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Come Putin ci sta soffiando anche l’Africa - Seconda parte

Mosca si è fatta strada in Africa fornendo a molti governi armi e istruttori militari

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Nonostante le pressioni di alcuni paesi occidentali, neanche la giunta militare al potere in Sudan da ottobre con un golpe ha condannato l’invasione limitandosi a invitare le parti al dialogo e a una soluzione diplomatica. All’Onu il suo delegato si è astenuto. D’altra parte il vice presidente della giunta, generale Mohamed Hamdan Dagolo, è in visita a Mosca dal 23 febbraio per colloqui con il presidente Putin e con il ministro degli esteri Lavrov. Il Sudan ha stretti legami con la Russia e li ha avuti, prima, con l’Unione Sovietica.

Il ruolo dei mercenari Wagner

Ma se i governi africani sono favorevoli a stabilire rapporti con la Russia, altra cosa è l’accoglienza da parte della gente comune. Anche in Mali, dove la propaganda governativa antifrancese della giunta militare che ha preso il potere con un golpe nel maggio del 2020 ha indotto molti cittadini a rallegrarsi della partenza delle truppe europee, c’è la diffusa convinzione che i mercenari del gruppo Wagner non saranno in grado di liberare il paese dai jihadisti, non più che i militari europei. In Mozambico in effetti si sono ritirati di fronte all’avanzata dei jihadisti al Shabaab nella provincia settentrionale di Cabo Delgado e a sostituirli sono arrivati i mercenari sudafricani. Ma i russi non solo non fanno domande, non si fanno neanche tanti scrupoli e la gente ne fa le spese. Nella Repubblica Centrafricana, dove sono arrivati nel 2017, i mercenari Wagner sono accusati di gravi violazioni dei diritti umani: stragi di civili, stupri, esecuzioni sommarie, saccheggi.

Inoltre, in violazione del diritto internazionale, usano mine antiuomo che hanno già causato molte vittime civili. Nel 2021 sono stati registrati più di 25 incidenti con decine di morti e feriti. Potrebbero essere denunciati per crimini di guerra, ma il primo ministro centrafricano Henri-Marie Dondra solo lo scorso settembre ha ammesso che siano responsabili di violazioni dei diritti umani. Questo atteggiamento, secondo esponenti dell’opposizione e della società civile, denota il fatto che il governo non è in grado di controllare i mercenari perché in qualche misura è nelle loro mani e dipende da loro per la sua sicurezza e per conservare il potere.

Anna Bono, 4 marzo 2022