Esteri

Malattie Reali: la franchezza di Carlo III e l’indispensabile Kate

Spaventano anche i tempi di convalescenza della Principessa del Galles, per la giovane età e per ciò che rappresenta: perno visivo e mediatico dei Windsor

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Carlo III Kate (Rai)

Above all things our royalty is to be reverenced, and if you begin to poke about it you cannot reverence it…Its mystery is its life. We must not let in daylight upon magic.

Così scriveva Sir Walter Bagehot nel 1867 nel suo “The English Constitution”, a proposito del velo di mistero che deve necessariamente ricoprire la famiglia reale britannica. L’epoca della regina Vittoria è però tramontata ed è giunta al termine anche quella dell’indimenticata Elisabetta II. E mentre cambiano le epoche, cambiano anche le modalità con cui i Windsor si rivolgono al pubblico, come dimostra la notizia della malattia di Carlo III.

Innovativa franchezza

L’approccio della famiglia reale davanti ai propri problemi interni si è sempre basato sulla necessità di non mostrare le crepe e di mantenere un’immagine dignitosa che non potesse suggerire una qualsivoglia vulnerabilità. In questo momento di difficoltà, la discrezione è stata sostituita da un’insolita trasparenza

His Majesty has chosen to share his diagnosis to prevent speculation and in the hope it may assist public understanding for all those around the world who are affected by cancer.  

Per molti è una novità, per altri è un’altra prova dell’innovativa franchezza (straightforwardness) del re che, insieme allo staff di palazzo, avrà convenuto che fosse opportuno coinvolgere i sudditi, facendo un’operazione di onestà e chiarezza nei loro riguardi, come ha ricordato Simon Heffer del Telegraph.

Ciò non significa che in passato lo stato di salute di un sovrano sia sempre rimasto del tutto nascosto ai sudditi. Spesso ne venivano rivelate le condizioni solo ed esclusivamente quando queste erano critiche, quasi a ridosso del decesso. Non si dimentichi che nel 1910, nel pieno dell’età della deferenza, della grave bronchite di re Edoardo VII si seppe solo il giorno prima della morte.

Malattia democratica

Scomponendo il motto dei Windsor “Never complain, never explain”, si può vedere come il secondo dettame sia stato abbandonato. Si è spiegato, ma non ci si è lamentati. Anzi, Buckingham Palace ha espressamente chiesto ai media di non rimuginare troppo sulla malattia di Sua Maestà prima di tutto per rispettarne la privacy, ma anche per il carattere spudoratamente democratico della malattia stessa.

Come il sovrano, molte altre persone nel Regno Unito e nel mondo stanno attraversando situazioni simili. Tuttavia, come detto in precedenza, si tratta dello stato di salute di un capo di Stato, perciò l’attenzione riservatagli è dovuta. Nel frattempo, per colmare la necessaria assenza di Carlo nel breve periodo sono già pronti, fra tutti, l’erede al trono William e la sorella del re, Anna.

I tempi della convalescenza di Kate

Accanto alla notizia sconvolgente della malattia di Carlo III, rimane ancora incerta la condizione di Catherine, Princess of Wales. Se da un lato è evidente perché ora sia la salute del re ad essere maggiormente attenzionata, va ricordato che nelle scorse settimane era la futura regina a riempire le prime pagine dei quotidiani britannici, quasi oscurando l’operazione alla prostata del re (che pure aveva tentato di proteggere la privacy della nuora facendo parlare anche di sé).

Spaventano i tempi della convalescenza di Catherine, per la sua giovane età e per ciò che questa donna rappresenta per il futuro della monarchia. Terminata l’era dell’insostituibile regina Elisabetta II, ora è Catherine il perno visivo e mediatico dei Windsor.

La sua immagine è di riflesso l’immagine dell’intera istituzione. Non solo riesce a ricoprire il proprio ruolo alla perfezione, ma è in grado di accostare il suo “sense of majesty” ad una forte maternità (motherhood). Si pensi addirittura che la scaltra diffusione degli apprezzatissimi ritratti di famiglia ha permesso a Catherine di ridimensionare la presenza dei paparazzi nella propria vita e in quella dei figli. L’innata regalità e la precisione con cui si presenta al pubblico dimostrano che la monarchia è nelle sue mani, in quanto futura regina consorte e, a Dio piacendo, futura Queen Mother. Checché ne dica Camilla, la moglie di William indossa già la corona

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