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Ma’am Darling, un ritratto reale della Principessa Margaret

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Andava dal parrucchiere anche tre volte al giorno, la sua lingua era tagliente e sapeva come mettere a disagio gli ospiti, se non addirittura i padroni di casa; dava di matto durante una partita di Trivial Pursuit e le sue giornate erano scandite da bicchieri di drink e sigarette. La Principessa Margaret sapeva come attirare l’attenzione su di sé (qualora non bastasse il fatto che fosse la sorella della Regina Elisabetta e comunque un membro della famiglia reale), volente o nolente, diventando ben presto un’icona che, a distanza di ormai sedici anni dalla sua scomparsa – il 2 febbraio 2002 -, resiste al passaggio di consegne tra generazioni dei Windsor.

L’ha raccontata e descritta con attenzione e originalità Craig Brown nel libro “Ma’am Darling – 99 Glimpses of Princess Margaret”, pubblicato dalla casa editrice londinese 4th Estate. Quella di Brown, scrittore e firma del quindicinale umoristico Private Eye e sul Daily Mail, non è una biografia convenzionale, ma una raccolta di ritratti, più o meno lunghi, che riportano in vita la Principessa Margaret attraverso una ricerca accurata di documenti, diari e menzioni fatte anche dai molti personaggi della cultura e dello show che l’hanno conosciuta e spesso presa in giro alle spalle, dopo aver fatto a gara per averla come ospite d’onore. Più di quattrocento pagine che diventano uno spaccato sociale e culturale dalle quali salta fuori che se Peter Sellers era innamorato di lei, Pablo Picasso ne era ossessionato, ammettendo che se la Corona avesse saputo dei suoi sogni erotici sulla Principessa, sarebbe stato rinchiuso nella Torre di Londra e decapitato.

Invitata a cena dall’attore americano Michael Witney e dall’allora moglie Twiggy, non degnò di uno sguardo la modella della Swinging London se non prima di andarsene e riservò lo stesso trattamento a Cynthia Lennon durante un incontro con i Beatles, nonostante la presentazione ufficiale da parte di John. Nell’intervallo del film “La pazzia di Giorgio III” si domandò se non fosse un tratto ereditario. Brown dedica diverse pagine del suo lavoro al rapporto con il colonnello Peter Townsend, stretto collaboratore del padre Re Giorgio VI, il primo vero grande amore di una giovane Margaret e raccontato anche nel corso della prima stagione della serie prodotta da Netflix “The Crown”: l’autore celebra il senso di responsabilità della principessa nell’assumere la decisione di non sposare un uomo divorziato (e ben più grande di lei), scelta che avrebbe compromesso la sua vita, tra cui l’abbandono dei titoli reali. Lo fa tratteggiando anche il contesto sociale del Regno Unito degli anni ’50, con l’opinione pubblica divisa tra uomini, indifferenti o per lo più contrari all’unione, e donne, sofferenti per conto della Principessa di fronte alle ragioni di stato. E stende un necrologio che racconta la vita della Sig.ra Townsend, “the former HRH the Princess Margaret”, immaginandola lontana dal palazzo. Pura invenzione, a differenza dello zio Edoardo.

Ogni ritratto è una scoperta (l’oroscopo, per come lo conosciamo oggi, è legato alla nascita di Margaret e alle previsioni sulla vita che l’avrebbe attesa firmate dallo studioso di numeri William John Warner sul Sunday Express), un sorriso che segue un’alzata di sopracciglia, una curiosità che si aggiunga ad un’altra, troppe da ricordare qui. Occorre leggersi il libro.

Ma’am Darling: 99 Glimpses of Princess Margaret
di Craig Brown
Fourth Estate
pag. 431 – 12,63 Euro