Esteri

Clamoroso al Louvre: furto in pieno giorno e a museo aperto

L'immagine da un video catturato da un turista. Le testimonianze dei presenti: nessun addetto alla sicurezza mentre i guardiani allontanavano i visitatori

Louvre scala

È la foto di una foto di una foto, ma è troppo clamorosa per non pubblicarla subito. L’abbiamo ottenuta in modo rocambolesco nella sera di domenica.

Louvre

Ore 9:15, il furto

Quello inquadrato è uno dei ladri che hanno svaligiato nella mattina di domenica 19 ottobre 2025 la galleria Apollo del museo più famoso del mondo. Il bottino: diademi, orecchini, collane e corone. I dettagli esatti non sono ancora stati totalmente resi pubblici.

Jilet Jeune

Forse per non dare nell’occhio, forse in segno di solidarietà al famoso movimento dei “gilet jeunes” di qualche anno fa, il “malvivente” indossava – appunto – un gilet giallo.

La foto

Guardandola si potrebbe pensare ad un’immagine di una telecamera di sicurezza, ma non è così. Più semplicemente si tratta un frame del video catturato da un turista (da questo “foto della foto della foto”), che alle 9:15 di domenica stava tranquillamente visitando il museo e si meravigliava che qualcuno fosse intento a spaccare una vetrina e prelevarne una corona (quella di dell’imperatrice Eugénie, la consorte di Napoleone III).

Una scala da traslochi

Questa è la Francia del 2025: nello stesso fine settimana in cui un ex presidente della Repubblica viene spedito in carcere pur essendo presunto innocente e in cui S&P ne degrada il rating, ecco che scopriamo come basti una normale scala da traslochi per salire al piano rialzato del Louvre, spaccarne i vetri e ripartire con la refurtiva.

Non serve neppure svegliarsi presto: il furto può tranquillamente aver luogo alle 9, magari dopo aver consumato un croissant.

Le testimonianze

Surreale il racconto dei turisti. Durante il furto – avvenuto a museo aperto – non c’era alcun addetto alla sicurezza e i normali guardiani del museo (quelli che in genere se ne stanno sulle sedie agli angoli delle sale) hanno fatto l’unica cosa possibile: consigliato ai turisti di “scappare più velocemente possibile” (parole esatte ascoltate sul canale 14 francese nella serata di domenica).

Il tutto – e lo sa chi vive in Francia – in una nazione dove in qualunque supermercato si è braccati da energumeni “non di origine francese continentale” che controllano ogni movimento dei clienti, ritenuti tutti potenziali ladri. Evidentemente questo non accade al Louvre.

Dichiarazione solenne

Per chiudere, riportiamo la solenne dichiarazione del presidente Emmanuel Macron:

Il furto commesso al Louvre è un attacco a un patrimonio che custodiamo gelosamente perché rappresenta la nostra storia. Ritroveremo le opere e i colpevoli saranno portati davanti alla giustizia. Tutto è stato messo in atto, ovunque, per raggiungere questo obiettivo, sotto la guida della procura di Parigi.

Immancabile ottimista: nel caso dei furti precedenti, hanno spiegato alcuni esperti sulla rete C-News (quella non gradita al presidente in quanto proprietà di Vincent Bolloré) le pietre preziose che componevano gli oggetti rubati erano state in alcuni casi rivendute separatamente, rendendo impossibile recuperare il pezzo originale.

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L'inferno è pieno di buone intenzioni