in

Ci mancava solo il vaccino “etico” di Cuba

Dimensioni testo

Il vaccino Cohiba avrà un bel colore marrone da sigarone Avana. Sarà di stato, gratuito, fornito per tutti ed esportabile: garantisce via Facebook il compagno Erasmo Palazzotto di Sinistra italiana (what else?). E Il Sole 24 Ore, il quotidiano dei capitalisti, si scioglie come neve al sole di fronte alla storia del ricercatore italiano idealista, Fabrizio Chiodo, “spinto da una forte etica” e perciò corso a Cuba, perché è l’unica nazione “dove un prodotto può andare dal laboratorio alla clinica per via totalmente pubblica”, è l’unico posto al mondo “che mi permette di rispettare quello in cui credo”. Mica come l’America, dove Big Pharma lucra sulla nostra pelle.

Il siero dell’avvenire

È risaputo, infatti, che l’isola di Fidel “ha la migliore sanità del mondo”, alla faccia dell’imperialismo gringo. Questa la mirabolica promessa per il 2021. Questione di qualche mese, e poi il pianeta saluterà l’alba radiosa del vaccino cubano, possente strumento di sviluppo e di salute; ci si dovrà inchinare alla superiore scienza cubana, con grande scorno delle vili multinazionali del farmaco intente solo a macinare guadagni sulla pelle del popolo oppresso. Cuba, no. A Cuba, i medici socialisti non perdono tempo a far coreografie anticovid, loro badano al sodo e scoprono il siero miracoloso. Un ritrovato la cui formula è ancora segreta, ma solo perché, altrimenti, gli yankees se ne appropriano subito: sappiamo come sono fatti, quelli. Quindi non resta che avere fede nel vaccin dell’avvenir, che ci libererà dalla maligna pandemia sfuggita, è vero, ai laboratori cinesi, ma sicuramente perché infiltrati da infami provocatori al soldo della Cia e di Trump.

Il vaccino Cohiba sarà buono, giusto, equo-solidale, eco-compatibile, gretino e il ministro della Salute, compagno Roberto Speranza, ne ha già opzionato duecento milioni di dosi di concerto con il Pd, Leu, Sel, la stessa Sinistra italiana, i Carc, i centri sociali, il nuovo Partito comunista e il supercommissario Arcuri, quello che ce l’ha coi “liberisti da divano”. Qui si fa la storia, mica poesia; e la storia, attenzione, sono loro, i vaccineros socialisti: nessuno si senta escluso. Sarà un piacere sottoporsi al prodigioso ritrovato, che immunizzerà contro i pipistrelli, i pangolini, l’iniziativa privata, il profitto, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo (a Cuba funziona al contrario), il plusvalore, l’unità di produzione, la sovrastruttura.

Il compagno vaccino necessiterà di precise metodologie di somministrazione: fondamentale tenere, invece che l’arto rilassato, come nelle dittature capitaliste, il braccio teso in alto, rigorosamente quello sinistro, e a pugno chiuso; mentre il compagno ago penetra nella compagna spalla, e la compagna infermiera spinge il compagno pistone della compagna siringa, andrà recitata a squarciagola L’internazionale; in Italia, saranno ammesse in sostituzione Bandiera Rossa (“avanti popolo, alla riscossa, senti che scossa, senti che scossa, la profilassi la trionferà, evviva il vaccino e la libertà”) oppure il celeberrimo Contessa (“compagni da cliniche e da nosocomi, prendete il tampone, portate la fiala, scendete in corsia, bucate con quella, scendete in corsia, affossate la pandemia”).

Effetti collaterali…

Potranno esserci, si capisce, alcuni effetti collaterali, né gravi né sgradevoli, primo fra tutti la crescita repentina di un rigoglioso barbone; si potranno anche registrare una curiosa ma gioiosa trasandatezza, allergie varie, per esempio alla verità, al pluralismo, alla democrazia del confronto, alla coca-cola, nonché forme ossessive-maniacali che porteranno a veder fascisti, razzisti e borghesi dappertutto. Nei casi più sensibili, il soggetto appena vaccinato vorrà imbarcarsi su una bagnarola purché capitanata da una fanciulla con grave ed urgente bisogno di shampoo. Potrà anche sviluppare una compulsiva tensione ad imbarcare quanti più migranti possibile, purché ben lontani dalla propria casa, via, quartiere. Insorgerà una irrefrenabile attitudine alle balle e un malcelato ma bruciante desiderio di consumismo mascherato lotta di classe.

Infine, il soggetto reduce da somministrazione di vaccino cubano amerà rintanarsi in tuguri dal confortevole odore di cospirazione dove, tra una costoletta e una boccia di vin rosso, potrà sfogare con altri immunizzati come lui le sue teorie sulla sommossa imminente, sulla necessità di una nuova società senza padroni, e sul perché l’ideologia più bella del mondo avesse così inopinatamente miseramente fallito. L’unico problema, è che dopo la sesta ora di teorizzazioni allucinogene, i presenti cominceranno fatalmente a dividersi, a scindersi, a prendersi a bottigliate sulla testa, ciascuno rivendicando l’esclusiva di una genuinità comunista e fondando un glorioso partito personale.