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La nuova Italia

Bye Bye Orban: Meloni svela a chi si ispirerà

I riferimenti politici della futura premier italiana. Che cosa ha detto a fianco del partito spagnolo Vox

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Giorno numero quindici dal ritorno del fascismo in Italia. Almeno secondo gran parte della sinistra, fatta dalle Rula Jebreal, dai Damiano dei Maneskin, dai Saviano e molto altro ancora. Nel corso dell’intera campagna elettorale, il – ormai ex – segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha premuto l’acceleratore solo ed esclusivamente sul tema Ungheria, contestando a Giorgia Meloni di essere vassalla del sistema illiberale di Orban. Eppure, dopo le parole della futura premier di ieri sera, durante la kermesse del partito spagnolo Vox, pare che i riferimenti siano ben altri.

Gli alleati della Meloni

Oltre ad assumere la stessa posizione dell’esecutivo di Mario Draghi, promettendo il rinnovato sostegno del nuovo governo per la fissazione del tetto massimo al prezzo del gas, Meloni ha parlato esplicitamente di Polonia e Repubblica Ceca. L’obiettivo è quello di trasformare “le idee in politiche concrete di governo, come già fanno i nostri amici” di Varsavia e Praga, ma come fanno anche “i nostri amici svedesi e continueranno a fare i nostri amici lettoni”.

Insomma, ai punti di riferimento della Meloni si affiancano anche Svezia e Lettonia, entrambe fortemente impegnate a sostegno della causa ucraina. La prima, infatti, proprio per le sue posizioni atlantiste, dovette subire invasioni del proprio spazio aereo da parte di caccia russi, nei mesi scorsi; mentre la seconda ha già dichiarato di non voler ospitare i russi, dopo la mobilitazione parziale indetta da Putin. Alle elezioni, inoltre, ha prevalso su tutto il sentimento anti-Mosca, con un radicale crollo dei movimenti schierati a fianco del Cremlino.

L’Italia in Ue

Paradossalmente, la leader di Fratelli d’Italia sta assumendo posizioni, capaci di conciliarsi con tutto lo scacchiere comunitario; alla faccia dell’isolamento italiano. Sulla guerra, rimane fortissimo il sentimento ucraino, così come a Bruxelles, ma soprattutto verso l’Est Europa, verso quegli Stati che hanno conosciuto direttamente l’occupazione russa. Stesse posizioni dell’Unione Europea anche sul price cap, fino ad arrivare ai complimenti del francese Emmanuel Macron per la vittoria alle elezioni. Rimane, come sempre, l’ostacolo della Germania, la vera sabotatrice europea in tema di gas e sanzioni alla Russia. Esclusa, invece, pare essere proprio l’Ungheria, il principale “mostro”, utilizzato della sinistra per criminalizzare l’ascesa della coalizione di centrodestra.

Giorgia Meloni è pronta a voltare pagina. L’obiettivo è quello della costruzione di una “Europa di patrioti”, di una confederazione di Stati, capaci di cooperare nei macro-temi che attanagliano la nostra epoca: crisi inflattiva, crisi energetica ed instabilità geopolitiche. Il messaggio è chiaro: “Non siamo mostri”, anche se la demonizzazione degli avversari politici vorrebbe far crederlo. D’altro canto, si sa: ogni partito, non di sinistra, che raggiunge almeno il 15 per cento, viene considerato automaticamente fascista. E loro sarebbero i democratici…

Matteo Milanesi, 10 ottobre 2022