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Starmer salvo per un soffio (323 voti), ma il suo tempo alla guida del Labour sembra scaduto

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Vittoria di Pirro per il Partito Laburista all’elezione suppletiva di Batley and Spen nel West Yorkshire. Il leader dell’opposizione, Sir Keir Starmer, ha esultato per il successo della candidata Labour Kim Leadbeater: un suo eventuale fallimento avrebbe quasi certamente significato le dimissioni per l’ex procuratore della Corona britannica. Nei giorni prima della by-election il Times aveva riportato che la sua vice, Angela Rayner, era pronta a sfidarlo per la guida del partito, mentre un sondaggio di Sky News mostrava come il 69 per cento degli iscritti al Labour avrebbe voluto il sindaco della Grande Manchester, Andy Burnham, al suo posto come leader.

Sir Keir si è salvato per un pelo. I bookmakers avevano dato per favorito il candidato Tory, Ryan Stephenson, consigliere comunale di Leeds, e in effetti Leadbeater ha prevalso per soli 323 voti. Nel dicembre 2019 il Labour aveva oltre 3 mila voti di vantaggio nella constituency. Una parte, non piccola, nell’elezione di Batley l’ha giocata George Galloway del Workers Party: l’ex laburista filo-Saddam ai tempi della guerra all’Iraq del 2003 si è classificato terzo ricevendo 8 mila voti e ha fatto una campagna molto aggressiva contro Starmer tentando di attrarre l’elettorato islamico della circoscrizione.

Sia come sia, la tornata di suppletiva si è chiusa con 3 sorprese: i Tories hanno vinto per la prima volta Hartlepool ma sono stati sconfitti dai LibDems a Chesham and Amersham, dove avevano oltre 13 mila voti di vantaggio. Infine, Batley and Spen, che avrebbe dovuto essere la tomba del Labour ha invece dato ossigeno a Starmer.

Il leader laburista, però, si trova davanti un partito diviso e c’è la sensazione che nel congresso di fine settembre – si pensa, finalmente, dal vivo e non online – i nodi verranno al pettine. Già nei giorni scorsi Starmer ha richiamato un blairiano, Matthew Doyle, a occuparsi della comunicazione del partito. Poi ha spostato il suo chief of staff, Morgan McSweeney, mettendolo a capo delle campagne elettorali al posto della Baronessa Chapman, accusata della sconfitta nella suppletiva di Hartlepool. Sconfitta che aveva determinato un rimpasto nello shadow cabinet laburista.

Infine, c’è il congresso di Unite, il maggiore sindacato affiliato al Labour e il suo contribuente principale. Dovesse prevalere un candidato della sinistra interna al movimento per Sir Keir sarebbero problemi. Se una volta eletto molti pronosticavano un suo futuro da premier, oggi sono ben pochi a prevedere per Starmer un futuro a lungo termine alla guida del Labour. I 323 voti in più di Batley and Spen hanno forse salvato la sua leadership a breve termine ma il partito resta in subbuglio.