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Caro Speranza, basta con le stronz***

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Il filosofo statunitense Harry Frankfurt in un suo saggio dal titolo provocatorio, Stronzate (“On Bullshit”), distingueva il “dire stronzate” dall’esercizio menzognero. Infatti, il mendace consapevole dichiara il falso, riconoscendo la verità che viene dissimulata intenzionalmente, mentre il propalatore di stronzate ignora il vero, essendo mosso dall’esclusiva volontà di scioccare il pubblico. Dunque, il mentitore deve possedere la nozione di verità per poterla frodare, mentre il “cazzaro” ne ignora totalmente la cognizione. Pertanto, per Frankfurt «la stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna» la cui forza può scardinare l’idea della verità, accreditando come legittima e vera la sola dissertazione persuasiva.

Gli errori sul Covid

Se trasponiamo la dicotomia del saggista americano sulla gestione dell’emergenza pandemica, che da 15 mesi ci priva delle più elementari libertà, ricaviamo la conclusione che la stessa ha avuto un rapporto problematico con la verità, tanto da meritare in alcuni casi l’appellativo che evoca l’intestazione del libro di Frankfurt. Sappiamo che se avesse funzionato la medicina domiciliare l’ospedalizzazione per Covid sarebbe stata molto più contenuta, evitando l’intasamento dei reparti e la pressione sui pronto soccorso.

Eppure, alla luce dell’esperienza maturata nulla si sta facendo per riorganizzare la sanità territoriale. La verità dell’importanza nel rafforzamento della medicina di prossimità è stata ignorata. Così come l’oggettività delle statistiche sulla letalità del virus, che attesta a 81 anni l’età media dei pazienti deceduti, avrebbe dovuto imporre una campagna vaccinale con la priorità assoluta da assegnare alla fascia anagrafica più vulnerabile. La verità sui soggetti più fragili doveva stabilire un diritto di prelazione, non derogabile, sulle salvifiche dosi a cui tutte le regioni dovevano uniformarsi.

Le colpe di Speranza

I trasporti pubblici e le scuole, che sono stati dichiarati suscettibili all’insorgenza di focolai, perché in questi mesi non sono stati messi in sicurezza? Si sono sperperati oltre 400 milioni di euro per demenziali e inutilizzati banchi a rotelle, ma se quella abnorme spesa fosse stata indirizzata a moltiplicare le corse del trasporto pubblico, per una maggiore sicurezza della mobilità, sarebbe stata più produttiva. Il ministro della Salute Roberto Speranza, promotore di una politica in rapporto ossimorico con il suo nome, è sempre più l’icona in negativo di una gestione fallimentare che insiste a perpetuare gli errori già sperimentati nella prima fase dell’emergenza. Se all’aspetto sanitario aggiungiamo il pregiudizio anti-impresa, che è radicato in alcuni ambienti progressisti, otteniamo un cocktail venefico per la nostra economia.