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Il teatrino 5 Stelle mentre il Paese arranca

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Conte Grillo Di Maio

Esistono questioni e vicende che, pur non appassionando proprio nessuno, finiscono per interessare tutti, volenti o nolenti. Il vivo gusto del paradosso sembra servito, apparecchiato a festa. La disfida interna al movimento pentastellato tra Grillo, il garante, e Conte, l’ex premier, traccia un’ulteriore distanza tra le dinamiche della politica nostrana e le esigenze reali del Paese. Mentre l’Italia appare sempre più in ginocchio, si discute di rifondazioni, di fusioni a freddo, ci si scaglia vicendevolmente anatemi e strali avvelenati. Nella noia più assoluta, la resa dei conti assume la forma del redditometro, delle cartelle esattoriali pronte a “visitare” le case degli italiani. L’impresa a cui vengono chiamate milioni di famiglie sarà quella di mettere insieme il pranzo con la cena, di salvare dal fallimento attività costruite negli anni, a costo di enormi sacrifici. Mentre Penelope tesse e disfa la tela, rimandando l’appuntamento nuziale indesiderato, quello con il voto, la fiducia nelle istituzioni si affievolisce, la speranza abbandona il suolo natio.

Questioni interne al M5S, qualcuno potrebbe obiettare. Che se la vedano loro, insomma. Ma a ben vedere la complessità non viene mai meno, quando partiti, o enti predisposti alla gestione della cosa pubblica, si trovano ad attraversare fasi di ristrutturazione, momenti di crisi, o cambiamenti di leadership. L’esito di questa contesa avrà ricadute sulla tenuta del governo? Quale sarà la reazione del Pd di fronte all’alleato ormai sempre più disunito e sfilacciato? Draghi riuscirà a traghettare il vascello verso un porto sicuro, preferibilmente non prima della scadenza “naturale” della legislatura?

Il semestre bianco e le amministrative autunnali dovrebbero scongiurare ribaltoni improvvisi. La vita parlamentare non subirà scossoni e cambiamenti, anche qualora dovessero crearsi spaccature insanabili in seno al M5S, dando vita a correnti differenti. “Il coraggio non mi manca, ma è la paura che mi frega”: recitava Totò, condensando in poche parole una massima di vita universale e sempre attuale.