Commenti all'articolo Turisti oggi: il modo più costoso per non conoscere un Paese
Torna all'articolo
6 Commenti
Ery
1 Settembre 2026, 21:07 21:07
Bell’articolo, molto condivisibile_______
cecco61
1 Settembre 2026, 17:37 17:37
Portai mia moglie a New York nel 2007. Hotel a Central Park e per prima cosa taxi fino a Ground Zero. Toro di Wall Street e preghiera per le vittime dell’11 settembre. Poi gambe in spalla e via per 8-9 Km per vedere Manhattan, tra avenues, Streets, negozietti, accattoni, supermercatini, musicisti
oizirbaf
1 Settembre 2026, 14:45 14:45
Applauso a scena aperta!!!
Splendido articolo ficcante analisi sociologica condivido dalla prima all’ultima parola.
Maurizzzio
1 Settembre 2026, 11:41 11:41
Sembra un po’ l’apologia delle vacanza intelligggenti di Albertone e consorte. Alla fine la vacanza deve essere relax e fare qualcosa di diverso, compreso abbuffarsi al buffet se puoi fare colazione per un’ora che tanto non fai tardi in ufficio. Poi vai a fare trekking in Nepal e viene il diluvio
Marina
1 Settembre 2026, 9:47 9:47
Articolo veramente interessante e scritto benissimo, illuminante su tante cattive abitudini legate oggi al modo di viaggiare. Viaggiare come apertura al mondo e ad una maggiore comprensione di sé, non una semplice collezione di immagini.
Vittorio
1 Settembre 2026, 7:50 7:50
Applausi a scena aperta. Analisi perfetta e aggiungerei spietata sulla massificazione ormai consolodata da anni.
Bell’articolo, molto condivisibile_______
Portai mia moglie a New York nel 2007. Hotel a Central Park e per prima cosa taxi fino a Ground Zero. Toro di Wall Street e preghiera per le vittime dell’11 settembre. Poi gambe in spalla e via per 8-9 Km per vedere Manhattan, tra avenues, Streets, negozietti, accattoni, supermercatini, musicisti
Applauso a scena aperta!!!
Splendido articolo ficcante analisi sociologica condivido dalla prima all’ultima parola.
Sembra un po’ l’apologia delle vacanza intelligggenti di Albertone e consorte. Alla fine la vacanza deve essere relax e fare qualcosa di diverso, compreso abbuffarsi al buffet se puoi fare colazione per un’ora che tanto non fai tardi in ufficio. Poi vai a fare trekking in Nepal e viene il diluvio
Articolo veramente interessante e scritto benissimo, illuminante su tante cattive abitudini legate oggi al modo di viaggiare. Viaggiare come apertura al mondo e ad una maggiore comprensione di sé, non una semplice collezione di immagini.
Applausi a scena aperta. Analisi perfetta e aggiungerei spietata sulla massificazione ormai consolodata da anni.