Mesi fa un canale tedesco specializzato in viaggi e turismo ha pubblicato su Youtube un video elencando i migliori ristoranti nella Striscia di Gaza. Così recita la descrizione:
Scopri le delizie culinarie di Gaza nel 2025: un viaggio ricco di sapori e storie! Dai caffè accoglienti ai ristoranti di pesce di lusso, ti mostreremo dove trovare le prelibatezze migliori. Dicci nei commenti qual è il ristorante di Gaza che ti è piaciuto di più!
È solo l’ennesimo video – tanti postati sui social dagli stessi esercenti gazawi di risto-caffè – in cui si racconta una storia diametralmente opposta alla propaganda di Hamas che tanto commuove i nostrani propal e i poveri di spirito, quella ridicolmente fake con immagini di bambini scheletrici in braccio a madri obese, attanagliati dalla neve e dal ghiaccio di un territorio la cui temperatura invernale è fra i 10° e i 20° e non ha mai visto una nevicata nella sua storia.
Qualche giorno fa a Gaza in uno stesso evento sono stati celebrati 300 matrimoni: tutti gli invitati eleganti e ben pasciuti. Poi ieri si è corsa la maratona sportiva organizzata dal Consiglio superiore palestinese per la Gioventù e lo Sport, e dal Comitato olimpico palestinese. È la “Decima Maratona Internazionale della Palestina”, con migliaia di partecipanti in perfetta forma fisica divisi tra una corsa di 10 km e una corsa per amatori di 5 km lungo la strada costiera vicino a Nuseirat, e la partecipazione di atleti professionisti, dilettanti e famiglie. Strano, eh? Non pare un popolo tanto preda di carestie e torture.
Questo è lo stesso popolo arabo della Striscia – donne, anziani, bambini, ragazzini – che tre anni fa inneggiava festante ridente plaudente agli assassini di Hamas mentre trascinavano a Gaza i corpi martoriati e stuprati dei civili israeliani rapiti.
Nessun genocidio
Oggi si parla meno del fantomatico genocidio e dei 70 mila cadaveri evaporati una volta disintegrati dalle armi di Star Trek in dotazione all’Idf. Specie dopo che il procuratore della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha ammesso “non esserci nessuna prova del genocidio e dei crimini di guerra di Israele”.
Nel frattempo a Gaza è ripresa la solita vita, con i clan beduini che si ammazzano fra di loro per il controllo dei quartieri, del contrabbando e dello spaccio di droga, come nella Chicago degli anni ’30, mentre gli abitanti se la cavano senza bisogno di lavorare grazie ai sussidi miliardari inviati da tutto il mondo, e negozi e ristoranti prosperano con le tonnellate di merci e aiuti che ogni giorno entrano gratuitamente nella Striscia.
Forse è per questo che gli equipaggi delle Flottiglie dei Preservativi ci tengono tanto a venire a Gaza: penseranno sia un ottimo posto di mare per le vacanze estive.
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