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Gli italiani amano la Cina, gli altri chiedono indagini e risarcimento danni

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Incredibile ma vero. Secondo un recente sondaggio la maggioranza degli italiani non solo ama la Cina, ma ritiene pure sia il Paese che più ci ha aiutato nell’emergenza coronavirus. E, come se non bastasse, ritiene che in futuro l’Italia debba sempre avvicinarsi a Pechino per risolvere i nostri problemi, economici e non.

Per quanto i sondaggi vadano sempre presi con le molle, risulta quindi che tantissimi compatrioti condividono in toto la linea filo-cinese adottata dal movimento grillino e da molti suoi esponenti di punta, in primis il nostro attuale ministro degli esteri.

Verrebbe da piangere, ma il sondaggio in fondo rispecchia bene la confusione che adesso regna nel Paese. Qualcuno ancora si chiede come mai gli scranni del Parlamento siano occupati, in maggioranza, da deputati e senatori 5 Stelle.

La risposta – semplice semplice – è che sono lì perché parecchi milioni di elettori ce li hanno mandati. Vero, altri sondaggi dicono che, in caso di nuove elezioni, il consenso grillino sarebbe destinato a calare drasticamente. Ma siamo proprio sicuri che sia così? A mio avviso i risultati sarebbero molto più incerti di quanto si creda. E questo perché Grillo e soci sono stati assai abili a parlare alla pancia del Paese, intercettandone il malessere diffuso.

E poco conta che gli esponenti del Movimento si siano dimostrati, alla resa dei conti, incompetenti e velleitari. Con un abile cocktail di giustizialismo e invidia sociale hanno conquistato cuori e menti, e ricacciarli indietro può essere impresa ardua.

Ma come si comportano, nel frattempo, gli altri Stati nei confronti della Cina? In maniera ben diversa, è evidente. Nella Germania di Angela Merkel c’è chi chiede a Pechino un risarcimento di 162 miliardi di dollari per i danni subiti dalla pandemia. Mettendo in conto il ritardo imperdonabile nell’informare il resto del mondo, nonché i sospetti crescenti su quanto è realmente avvenuto nei laboratori scientifici di Wuhan.

Francia, Australia e Regno Unito chiedono con insistenza un’indagine seria sull’operato della Cina, non escludendo azioni più concrete come, per l’appunto, una richiesta di danni.

Tutte queste nazioni, inoltre, insistono per avere chiarimenti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità i cui vertici sono, se non controllati direttamente, almeno influenzati in modo pesante da Pechino.

Una richiesta di risarcimento è stata avanzata anche dallo Stato del Missouri, che accusa la Repubblica Popolare di aver occultato dati importanti alle origini della pandemia causando danni economici e sociali irreparabili, e richieste simili sono in arrivo da altri Stati Usa.

Il silenzio del governo italiano è invece tombale, e si insiste piuttosto sulla gratitudine che dovremmo a Pechino. Nei nostri social network ha spopolato per settimane una vignetta nella quale un’Italia affranta era sorretta, da un lato, da un’infermiera con i colori nazionali e, dall’altro, da un’infermiera con i colori della bandiera cinese. Finirà questa tragicommedia e il nostro governo assumerà finalmente una posizione chiara? Da quanto si vede in giro questa ipotesi è piuttosto improbabile. Forse ci attende un futuro distopico con gli occhi a mandorla, e il mix di confucianesimo e comunismo che caratterizza la Cina attuale.