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Cina, Pelosi, i codici nucleari: l’ultimo complotto contro Trump - Seconda parte

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A incuriosire sono anche le date delle telefonate che Milley avrebbe fatto a Pechino. La prima, spiegano gli autori del libro, risale al 30 ottobre, ovvero alcuni giorni prima delle elezioni. Trump era nel pieno dei suoi poteri, e potenzialmente avrebbe pure potuto strappare il secondo mandato. Eppure Milley decise comunque di “scavalcarlo” aprendo un canale con la Cina per garantire la stabilità del governo americano e negare attacchi Usa verso Pechino. Non solo. Milley avrebbe anche promesso di avvisare Li Zuocheng in caso di attacco degli Stati Uniti. “Generale Li, tu ed io ci conosciamo da ormai cinque anni – si legge nel libro – Se abbiamo intenzione di attaccare, ti chiamerò prima del tempo. Non sarà una sorpresa”. La seconda telefonata, invece, risale all’8 gennaio del 2021, cioè due giorni dopo l’assalto a Capitol Hill da parte dei supporter trumpiani. Lo stesso giorno il generale avrebbe pure parlato della presunta instabilità psichica del presidente con la speaker della Camera Nancy Pelosi, tra le più acerrime avversarie di Trump. I due si sarebbero detti d’accordo sulla “pazzia” del tycoon. A quel punto, spaventato da un presidente “che ormai gridava contro tutti compresi i militari e costruiva nella sua mente realtà alternative a base di teorie cospirative sul voto”, avrebbe deciso di agire prima che si arrivasse al “punto di rottura”. Piccola domanda: può un soldato manovrare nell’ombra contro un presidente democraticamente eletto dal popolo?

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13 Commenti
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gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
18 Settembre 2021 12:26

A presentation “to the point” of the real FACTS Grazie mille per l’obiettività su quello che è avvenuto.

Andrea
Andrea
17 Settembre 2021 4:46

Alcuni fatti che il commentatore ha “dimenticato”.
1)Il generale Milley è stato personalmente scelto da Trump ( così Mattis, McMaster, John Kelly). Anche loro hanno definito Trump come totalmente pericoloso e instabile
2) Gina Haspel, direttrice della CIA, scelta da Trump, ha avuto gli stessi commenti
3) I libri si Woodward sono sempre stati estremamente ben documentati, la telefonata fra Milley e Pelosi è registrata. Altro che gossip.
4) I generali giurano fedeltà alla costituzione (palesemente violata da Trump il 6 Gennaio), non al presidente
5) 1/6 non è stata una passeggiata: sono morte 5 guardie senza che Trump muovesse un dito

Nedo Micci
Nedo Micci
16 Settembre 2021 9:15

Piano ad usare la parola COMPLOTTO qui dall Italia su complesse cose americane;e dagli con le elezioni truccate e con decine di sentenze di giudici piu quella nota della Corte Suprema e quant altro;ora gia si da per scontato una specie di golpe operato dai generali del Pentagono all indomani dell attacco assurdo al Congresso,successivo alle parole del Presidente e definite SOBILLATORIE non da Donald Duck ma dal prime minister di UK,tale Boris Johnson(scusate se e poco)Se uno come Johnson si esprime in questi termini(GRAVISSIMI)come non pensare siano quantomeno AZZARDATI giudizi”complottardi”e che piuttosto ci sia del marcio a White House?

Mts
Mts
16 Settembre 2021 0:00

Chissà se c’è una ragione per cui proprio noi siamo testimoni di tutto quello che sta succedendo.

Davide V8
Davide V8
15 Settembre 2021 22:27

Di fatto siamo al golpe.
Tutto questo, insieme ad una lettura serena di quanto avvenuto, sempre per tenerlo sotto tutela “democratica”, il primo periodo, ed alle accuse di fantasia (il vero complottismo) inventate per anni, danno un’idea di quanto il deep state sia eversivo e da abbattere.

Nota di colore: il procuratore Mueller, che ha sostenuto le fantasiose accuse, diventò capo dell’FBI il 4 settembre 2001, per rimanervi 12 anni.
12 anni in cui, post 11 settembre, lo stato di diritto Usa venne smantellato.

Benny
Benny
15 Settembre 2021 20:11

Questi purtroppo sono i democratici sodali dei detentori occulti dei poteri. La passeranno liscia purtroppo

Mauro
Mauro
15 Settembre 2021 19:40

Risposta alla domanda finale: sì se il presidente non è gradito al mainstream democratico

Mauro
Mauro
15 Settembre 2021 19:38

Risposta alla domanda finale: sì se il presidente non è gradito al mainstream democratico