Sono trascorsi vent’anni dalla celebre “lectio magistralis” su fede e ragione che Papa Ratzinger tenne all’Università di Ratisbona, suscitando le ire funeste di buona parte del mondo islamico (e senza ottenere, va rimarcato, grande appoggio da quello cattolico e cristiano in generale). Il problema che il pontefice teologo intendeva rimarcare, tuttavia, è ancora con noi. Anzi, si può dire che da allora si è aggravato.
Molti sono i segnali che indicano una penetrazione sempre più capillare dell’islamismo non solo negli Stati Uniti, ma anche nell’intero mondo occidentale (con punte particolarmente virulente nel Regno Unito).
L’elezione del nuovo sindaco musulmano di New York, Zohran Mamdani, che nell’atto del suo insediamento ha giurato sul Corano, è solo la punta dell’iceberg. La metropoli Usa si è subito riempita dei canti dei muezzin, presenti anche prima, ma non così numerosi.
Ragione e fede
Tutti sappiamo che Joseph Ratzinger, nella summenzionata lezione magistrale, aveva posto l’accento sulla necessità di mantenere e rendere ben saldi i rapporti tra ragione e fede. Per i cristiani la fede non può prescindere dal logos, altrimenti non può esservi dialogo tra esseri umani e divinità.
Ma è proprio questo che non va bene al mondo islamico. In quel caso c’è solo un rapporto “verticale” di totale sottomissione dell’uomo a Dio. Il che comporta la concezione della divinità come volontà arbitraria, in grado di imporre agli esseri umani il suo volere senza possibilità di appello e di mediazione.
Occidente e islam
Il problema è che l’Occidente si caratterizza proprio per aver lasciato ampio spazio all’individuo e ai suoi diritti, fatto che distingue le società occidentali da tutte le altre. Non tutto, insomma, rientra nella disponibilità dell’autorità, e l’individuo mantiene un suo spazio autonomo nel quale ricercare il dialogo con Dio.
Nel mondo islamico questo non è proponibile, giacché tutto è regolato dal Corano e non si ammettono eccezioni ai suoi precetti. L’individuo è sottomesso a Dio in modo completo, e può solo sperare nella sua pietà.
Cristianesimo in ritirata
Certo l’Occidente, con l’espandersi del nichilismo, ha le sue colpe ed è difficile, ora, capire come si possa tornare indietro. Ma siamo davvero sicuri di voler cedere adottando una filosofia e una teologia che hanno ben poco in comune con la nostra? Il quesito, forse, è troppo tardivo e dovevamo pensarci prima.
Resta la sensazione inquietante di un cristianesimo in piena ritirata e sempre meno attrattivo, e di un islamismo in grado di far recepire con maggiore facilità il proprio messaggio alle giovani generazioni. E questo, al di là del caso Mamdani, ci fa capire che ben presto potremmo trovarci a vivere in una società totalmente diversa da quella attuale.
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