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Caro Porro, ecco perché ammiro mio padre ristoratore

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Ciao Nicola,

sono un universitario alle prime armi, infatti in questo momento mi trovo immerso nella mia prima sessione di esami universitari della mia vita, e anche se ce ne sarebbe un gran bisogno, non ti voglio parlare della situazione di disagio in cui ci troviamo noi, no perché ti voglio parlare di mio padre.

Mio padre è un ristoratore, ha aperto nel dicembre del 2019, con altri tre suoi amici, un pub/ristorante in quel di Crema. Ha dovuto ovviamente chiudere tutto durante il primo lockdown, per poi riaprire nel periodo estivo, che per lui è stata un gran periodo di ripresa, non solo da un punto di vista economico, ma anche da un punto di vista mentale, ha toccato, come un po’ tutti, di nuovo la “normalità”. Arriva poi il periodo di novembre e come ben sai ritorna l’incubo del lockdown, tornano i titoloni dei giornali che mettono paura nelle persone.

Essendo in Lombardia, ci siamo sorbiti una zona rossa, che ci ha costretti agli arresti domiciliari a cui anche ora siamo sottoposti (anche se è vero siamo stati in zona gialla per ben 13 giorni, pensa che culo). Giorni fa mio padre ha riaperto simbolicamente il suo locale, non lo ha riaperto al pubblico ma è andato a Crema con mia mamma (sua moglie), ha acceso le luci del locale, si è messo al bancone è ha iniziato la sua protesta silenziosa, ha deciso però di non far entrare nessuno, perché è un uomo che a parer mio è talmente affezionato a questa Nazione e allo Stato che non vuole infrangere nessuna regola anche se è immorale.

Io mio padre per questo gesto lo ammiro perché un uomo che da quando ha 14 anni si é sporcato le mani, ha fatto sacrifici e ha fatto molta fatica (sempre senza mai e dico mai lamentarsi una sola volta), forse i nostri politici e chi ci governa dovrebbero imparare da gente come mio padre, persone che parlano poco, forse rozze e non sempre fini, ma pur sempre persone concrete, persone che fanno andare le mani, persone che hanno reso la fatica non una loro nemica, ma una compagna di viaggio, la stessa fatica che forse troppe volte i nostri politici non si sognano di affrontare.

Con questo concludo ringraziando ancora mio padre, perché in queste mattine, con tutte le difficoltà che prova con tutto quello che sta succedendo, vederlo sempre pronto a combattere per la sua causa mi sprona a fare bene quello che devo fare. Il nostro Paese non ha bisogno di responsabili o airbag politici, ma ha bisogno di gente che non ha paura di fare fatica.

Pietro Casirati, 18 gennaio 2021