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“Cercopiteco”, “cretino”. Rissa tv tra Scanzi e il prof no green pass

Tre contro uno a Cartabianca. Scambio di insulti tra Scanzi e Alberto Contri, che alla fine si alza e se ne va

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Tre contro uno, in uno studio televisivo. Da una parte Andrea Scanzi, Bianca Berlinguer e Antonio Caprarica; dall’altra Alberto Contri, docente universitario di comunicazione sociale, Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e membro della commissione “Dubbio e precauzione” fondata da Massimo Cacciari e Giorgio Agamben. Lo scontro è andato in onda a Cartabianca, con tanto di ondata di insulti come neppure al bar sport e uscita di scena finale di Contri.

In studio ovviamente si discute di vaccini e green pass, con l’ombra dello stato di emergenza appena prorogato dal consiglio dei ministri. Contri è ovviamente contrario e non manca di dirlo in diretta tv. Contri ritiene che questa non sia una pandemia, ma “una sindemia”, ovvero “una patologia che prende soprattutto gli anziani”. Lui non si fida di questo vaccino, e fa male – aggiungiamo noi -, perché aspetta “quello proteico”. Fattacci suoi, però. La differenza tra questo sito e Scanzi, oltre a non essere mai stati “caregiver” a nostra insaputa, è il fatto che per noi Contri conserva il diritto inalienabile di dire ciò che pensa. Senza per questo dover essere coperto di insulti. “Lui è l’emblema del cattivo maestro in questa fase storica”, dice il cronista del Fatto, quello secondo cui il Covid “non è una malattia mortale porca puttana di una troia ladra”. E ancora: “Contri non sa nulla di scienza, né di cosa stia parlando. A 77 anni ha scoperto che esiste il web e pensa che lì ci sia la verità”.

A quel punto gli animi in studio si incendiano. Contri prova a presentare alcuni dati, Scanzi replica con un “ma quali dati ufficiali, vai a zappare“. Poi una raffica di insulti: da una parte “nano” e “mascalzone”, dall’altra “bollito”. Inutile il tentativo di Bianca Berlinguer di suonare il gong, soprattutto dopo l’intervento di Caprarica con cui sono volati altri insulti. “Guardiamo l’emergenza, guardiamo i dati”, dice Contri. Ribatte Scanzi con la classica educazione che lo contraddistingue: “Per capire l’emergenza basta guardare te”. A quel punto il professore si alza (“se devo stare accanto a questo mascalzone, a questo stupido, hai fatto la badante? Ridicolo”) e scoppia il caos. “Non ho nessuna stima di quest’uomo”, dice Scanzi, “ci rendiamo conto di quello che sta dicendo?”. Finché alla fine il giornalista se ne esce con un “hai i neuroni di un cercopiteco” e Contri si alza e se ne va. “Basta, io con questo cretino non ci sto. Stupido, mascalzone. Che il servizio pubblico si permetta di far parlare un giornalistuncolo come questo… ma che vergogna”.