attendere prima di poter rientrare in possesso del suo immobile in caso di morosità o di fine locazione consentono di affermare che il diritto di proprietà, in queste fasi, sia tutelato? Certamente no, anche quando non si arrivi a interventi legislativi estremi come la sospensione delle esecuzioni di rilascio (il cosiddetto blocco degli sfratti), che in occasione della pandemia è stata prevista in una forma particolarmente dispotica e palesemente incostituzionale (come rilevato da diversi Tribunali).

Gli esempi potrebbero proseguire, ma ci si farebbe il sangue amaro. Molto più raccomandabile leggere i contributi presenti nel volume, tutti eccezionalmente interessanti e tutti capaci di far respirare un’aria di libertà e di buon senso.

Giorgio Spaziani Testa, 8 settembre 2021

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Davide V8
Davide V8
8 Settembre 2021 15:28

Siamo un paese comunista, di che ci si stupisce?
La proprietà privata è considerata letteralmente una cosa sbagliata, un residuato del passato da eliminare al più presto.

Questo è colpa anche, e soprattutto, del cdx del tutto incapace di avere una visione culturale, economica, filosofica che ponga, come è sacrosanto che sia, la proprietà privata e le libertà individuali al centro di tutto.

Gli ingenui che ancora pensano allo “stato minimo” dovrebbero essere consapevoli che sarebbe proprio QUESTO il minimo che tale stato, comunque ladro, dovrebbe tutelare.
Invece sono i primi a volere il soviet che distrugge proprietà e libertà.

Roberto
Roberto
8 Settembre 2021 14:50

Per i compagni comunisti la proprietà
altrui è un furto. E in italia gl’immobili della plebe vengono colpiti a man bassa, mentre i loro si salvano essendo palazzi storici.

Orbiter
Orbiter
8 Settembre 2021 14:46

Quello che non si dice nell’articolo è che l’affitto di un appartamento di 70 mq alla periferia di Berlino costa ad una famiglia solo 300 euro al mese.
In Italia l’affitto di un appartamento di 70 mq alla periferia di una grande città minimo 700/800 euro.
Questa enorme differenza determina, in Italia, l’insostenibilità degli affitti per i ceti più deboli, lo spostamento di una grande ricchezza dal reddito da lavoro e da pensione verso le improduttive rendite immobiliari, l’esplosione della bolla immobiliare e dell’emergenza casa. Le originarie esigenze di tutela del conduttore sono piu attuali che mai, il sistema economico si è involuto.

Paolo
Paolo
8 Settembre 2021 14:18

Questo paese è ormai votato al disastro. C’è poco da aggiungere.

Albert Nextein
Albert Nextein
8 Settembre 2021 14:15

In Italia la proprietà privata è costituzionalmente tollerata. Solo ed esclusivamente a fini di taglieggiamento fiscale. Ugualmente è tollerata Confedilizia, solo ed esclusivamente per ipocrisia ed opportunismo di bassa lega.
Sarà così fino alla necessaria e incisiva protesta fiscale che Confedilizia non riesce o non ritiene di poter imbastire.
Italia, no future.