Cronaca

Caldo killer? Togliamo il condizionatore ai verdi radical chic

I blackout energetici ci sono in corrispondenza del picco del caldo quando vi è il maggior uso di condizionatori

Oggi tutti i giornali parlano del caldo record che, in questi giorni, sta mettendo alla prova l’Italia e della “bolla di fuoco” che ci sarebbe sul Mediterraneo. Giavazzi, in un suo fondo sul Corriere della Sera, ci spiega che rimandare anche di un solo anno la riduzione della produzione dei motori termici significa ritrovarci l’anno prossimo a fare i conti con la CO2 accumulata nel frattempo. Insomma, tutte cose straordinarie che vi metteranno paura e che non sono poi così diverse dalla stucchevole retorica secondo cui se non si evita di produrre CO2 il mondo finirà.

Scusami Giavazzi, avete rotto sulle auto elettriche dicendo di voler ridurre le emissioni di CO2? Benissimo, allora oggi, nonostante questo caldo killer, spegnete l’aria condizionata! Perché non si può essere così ipocriti. Da ormai 20 anni ogni estate si parla di caldo killer. Quando ero a Mediaset ad agosto di tutti gli anni c’era la cassetta “afa killer” perché ogni anno faceva caldo. Cosa è cambiato rispetto a 20 anni fa? Oggi si assume che siano i nostri comportamenti ad incidere sulla afa killer. È colpa nostra, quindi noi dobbiamo ridurre la CO2 e Giavazzi, dall’alto della sua università di New York, ci invita a riflettere su quanta CO2 accumuleremo nel prossimo anno se non riduciamo la produzione dei motori endotermici.

L’Europa produce l’8% della CO2 mondiale e solamente il 10% di questo 8% è prodotto dall’automotive. Non servono lauree per capire che l’automotive europea ha un impatto dello 0,8% sull’intera CO2 mondiale. Quindi, se anche smettessimo di produrre auto a motore termiche, non cambierebbe niente, ma ridurremmo in modo significativo l’occupazione.

Invece di pensare a queste pansane, facciamo una cosa: spegniamo i nostri condizionatori, buttiamoli nel cesso e chiudiamo le pompe di calore. Se le auto non elettriche fanno schifo perché producono CO2, perché dovremmo ignorare il condizionatore l’impatto del condizionatore con cui Giavazzi si rinfresca? Perché non facciamo una battaglia contro l’aria condizionata? Agli scrittori radical chic, così come a me, fa comodo l’aria stare al fresco e, vivendo nei centri della città, hanno meno bisogno dell’auto perché hanno la bici.

 

Bene, io vorrei fare la battaglia contro l’aria condizionata: togliete i condizionatori, ma lasciatemi sgasare con una Ferrari. Ed invece no, l’aria condizionata non si tocca. Eppure i maggiori blackout nelle reti energetiche italiane ci sono proprio in corrispondenza del picco del caldo ovvero quando vi è il maggior uso di aria condizionata. Nonostante ciò, si riesce a mettere in relazione il caldo record con la genialata del binomio Ursula-Timmermans che finirà per distruggere il mercato automobilistico europeo. È incredibile.

Nicola Porro, dalla Zuppa di Porro del 16 Luglio 2023

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