Caso Segre, tutte le bugie che ci hanno raccontato - Seconda parte

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A questo punto il giro dei progressisti Repubblicani, idealmente capitanato da Mattarella, ha il problema di trovare specchi da scalare: già si sprecano le medesime giustificazioni a proposito della treccina ossessionata col clima: Greta “è una bambina di 16 anni (sic), è strumentalizzata” (però volevano darle il Nobel). Liliana “è una anziana di 90 anni, è strumentalizzata” (però vogliono darle il Colle). Sì, d’accordo, ma se, eventualmente, qualcuno nella pelle dello strumentalizzato ci si trovasse benone?

Sia come sia, inevitabile la scorta per la Segre, perché è sempre meglio esagerare in sicurezza che in disattenzione, sta di fatto che si è avuto un curioso ribaltamento della logica: non le diamo la scorta perché è minacciata, ma è minacciata perché le diamo la scorta. E chi non la beve, chi non riesce a capire da dove arrivasse questa colata lavica di antisemitismo, maledetto in fama di kapò da rieducare con apposita commissione. Dagli apostoli dell’antisemitismo.

Max Del Papa, 13 novembre 2019

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10 Commenti

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  1. Secondo i pallonari di Repubblica quindi vale la regola che offendere questa persona è più grave di offendere tutte le altre (ovviamente non allineate al pensiero unico) … E meno male che i sinistri si dichiarano pure antirazzisti…!

  2. Gentile Porro, Lei cita “l’Osservatorio antisemitismo della Fondazione CDEC, non sospettabile di parzialità” (Sue parole) quando l’Osservatorio scrive – nelle sue tabelle – dei 197 insulti annui riportati nel 2018. ACCIDENTALMENTE, dimentica però di citare LO STESSO Osservatorio quando scrive che le Sen. Segre è stata ricoperta di insulti in ragione di 200 al giorno quest’anno. La Repubblica è da lì che ha preso i dati. Spero di non dovere indicare le fonti a Lei, giornalista professionista: sono sicuro che le conosce (e volutamente ignora) di già.
    Buon “lavoro”.

  3. Riguardo la pista del tunisino:
    https://www.bufale.net/pecora-elettrica-e-stato-un-tunisino-nordafricani-vogliono-prendersi-il-quartiere/

    riguardo i numeri della Segre:
    https://www.repubblica.it/cronaca/2019/11/12/news/insulti_segre_risposta_colaprico-240924438/

    buona serata.

  4. Sono i soliti compagni del tempo che fu. Con il crollo del Muro di Berlino e, quindi, il fallimento internazionale del comunismo costoro hanno cambiato acronimi, prima PDS, poi DS e ancora Pd, ma il metodo è sempre il medesimo, infangare. In merito alle foibe, tuttavia, non si sono pronunciati con altrettanta solerzia e hanno vissuto nel silenzio per oltre sessant’anni, nascondere, nascondere, nascondere, le nefandezze commesse dai comunisti buoni. Ma poi, alla fine, la verità è emersa, ma non facciamogli troppa pubblicità che, poi, qualcuno, dei loro elettori, potrebbe capire e cambiare strada. E siccome quelli di oggi, nel mascherare la verità, non sono poi così bravi come i loro predecessori si sono restrinti elettoralmente come un tessuto di cotone immerso nell’acqua.

  5. Sono d’accordo su tutto, ma io porterei l’attenzione anche sul “famigerato” striscione di Forza Nuova, quello passato alla “storia” degli ultimi 10 giorni, come – “lo striscione antisemita contro la Segre” -. E’ quello striscione di cui tutti parlano, ma di cui nessuno cita, per decenza, il vergognoso il testo, a meno che non si vada a cercarselo. Cercandolo, si capisce molto chiaramente la “giusta” preoccupazione per il pericolo antisemita che incombe in Italia. Esso, infatti, testualmente riporta (mi scuso per la crudezza): “Sala ordina, l’antifa’ agisce e il popolo subisce!”. Ora io dico, mettendomi nei panni de “La Repubblica”: sarà pur vero che la Segre non ha ricevuto 200 insulti al giorno, ma ditemi voi se quello striscione, già da solo, non vale per 200!

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