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Come rivive la propaganda di Goebbels

goebbels propaganda
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Da www.atlanticoquotidiano.it, ecco la recensione di Daniele Capezzone del saggio di Gianluca Magi “Goebbels, 11 tattiche di manipolazione oscura” (edizioni Piano B)

Qualche anno fa, non solo in Germania, ha destato enorme scalpore l’uscita di Lui è tornato, il romanzo paradossale del giornalista Timur Vermes. L’idea da cui nasce il plot è semplice e geniale: la scoperta (ovviamente immaginaria) che Adolf Hitler non è realmente morto, e anzi si è risvegliato – sempre uguale a sé stesso, e però in un mondo totalmente cambiato – nella Berlino del 2011.

Così, il romanzo risulta tutto giocato sul filo del rasoio: Vermes si immedesima perfettamente nel mondo di ragionare di Hitler, alle prese con novità “intollerabili” (una per tutte: una Germania inspiegabilmente piena di Turchi!), e quindi impietoso e svelto nel giudicare la classe politica ora al potere (“mascalzoni di basso livello”). Nel gioco di specchi costruito da Vermes, l’autore ottiene effetti irresistibilmente comici, ma non rinuncia a rendere la ferocia ideologica e la convinzione fanatica di Hitler, tuttora determinato a condurre in porto la sua missione storica. Insomma, il registro è leggero, ma non c’è alcuna scivolata giustificazionista.

Piano piano, però, la cosa si fa più seria. Hitler è proprio Hitler, lo dichiara esplicitamente, lo proclama: eppure, nessuno gli crede. Lo considerano un imitatore, un comico, un comedian, e ovviamente lo portano in tv. Il successo di pubblico è sconvolgente: audience alle stelle, milioni di clic su YouTube, ragazzini impazziti con i selfie. E qui Vermes – come su un tavolo autoptico – disseziona il cadavere della nostra società ipermediatizzata, nevrotica, superficiale: l’intervista che dovrebbe inchiodare il nazista alle sue responsabilità, al contrario, lo “lancia”; i magistrati prima aprono l’inchiesta e poi la chiudono “perché l’arte non si censura”; i giornaloni mainstream e i relativi intellettuali di riferimento dibattono, avvoltolati e persi nelle loro chiacchiere inutili, e – in ultima analisi – finiscono per celebrare e premiare Hitler.

Ora, non è quasi mai il caso di accostare un romanzo a un saggio. Eppure produce un analogo effetto di spiazzamento, di riflessione acuta e dolorosa sul passato, ma pure sul presente, il saggio appena uscito (edizioni Piano B, 15 euro) dal titolo Goebbels, 11 tattiche di manipolazione oscura. Ne è autore il filosofo, e storico delle idee e delle religioni, Gianluca Magi, con una bella prefazione di Jean-Paul Fitoussi.

Magi, con metodo e rigore scientifico, esamina le caratteristiche della propaganda nazista e il modo di operare del suo massimo artefice, Joseph Goebbels (dalla semplificazione all’esaltazione dell’unanimità, dalla volgarizzazione all’orchestrazione, dal continuo rinnovamento all’esagerazione calcolata, dal travisamento al silenziamento, passando per la verosimiglianza). Ma, pagina dopo pagina, più il lettore avanza e più (senza nemmeno il bisogno che Magi forzi la mano o suggerisca parallelismi troppo rozzi con il presente) è in grado di fare da sé l’atroce scoperta: non si tratta solo di una tragica parentesi della storia, non si tratta nemmeno di qualcosa di sepolto negli oscuri cassetti della storia, ma di una tecnologia di manipolazione dei media e dell’opinione pubblica di impressionante attualità.

L’autore, giustamente, non risparmia nulla a Goebbels: arroganza, narcisismo, disprezzo per gli esseri umani. Ma non ha timore di mostrarci anche la sua genialità, pur applicata alle detestabili imprese che conosciamo. Eppure, come si diceva, la parte più coraggiosa del saggio è quella – neanche troppo subliminale – che parla a noi e di noi, all’oggi e dell’oggi. Quella in cui Magi riflette sulla paura, sull’arma del terrore che potenzia e rende iper-efficace qualunque “ordinaria” attività di manipolazione. O ancora la parte in cui l’autore evoca alcuni esperimenti di psicologia sociale, in cui un gruppo di persone viene diviso tra “prigionieri” e “guardiani”, con gli effetti e le reazioni più inquietanti che possiamo immaginare. “L’abito fa il monaco”, annota sconsolato ma lucidissimo Fitoussi nella prefazione.

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Milano
Milano
11 Maggio 2021 19:00

Il problema è che Voi giornalisti potreste indagare seriamente e scoprire come tanti hanno già capito tutti i documenti che provano che questa pandemia fintissima è iniziata con la brevettazione in USA del virus sars cov nel 2003 e finirà con la riduzione in schiavitù dell’umanità. Tutto risulta da documenti scritti dell’OMS, della UE, del Governo Italiano. Una Agenda fittissima nella quale tutto è stato organizzato. Tutti i politici sanno tutto, sanno della manipolazione di massa, sanno ed hanno messo in pratica tutte le tecniche di manipolazione possibili con l’aiuto dei media. Vogliamo scoperchiare il vaso e vederli tutti in galera?

francesco
francesco
26 Aprile 2021 19:57

ottima iniziativa la divulgaziine di questo libro: uno strumento in piú per interpretare l’apparentr goffaggine contraddittoria gestione della infodemia… invitare l’autore in studio!!

Andrea G.
Andrea G.
26 Aprile 2021 17:58

Panem et circenses
Ora et semper

Pigi
Pigi
26 Aprile 2021 12:54

… Per evitare che alcuni metodi possano in qualche modo riproporsi.
Non nascondiamoci dietro un dito: quei metodi non sono stati riproposti nei paesi più avanzati e piano piano in tutto il mondo, non dalla bontà degli esseri umani, ma dalla paura, la paura dei governanti di finire come i gerarchi a Norimberga.
Forse le vicende recenti hanno fatto dimenticare quella paura, forse perché troppo lontana, forse perché ritengono il contesto diverso e tale da giustificare le violazioni di diritti umani e costituzionali.

Allora, purtroppo, quella paura occorrerà fargliela tornare di corsa.

Mario
Mario
26 Aprile 2021 12:16

Capezzone,
Lei è un GENIO.
“Il cadavere della mostra società ipermediatizzata, nevrotica e superficiale”.
“manipolazione dei media e dell’opinione pubblica”
“paura e l’arma del terrore”
Ecco: il populare su licenziamenti, nuovi poveri, fallimenti, chiusure attività, cartelle esattoriali” – COME LI DEFINISCE LEI?
Non sono anch’essi superficialità, manipolazione, armi di paura e terrore.

Korgek
Korgek
26 Aprile 2021 10:56

Il nazismo non è stato sconfitto nel 1945. Prima si è trasformato nel comunismo popolare (Urss, Cina, Cuba, DDR, Est Europa, ecc.), poi nel terzomondismo misto al lgbqtismo, ora il sanitarismo. Il bello è che la sinistra italiana è sempre stata dalla parte di tutto questo post-nazismo che ho elencato, ma loro…niente! È tutta colpa di Salvini.

alessandro
alessandro
26 Aprile 2021 10:44

Insomma, fate Voi:
dire che essere positivi dopo il vaccino è un caso dovuto al contagio avvenuto poco prima … in Francia il Consiglio di Stato introduce restrizioni alla circolazione dei vaccinati perché contagiosi:

Un pensionato di 83 anni chiede di sospendere le restrizioni di viaggio adottate dal governo in modo che non si applichino più alle persone vaccinate. Il giudice sommario respinge la sua richiesta considerando che le persone vaccinate possono essere portatrici del virus e contribuire alla sua diffusione.

https://www.conseil-etat.fr/actualites/actualites/les-restrictions-de-deplacement-des-personnes-vaccinees-sont-justifiees

alessandro
alessandro
26 Aprile 2021 9:59

Meno male che almeno qualcuno ne parli, che Goebbels è VIVO , è piu che appurato………… basta leggere qualsiasi ” giornalone ” e vedere qualsiasi TG, e risiede sempre in Germania con ufficio decentrato a Bruxelles e Washington, le altri capitali fanno solo cassa di risonanza, come nella piu grande Patocrazia mai esistita.