Esteri

Chi s’indigna per le bombe ricordi i giovani iraniani massacrati dal regime

A sinistra proteste contro la "violazione del diritto internazionale" da parte di Usa e Israele. Ma Mahsa Amini e gli altri sono morti schiacciati dagli Ayatollah

Iran proteste
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Dall’attacco di questa mattina condotto da USA e Israele all’Iran, fioccano in Occidente commenti indignati e scandalizzati contro l’ennesima “violazione del diritto internazionale”. Bisognerebbe innanzitutto chiedersi come possa un regime come quello di Teheran essere compatibile con il diritto internazionale, ma soprassediamo. La parte divertente è che la quasi totalità di questi commenti proviene dal segmento progressista che si fa portavoce di paroloni come libertà, democrazia, lotta alle tirannie.

L’esempio lampante lo si può trovare nel comunicato pubblicato su Facebook dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. L’ANPI ha pubblicato un post che condanna con fermezza l’aggressione congiunta contro l’Iran, definendola un atto di “gravissimi crimini” e invocando una risposta internazionale per prevenire un conflitto regionale. Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha sottolineato la necessità di distanziarsi da questa aggressione annunciata ad uno “stato sovrano”. Ma che significa Stato sovrano? Pagliarulo avrebbe dunque condannato i partigiani italiani o gli alleati poiché hanno sovvertito la sovranità di Mussolini? Mistero…

Eppure questo commento è sintomatico poiché cattura l’essenza di un’ipocrisia profonda comune alle reazioni europee e occidentali agli eventi mediorientali. Mentre l’Europa alza la voce contro l’operazione militare “Epic Fury” del presidente Donald Trump, con l’obiettivo di distruggere le capacità missilistiche e nucleari iraniane e promuovere un cambio di regime, lo stesso continente ha spesso voltato le spalle alle sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate da Ali Khamenei all’interno dei suoi confini.

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Dove erano le voci dell’ANPI e accoliti quando, solo un mese fa, nel gennaio 2026, le forze di sicurezza iraniane hanno massacrato migliaia di manifestanti durante proteste nazionali? Ricordiamo che una quantità abnorme di persone sono state uccise in una repressione coordinata, con spari diretti alla testa e al torso di manifestanti e passanti, inclusi bambini. Dov’erano qundo Khamenei ha ordinato di schiacciare le proteste con ogni mezzo necessario, portando a un’ondata di arresti arbitrari, torture e sparizioni forzate? Quando i manifestanti feriti venivano giustiziati in ospedale dalle Guardie della Rivoluzione? Quando in città come Teheran e Shiraz, le forze hanno usato mitragliatrici pesanti contro folle disarmate?

Dove si trovavano queste voci che oggi parlano del diritto internazionale quando le madri iraniane scendevano in piazza perché l’età di maturità legale sotto il regime è fissata a 9 anni per le ragazze e 13 per i ragazzi, in violazione dello stesso diritto internazionale che oggi si sventola come una Bibbia?

Dove erano quando l’adolescente Sam Afshari veniva ferito e poi ucciso?

Dove erano gli amanti dell’ONU quando quest’ultimo, poche settimane fa, eleggeva il regime iraniano alla vicepresidenza della commissione per lo sviluppo sociale? Così è troppo semplice.

D’altronde questo doppio standard non è nuovo. Nel 2022, dopo la morte di Mahsa Amini almeno 350 persone, tra cui decine di bambini, furono uccise in repressioni simili. Eppure a parte qualche sparuta manifestazione da parte degli esuli iraniani in Occidente mai nessun movimento politico ha davvero cercato di fornire un aiuto al popolo persiano. Forse perché Gaza fa vendere di più. E in una logica meramente opportunistica quale ormai è la politica europea, bisogna rassegnarsi. Ma almeno non fate la morale a chi oggi gioisce per il popolo iraniano.

Alessandro Bonelli, 28 febbraio 2026

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