Borrelli e quell’inchiesta che risparmiò il Pci-Pds

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Era prevedibile che le grandi firme e la grande stampa – con rarissime eccezioni: numerabili su poche dita di una sola mano di un grande mutilato – celebrassero Francesco Saverio Borrelli come un santo laico. E ricordassero Tangentopoli come un limpido lavacro, come una fonte di purezza: trascurando l’abuso della carcerazione preventiva, le battute orribili attribuite ai pm (“non è vero che arrestavamo la gente per farla confessare: la liberavamo dopo che aveva confessato”), gli schiavettoni ai polsi (il malcapitato Enzo Carra, sui giornali di ieri, ha addirittura partecipato alla commemorazione del defunto), la presunzione di innocenza travolta, i suicidi, e così via. Tutte cose che – invece – andrebbero ricordate: almeno tanto quanto l’ingiustificabile propensione del vecchio sistema dei partiti a difendere il proprio sistema di finanziamento illegale.

Ma c’è una cosa che è totalmente sparita dai radar. Mi riferisco al carettere “selettivo” di quell’inchiesta, che fece letteralmente a pezzi le forze del pentapartito (Dci, Psi, Pli, Psdi, Pri). Va ricordato che quei partiti, alle politiche del 1992, bene o male, avevano ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, oltre il 50%: due anni dopo, invece, non furono neppure in grado di ripresentarsi con i loro simboli sulle schede elettorali, per come erano state rasi al suolo.

E invece quella stessa inchiesta, sia nell’ondata iniziale (1992-1994), sia nelle fasi successive, per una ragione o per l’altra, finì “miracolosamente” per risparmiare il Pci-Pds. Non si tratta – qui – di guardare i dettagli, i singoli “alberi”, a partire dall’ostinato silenzio del “compagno G”, Primo Greganti, ma di considerare la “foresta”, cioè la foto d’insieme. Un partito, che, oltre al rubinetto di Mosca (mille miliardi di lire, secondo la nota stima del libro di Valerio Riva), aveva a sua volta partecipato al meccanismo del finanziamento illegale nazionale, fu risparmiato.

Anzi, più che risparmiato. Fu preservato, preparato e lanciato come alternativa politica e “morale”, al punto che, senza l’”incidente”, la sorpresa rappresentata dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Achille Occhetto e i suoi sarebbero certamente arrivati a Palazzo Chigi. La stessa definizione che Occhetto dava della sua campagna del ’94 e del suo partito (“la gioiosa macchina da guerra”) dava il senso di una vittoria annunciata dell’unico partito rimasto in piedi che si permetteva il lusso di dare lezioni etiche e di “affasciare” a sé magistratura, sindacati, grande impresa assistita, sindacati, giornaloni.

Siamo molto lontani da allora, siamo nel 2019, e dal 1992-94 sono ormai passati 25-27 anni. Tanti elettori di oggi non erano nemmeno nati, e possono considerare tutto ciò preistoria. Ma restano intatte due circostanze: quella Mani Pulite e quei pm salvarono (uso l’avverbio comunista per antonomasia: oggettivamente) il Pci-Pds; e la corsa di quel partito alla vittoria finale fu fermata solo dall’avventura apparentemente impossibile di Berlusconi.

Daniele Capezzone, 22 luglio 2019


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12 Commenti

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  1. Questa gente è capace di tutto, non si fermano davanti a nulla e lo hanno già dimostrato da anni ormai! Pero’ ora è giunto il tempo di cominciare a smascherarli, uno ad uno, cominciando dal tempo in cui prodi e traditori ci vendettero alla nefasta CE,, una parodia grottesca e falsa della vera Europa che è fatta di Popoli, ognuno con le sue caratteristiche e qualità.
    Massogesuiti e finanza sionista apolide fucsia arcobaleno agiscono impuniti, mentre questi sono i reali nemici del bene dell’uomo e del popolo!

  2. Io c’ero purtroppo e andò proprio così ed è amaro constatare come le porcherie della sinistra anche se estremamente evidenti vengono ancora oggi difese e coperte a spada tratta da una magistratura ancora fasulla e vergognosamente di parte. Dal allora non è cambiato praticamente nulla.

    • Anch’io c’ero e tante cose non si possono scrivere; Capezzone lo sa bene e bene ha fatto a non andare oltre. Ma qui dentro c’è gente che parla e scrive in maniera apodittica, tanto per dire qualcosa di fino, e pretende di essere letto ed approvato.

  3. Per evidenziare come il PCI-PDS fu salvaguardato dall’inchiesta, basta ricordare un nome che nell’articolo non viene citato: Tiziana Parenti.

  4. Non puoi prendere un particolare e pretwndere di imbastire una storia solo su quello. Di pietro con berlusconi stiamo parlando si qualche annetto dopo, che nei tempi della pilitica di allora equivalfono ad ere geoligiche.. E comunque si sa che ilg berlusconi di cazzate ne ha fatte e tante.

  5. Che du palle!
    I manettari più accaniti al tempo furono leghisti e missini,senza dimenticare il Berlusconi che voleva Di pietro alla giustizia.
    Lo spirito di “mani pulite” è deposto nelle mani De pasquale un esempio di pm da prendere ad esempio per il basso profilo sempre dimostrato,legato ad un’alta capacità d’investigazione.
    Nn fu mai nel “pool manipulite” e anzi,con Di pietro i rapporti furono sempre tesi.

    • Tu per me non hai tutti gli ingranaggi al loro posto; se nel 90 eri un infante privo di “comprendonio” sei scusato ma non capisco perchè tu scriva di cose che non conosci; se eri già grande allora adesso menti sapendo di mentire e pigli per il sedere chi qui dentro scrive a ragion veduta, in primis Capezzone che nel 90 era studente ma almeno era presente ai fatti. Se c’erano dei manettari quelli erano e sono sempre rimasti DP Colombo Davigo e Borrelli. Stop. I missini ed i leghisti (ma quanti erano in tutto lo puoi immaginare ?) cavalcavano il dorso della tigre perchè volevano far fuori DC PSI ed anche PC che sapevano immanicato come e più di tutti gli altri. Del compagno G e dal suo conto “gabbietta” si parlò tre settimane e poco più perchè tutto finì insabbiato insieme a tutte le giravolte finanziarie truffaldine delle coop rosse regine di Emilia Romagna Toscana Umbria. Quanto ai metodi usati per interrogare cani e porci quello di barattare una conferma a quanto già scritto sul PC (che l’interrogato non vedeva) con una sera o due in cella era metodo comune, fammelo dire. Robe da Cile di Pinocchietto altro che….E lascia perdere Berlusconi una volta tanto; pensa a Occhetto e D’Alema che comandavano il PDS e che facevano il bello ed il cattivo tempo e che l’hanno presa in quel posto perchè la gente si era stufata di derive comuniste e di sorrisi sotto i baffi (che avevano tutti e due); un sorriso una inchiappettata, un sorriso ed un dito in un occhio… Ma va là…..

      • Cazzolina!
        E io che pensavo che eri un pirla.
        Lascia perdere le sciocchezze e pensa invece a chi ha giovato il tutto.
        Lo dici pure te che Occhetto lo prese nel ****.
        E Berlusconi,che l’inculò,voleva Di pietro alla giustizia.
        Torna pure a nanna adesso.

        • Caro il mio pinguino avresti dovuto scrivere “a chi avrebbe dovuto giovare il tutto”… dopodichè ti spieghi perchè Occhetto se la pigliò in quel posto. Ti ripeto lascia stare Berlusconi e Di Pietro perchè anche qui il secondo l’ha pigliato laggiù tanto quanto Occhetto e D’Alema per i quali avrebbe dovuto entrare in squadra e che il Berlusca ha chiamato per farsi dire di no. Non occorre Bisignani per capire tante cosette. Adesso a nanna ci vai tu e tutte le tue edonistiche minchiate.

          • No,no!
            È propio “a chi ha hiovato il tutto”.
            Poi ognuno più fare le ore piccole a propio discapito.
            Io fossi in te nn prenderei per oro colato il Bisignani è uno che difende lo status quo e,apertamente,descrive in ogni suo articolo che lo stesso va preservato in ogni modo.
            Se nn te ne sei accorto dovresti concedere al tuo cervello un lungo sonno ristoratore.

  6. Perfetto, dr Capezzone! Questo è parlare pane al pane, vino al vino. E’ la pura verità storica e …morale di tutta la vicenda.

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