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Crisi del centrodestra? Un laboratorio dove osservarla: le comunali di Como

Alla prova a Como lo schema del civico grillino di destra: in caso di vittoria, precedente utile sia agli elettori scontenti di centrodestra, sia ai partiti

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Salvini Meloni

Se c’è un punto di osservazione privilegiato, un vero e proprio laboratorio dove osservare la crisi del centrodestra, questo è a Como, dove domenica prossima si terrà il turno di ballottaggio delle comunali.

Una lista civica

Qui c’era un sindaco d’area Forza Italia, molto decente. Non lascia opere memorabili ma alcune cose che poteva fare le ha fatte. Ciò nonostante, è stato accusato di immobilismo dalla propria maggioranza, soprattutto da Fratelli d’Italia, sino ad indurlo a non ripresentarsi e passare la mano ad un candidato sindaco indicato dal partito di Giorgia Meloni.

Dipoi, al primo turno, il centrodestra ha preso un misero 27 per cento ed è stato superato, non solo dal centrosinistra col 40 per cento, ma pure da una lista civica con qualche voto in più del 27 per cento.

Sicché, il centrodestra è fuori dal ballottaggio e, al posto suo, c’è una lista civica.

Una lista civica di destra

A sostenere il candidato della lista civica c’è Matteo Salvini, con un argomento elementare: “è sempre giusto votare e quindi sicuramente se io fossi a Como non voterei a sinistra”.

L’approccio di Salvini sembra piacere al centrosinistra che, nel frattempo, sviluppa un discorso sostanzialmente identitario, volto a riportare al seggio del secondo turno i propri elettori del primo turno. Avendo rifiutato candidati già di centrodestra pure se in liste collegate. E senza veramente tenere i riflettori puntati sulla propria candidata sindaca, manager teatrale di successo, lunga esperienza ed altolocati sostenitori. Nonostante quest’ultima paia essere più adatta, rispetto alla propria coalizione dominata dal Pd, ad attrarre voti dal centrodestra.

L’approccio di Salvini sembra piacere pure al candidato sindaco civico, Alessandro Rapinese, che rilancia: o io o il Pd. E sottolinea di aver preso “più consensi di Lega, FdI e FI insieme nel Mugello del centrodestra”. Mentre gli elettori di destra vengono invitati nel più franco dei modi, per esempio un volantino anonimo che scandisce: “non consegniamo la città alle sinistre”.

Sicché, possiamo parlare di una lista civica di destra.

Una lista civica grillina di destra

Epperò, la lista civica di destra si esprime pure come un movimento anti-politico, quanto meno anti-partitico. Ad esempio, in comizio propone: “la politica … fatta da cittadini per i cittadini, senza quelle malefiche intermediazioni che creano quello che abbiamo visto in questa città e hanno creato nella nostra repubblica”. Oppure: “la partitocrazia ha le ore contate e Como sarà il primo capoluogo di una provincia importante a spodestare gli ingombranti partiti che l’hanno ammorbata”. Oppure ancora: “il problema non è la politica, il problema sono i partiti. Per questo la mia missione è spazzarli via”.

Sicché, possiamo parlare di una lista civica grillina di destra.

Il grillismo di destra

Orbene, in cosa consisterebbe tale grillismo di destra? Diamo un’occhiata.

(1) In primo luogo, risultando uniti i due repertori – no ai Comunisti, ma anche no alla Politica – converrebbe comprendere quale abbia maggiore importanza. In altri termini ci domandiamo se, in caso di vittoria, veramente i grillini di destra potranno rinunciare ad essere di destra.

Una risposta sembra essersela data FI, i cui dirigenti si dicono “lontanissimi da quei movimenti protestatari, i cui effetti devastanti hanno portato, tra le altre cose, un comico al governo del Paese”. Ma, a parlare, è un partito ormai di centro, se non di centrosinistra: per il quale tutto ciò che non è draghiano è orribile, dunque pure il centrodestra dell’ultimo lustro.

(2) In secondo luogo, il candidato sindaco è, nella vita pubblica, un eletto di lungo corso all’opposizione nel Consiglio comunale. Un profilo diverso da quello da bibitaro dei grillini veri e propri, che potremmo definire grillini di sinistra. Sicché ci domandiamo se, in caso di vittoria, veramente egli non finirà per comportarsi compiutamente come un uomo politico, nel caso suo come un uomo politico di destra?

Una risposta sembra essersela data FdI, i cui preoccupati dirigenti lo bollano come “uno che ha insultato il centrodestra in continuazione e che pretende di essere il nuovo dopo 20 anni di consiglio comunale e tre candidature a sindaco”. Perché, in effetti, di lotta all’interno dello spazio politico del centrodestra stiamo parlando: un centro-destra il cui elettorato cerca una rappresentanza e non è detto debba necessariamente trovarla nelle forze politiche che già ci sono. Come invece spererebbe FdI, facendosi forte del proprio ruolo nazionale di unica opposizione, quanto meno formale, al governo Draghi.

(3) In terzo luogo, l’esperienza amministrativa del candidato sindaco non appartiene alla massima parte dei restanti candidati di lista e per gli assessorati. Sicché ci domandiamo se, in caso di vittoria, veramente egli potrà fare a meno di esperti.

In caso di risposta negativa, non ci pare difficile immaginare si tratterà di esperti d’area centrodestra. E qualche timido segnale c’è stato, ancorché le carte siano molto coperte.

(4) In quarto luogo, il candidato sindaco proclama: “le mie volontà saranno legge”. Un approccio personalistico che gli è costato, nello scorso consiglio, la perdita di due dei propri tre eletti oltre a sé stesso. Sicché ci domandiamo se, in caso di vittoria, veramente egli potrà terminare i cinque anni facendo a meno di parte dell’opposizione.

Insomma, quattro indizi per pensare che, in caso di vittoria, il grillismo di destra sia destinato ad essere riassorbito dal centrodestra. Alla maniera nella quale il grillismo di sinistra è stato riassorbito dal centrosinistra: vedasi i gruppi parlamentari ed il sindaco Pizzarotti di Parma.

Un eventuale precedente

Ora lo schema del civico grillino di destra è alla prova. Se perderà al ballottaggio, sarà stato un passatempo. In tal caso, una ragione in più per pensare che la crisi del centrodestra prosegua indisturbata, sino alla catastrofe attesa alle elezioni del 2023.

Al contrario, se il civico grillino di destra vincerà, saremo in presenza di un precedente. Piccino ma utile alla parte scontenta dell’elettorato di centrodestra, per trovare un approdo. Ed utile pure a quei partiti di centrodestra eventualmente intenzionati a reagire alla crisi cosmica nella quale si sono infilati.

Il primo esito è probabile. E non è affatto detto che il secondo esito sia auspicabile, ma è possibile e qui sta tutto l’interesse analitico della piccola vicenda che abbiamo narrato.