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Per una nuova destra (Daniele Capezzone)

Il libro di Daniele Capezzone che guarda ad una “nuova destra” per l’Italia

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Daniele Capezzone è uno dei pochi intellettuali liberali che si batte ancora come un leone contro il conformismo della sinistra e la rassegnazione della destra. I quattro presuntuosi dell’accademia avrebbero già da ridere sulla definizione di «intellettuale» per Capezzone. Ma a destra le cose non vanno meglio. E come scrive bene nel suo nuovo libro, Per una nuova destra (Piemme), occorrerebbe invece costruire un’«egemonia alternativa». E Capezzone ha tutti gli strumenti intellettuali, appunto, retorici e editoriali per farlo.

Si tratta di poco meno di 250 pagine da leggere in un fiato e da tenere sul comodino. Non si tratta della solita sparata contro i tic e le banalità della sinistra egemone, c’è anche questo, ma è una vera sferzata alla destra. Che si appiattisce, si autocommisera, si stringe in un ghetto che le hanno assegnato e talvolta è piagnona e vittimista. Quella di Capezzone è una visione liberale classica, in cui si mischia il conservatorismo come inclinazione e il libertarismo come aspirazione. C’è di tutto. Fenomenale il suo capitolo su Clint Eastwood, «che non è una maschera, virile, dura, consapevole: è una visione della vita», in cui il «governo, non è fatto da quei tre stronzi che ti interrogano», come dice uno dei suoi personaggi, l’avvocato in Richard Jewell.

E così Clint, che gran parte dell’intellighenzia mondiale tratta come un vecchio signore un po’ retrò, diventa un paladino del libertarismo, delle battaglie contro il big government. Capezzone capisce cosa voglia dire essere popolare. Può dedicare un capitolo al rilettura di Friedman e Hayek, passa velocemente da Clint a Nordquist, ma sa perfettamente che una rivoluzione liberale nasce solo se si forma una classe dirigente che abbia chiaro l’obiettivo. Per una nuova destra è un libro che dovrebbero leggere soprattutto coloro che hanno ambizioni politiche e intellettuali, chi vogliano essere fuori dal coro, sapendo che spesso il coro c’è anche a destra. È un libro in cui si parla di lotta di classe, ma di una nuova classe, trasversale a quelle tradizionali: una moltitudine di persone danneggiate dalla presenza invasiva dello Stato.

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22 Commenti
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Annalisa
Annalisa
11 Dicembre 2021 13:04

Recensione ottima e all’altezza del libro di Capezzone. Appezzo molto il vostro lavoro, riuscite a dare voce ed espressione a chi, da destra, non si vede più rappresentato da questa politica.

Davide V8
Davide V8
8 Dicembre 2021 19:03

“The real division is not between conservatives and revolutionaries but between authoritarians and libertarians.”

George Orwell

Gianfranco
Gianfranco
8 Dicembre 2021 15:47

perdonate la mia semplicità:
Dai libri di storia ho appreso che la massima espressione di quello che si indica come destra e sinistra, sono stati i regimi totalitari di cui tutti più o meno abbiamo sentito raccontare.
Hanno messo in pratica senza limiti politiche estreme e molto simili, tra cui il controllo sociale, il monopensiero, monoinformazione, cure mediche imposte
insomma lo Stato onnipresente non molto differente da ora.
La mia personale sensazione è che molti ora ne siano felici..sia a sinistra che a destra.
Io non ho mai votato a sinistra, pensavo di essere forse di destra… ma se è questa, non mi piace.
Non mi sento rappresentato

Giancarlo 2021
Giancarlo 2021
8 Dicembre 2021 15:14

La sinistra ha occupato tutti i salotti buoni, quelli che contano, seduta comoda in poltrona a pontificare buonista e a vietare e obbligare a tutti e di più chiusa nella sua casta mentre la destra se nè rimasta a guardare convinta di averla sepolta sotto le macerie del Muro di Berlino per sempre. Per questo alla sinistra basta anche il 20% e addirittura anche il 15%.

La destra invece se ne va un po di qua e un po` di là non sapendo bene cosa fare con la sua maggioranza relativa, sperando di farla diventare assoluta pur nella sua evidente crisi di identità.

Quando le basterebbe solo il suo buon senso pratico anche idealistico liberale.

Franco
Franco
8 Dicembre 2021 8:50

Daniele Capezzone è uno dei pochi intellettuali……..

Una battuta molto divertente.

Werner
Werner
7 Dicembre 2021 23:27

In Italia la destra non esiste. Esiste una “non sinistra” rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia. Una destra per essere tale deve essere fondamentalmente conservatrice e identitaria sul piano valoriale, ma non liberale e soprattutto non legata al retaggio fascista. E soprattutto deve rifiutare il liberismo come modello economico. Non per pregiudizio, ma non può certo essere un ex radicale a suggerire il tipo di destra che dobbiamo costruire in Italia. Anche perché chi nasce radicale muore radicale.

gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
7 Dicembre 2021 20:37

Ho sempre avuto una stima verso Capezzone, e spero che il suo libro abbia una vasta lettura.
Personalmente, trovandomi più a mio agio con la lingua Inglese, considero il Professore Afro-Americano “Thoms Sowell” la mia fonte per quello che dovrebbe essre la vera destra in un paese moderno.
Ha scritto più di 40 libri/saggi, dalla Economia al comportamento umano.
Interessante il fatto che da giovane era un comunista, ma con esperienze sul campo, cambiò completamente, e adesso avendo 91 anni ancora lucidi, e seguito da moltissimi.
A me piace il suo disprezzo verso i professori che l’esperienza fu acquisita solo da libri scritti da altri.

Gianfranco
Gianfranco
7 Dicembre 2021 19:22

Avete presente quando il nome di un prodotto non funziona ? Non ha presa sui consumatori? Non vende.
Questo è il nome DESTRA in Italia. ha i suoi soliti e sparuti, oramai, votanti.
Si presta a troppe facili, insulse, ma di facile presa, similitudini col passato,
in tante persone non di sinistra… la destra del passato remoto, evoca comunque uno strano e fastidi*oso ricordo. E anche la destra del passato presente… comunque ricorda violenza, scontri … così come la sinistra : sono termini desueti e limitanti. Facili da catalogare.
Fascisti ! Comunisti !
Game over.
Mio parere inutile, ovvio.però Ieri sera un PD e Capezzone: stesse opinioni