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Alzare tetto al contante, perché non favorisce l’evasione

L’annuncio di Meloni e la proposta leghista di alzare il tetto a 10mila euro manda in tilt la sinistra

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Si insedia il nuovo governo di centrodestra e torna il buon senso a partire dai temi fiscali. In attesa della tregua fiscale annunciata da Giorgia Meloni, è stato depositata una proposta di legge della Lega per alzare il tetto all’utilizzo dei contanti a 10 mila euro a cui è seguito l’annuncio che già nella prima legge di bilancio verrà introdotto l’aumento all’uso dei contanti.

Ad oggi la soglia è di 2 mila euro dopo che era scesa addirittura a mille euro, e la proposta di cambiare le regole ha suscitato un’alzata di scudi dal mondo politico e giornalistico di sinistra soprattutto dopo che il premier ha affermato in Senato: “Confermo che metteremo mano al tetto al contante”. Le accuse rivolte all’esecutivo sono le solite; ovvero che alzando l’importo massimo con cui è possibile pagare in contanti, si favorisce l’evasione e il nero senza considerare invece le ricadute positive di una decisione di questo genere.

Anzitutto occorre dire che con questa modifica l’Italia si allinea all’Europa poiché in molti dei principali paesi europei o non esiste un limite per le spese in contanti oppure è molto più alto di quello italiano. Per fare qualche esempio nella vicina Croazia il tetto è di 15 mila euro mentre in Germania, Austria, Irlanda e Lussemburgo non esistono limiti. Proprio in Germania viene chiesto un documento di identità per chi paga con più di 10 mila euro in contanti. È curioso come i sostenitori di un’Italia allineata al resto d’Europa che evocano l’europeismo come una soluzione a ogni problema, nel momento in cui si propone una misura in linea con quanto avviene in molti dei principali paesi europei, accusano il governo di “voler tornare indietro” e di “essere a favore degli evasori”.

In realtà l’uso del contante è sinonimo di libertà. Per quale motivo un cittadino che lavora, guadagna onestamente, paga le tasse, non deve poter decidere liberamente e con quali modalità utilizzare e spendere i suoi soldi? Perché lo Stato deve imporre ai cittadini come devono disporre dei propri soldi? Ben venga quindi questa misura che dovrà accompagnarsi, come è stato annunciato, a un cambio di rotta sui temi fiscali con un fisco che non concepisca più cittadini e imprese come numeri da vessare ma come persone.

Francesco Giubilei, 27 ottobre 2022