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Consiglio ai sovranisti: non dimenticate le ricette liberali - Seconda parte

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Sono solo esempi, per dire che serve… Clint Eastwood, la sua inquietudine per la libertà e per l’individuo. E naturalmente serve molto altro. Vivano più culture; ciascuno legga i libri e gli autori che gli sono più cari; ma guai a proporre una prospettiva culturale chiusa, univoca, asfittica. Non lo fece Ronald Reagan, che anzi seppe magicamente raccogliere attorno a sé, prima intorno al suo ottimismo, e poi intorno al suo buongoverno, pezzi larghissimi della società americana. E non lo sta facendo Donald Trump, così caratterialmente diverso eppure così simile a Reagan nel suo pragmatismo, nel suo realismo non ideologico. Non a caso, demonizzati l’uno e l’altro dagli stessi nemici, come spiega bene Maria Giovanna Maglie.

Sarebbe paradossale – da parte di alcuni – richiamare quei riferimenti, contemporaneamente essere maggioranza nella società, ma poi rinchiudersi in schemi troppo rigidi, e in ultima analisi asfittici e minoritari. In nome di qualche conto più o meno consapevolmente da regolare con liberali e liberalismo. Auguri, comunque, a tutti.

Daniele Capezzone, 21 gennaio 2020

Atlantico Quotidiano