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Caso Amara, cosa fare con il Csm

davigo palamara
davigo palamara

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Dunque, siamo finiti dentro l’ennesimo inestricabile labirinto giudiziario: un magistrato di Milano, a quanto pare in polemica e in dissenso con il vertice della sua procura, ha per le mani un dossier scottante (forse pieno di cose vere, forse di cose false, forse di cose sia vere sia false: nessuno può saperlo preventivamente, com’è ovvio); non ne fa oggetto di un esposto formale al Csm ma lo consegna a un membro di quell’organo; poi, non si sa come, a quanto pare per il tramite di una ex collaboratrice di quel membro del Csm, le carte finiscono ad un paio di giornali; giornali che però, curiosamente, non pubblicano; e la palla – com’è, come non è – ritorna alle procure.

Tutti i disastri del Csm

Intanto, ben mimetizzati in articoli di stampa cauti e intricatissimi, si trovano anche riferimenti all’ipotesi che qualcuno abbia potuto parlare del caso al Quirinale, dove siede – se la Costituzione non è stata cambiata nottetempo – non un passante ma il Presidente del Csm. Circostanza che però un po’ tutti tendono a dimenticare, per una curiosa amnesia.

Inutile girarci intorno: che altro deve succedere affinché il Csm venga sciolto? E che altro deve succedere affinché sia adottato un diverso metodo di elezione, che elimini in radice il ruolo decisivo delle correnti della magistratura, fonte di una lottizzazione correntizia ormai sotto gli occhi di tutti, a maggior ragione dopo la denuncia/autodenuncia del magistrato Palamara?

Il sorteggio al Csm

C’è una sola strada da seguire, se non ci si vuole prendere in giro. Ed è la strada – in un programma tv, l’ha ammesso lo stesso Palamara – più temuta dalle correnti: si tratta di passare al sorteggio dei membri del Csm.

So bene che la Costituzione (articolo 104), compiendo un riferimento agli “eletti”, non consente un sorteggio integrale. Ma non vieta una soluzione intermedia, o “temperata”, come alcuni dicono. E cioè effettuare un sorteggio tra i tutti i magistrati che ne abbiano titolo, selezionarne un numero ristretto in modo casuale, e poi procedere all’elezione all’interno di questa rosa.

Immagino che gli esperti faranno mille obiezioni, magari anche motivate e argomentate. Ma esistono momenti in cui occorre una soluzione di continuità, in cui c’è la necessità di interrompere un certo corso delle cose, per aprire una pagina diversa.

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Giustizia, Sgarbi furioso con Letta - Vittorio Sgarbi
11 Maggio 2021 17:03

[…] avere avuto molti suoi rappresentanti coinvolti negli scandali del Csm, in un continuo tentativo di politicizzare la magistratura, oggi Letta annuncia un progetto sulla […]

Francesco
Francesco
4 Maggio 2021 3:00

Il Ministero della Giustizia deve garantire l’imparzialità della magistratura e no gli stessi magistrati con l’autogoverno, bisogna attuare una commisione svincolata dalla magistratura composta da 1/3 di esperti procuratori in diritto civile, penale, amministrativo e in diritto internazionale, 1/3 da rappresentanti politici e 1/3 da parte dei cittadini come avviene per la giuria popolare, la commissione va rinnovata per legge ogni anno per impedire ogni forma di influeza o condizionamento.

Valter Valter
Valter Valter
3 Maggio 2021 16:12

Se la minaccia di mandare i carabinieri al CSM fatta a suo tempo da Cossiga si fosse realizzata forse oggi avremmo una magistratura migliore.

Rosario Nicoletti
Rosario Nicoletti
3 Maggio 2021 12:37

Oltre alla riforma del CSM, sarebbe necessario un’altro tassello, ovvero il ripristino dell’avanzamento in carriera non per il benestare correntizio, ma per MERITO. Una volta questo era realizzato attraverso concorsi interni: commissioni di magistrati “anziani” leggevano le sentenze e valutavano i colleghi più giovani, se meritevoli di avanzamento. Questi concorsi, oltre ad avere la finalità di valutare, costituivano un deterrente per i “voli pindarici” di certe sentenze. Ad esempio, molte delle sentenze definite “politiche” sono anche mostri giuridici, che vengono formulati a cuor leggero, visto che nessuno mai li leggerà per valutarli.

Gianluca P.I.
Gianluca P.I.
3 Maggio 2021 12:31

Siamo arrivati a un livello tale di putrefazione istituzionale che riuscirebbero a truccare anche l’ipotetico sorteggio. La sinistra il fortino giudiziario non lo mollerà tanto facilmente, già stanno brigando per garantirsene il controllo tramite il prossimo, ennesimo PdR facente funzioni del PD, dopo i vari Ciampi, Scalfaro, Napolitano, Napolitano e Mattarella, un settennato a testa fanno 35 anni di dominio incontrastato.

Paolo
Paolo
3 Maggio 2021 10:39

Cosa fare? Chiudere sigillare sciogliere resettare tutto. Il minimo sindacale.

Gastone Corbanese
Gastone Corbanese
3 Maggio 2021 10:15

Cari Daniele, concordo su quasi tutto hai elencato nel tuo articolo in merito a Mattarella ( connivente a questo disastro w nessuno lo dice); su Cossiga ( per me l’ultimo vero presidente della Repubblica Italiana ); non concordo sul CSM che per me dovrebbe essere abolito. È un eufemismo , ma giudicare l’operato di un magistrato da un suo collega ( magari della stessa corrente), è come se un ladro giudicasse un altro ladro; non è credibile. Io non ho la soluzione è quanto tu hai consigliato potrebbe essere la soluzione, ma così non si può continuare; ne va della stabilità democratica del nostro paese.

Rosy
Rosy
3 Maggio 2021 9:14

Concordo con il dr. Capezzone