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Arriva il rapinatore che rispetta le regole Covid

Il malvivente, munito di Ffp2, sarà difficilmente individuato. L’episodio accaduto vicino al ministero della Giustizia

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Volevate che nel manicomio sanitario chiamato Italia non ci scappasse pure il rapinatore ligio alle regole Covid? È infatti accaduto nel cuore di Roma, a pochi passi dal ministero della Giustizia, nella mattinata del 22 aprile. Mentre apriva il negozio di telefonia, sito nelle vicinanze del centralissimo Largo Argentina, una ignara commessa ha vissuto un quarto d’ora di puro terrore. Sotto la costante minaccia della pistola di un audace solito ignoto, dotato della mascherina Ffp2 di ordinanza, la poveretta è stata costretta a consegnare cellulari e contanti per un valore complessivo di circa 25 mila euro.

Il fattaccio è stato raccontato, con tanto di dettagliata ricostruzione, in un ampio servizio su Rai1, nel corso della puntata del 25 aprile de “La vita in diretta”, condotta da Alberto Matano. Ora la cosa comica, se così vogliamo dire, è che in conclusione dello stesso servizio, in cui l’elemento dirimente della mascherina è stato appena sfiorato, si è focalizzata l’attenzione sulla presenza di una moltitudine di telecamere di sorveglianza nelle vicinanze del negozio rapinato. Ciò, secondo il giornalista che ha curato il pezzo, autorizzerebbe un certo ottimismo nella possibilità che il delinquente venga individuato e catturato.

Purtroppo però, a beneficio dei telespettatori del servizio pubblico, non ci troviamo in Florida o in Texas, dove se provi ad entrare in un bar con la mascherina ti arrestano. Viviamo nell’Italietta di Speranza, Ricciardi e Pregliasco, i quali vorrebbero farci tenere a vita tali infernali dispositivi di protezione. E dunque, a meno di un improbabile colpo di fortuna, sarà praticamente impossibile svelare l’identità di una rapinatore in regola con i demenziali protocolli del comitato di salute pubblica.

Ma tutto il male non viene per nuocere, come si suol dire. Se non altro la sfortunata commessa pur non essendo scampata all’odioso crimine, può consolarsi per non essersi presa il contagio, grazie proprio allo scrupolo molto interessato del malvivente. Data l’età della ragazza, appena vent’anni, meglio dunque rischiare di beccarsi una schioppettata piuttosto che infettarsi con un virus oramai a bassissima letalità? Ai posteri l’ardua sentenza.

Claudio Romiti, 27 aprile 2022