Conti correnti a rischio, c’è una retromarcia - Seconda parte

Tuttavia il rischio che i tempi dell’applicazione dei tassi negativi sia molto lungo è concreto e quindi è logico che se ci sono sofferenze adesso, figuriamo cosa accadrà tra qualche altro mese o anno. Del tema si continuerà a discutere a lungo, anche perché già mezza Europa sta facendo quello che Mustier avrebbe voluto fare anche da noi. C’è un’analisi che invito tutti voi a fare: se Unicredit avesse seguito l’idea originale di Mustier, cosa sarebbe accaduto ai suoi correntisti?

È facile che ci sarebbe stata una fuga dai conti correnti di casa Unicredit magari a favore di Intesa o di altre banche che avessero dichiarato di non volere applicare alcun costo ai conti. E voi fareste scientemente una scelta simile? Creereste un vantaggio competitivo tanto forte per un vostro avversario? Scendereste in pista con un peso alle vostre caviglie a correre una gara di velocità in cui i vostri avversari invece non hanno pesi addosso? Lo fareste ad una condizione no?!

Leopoldo Gasbarro, 16 ottobre 2019

Conti correnti a rischio, ecco cosa potrebbe succedere

Conti correnti a rischio, le ultime novità

Condividi questo articolo

6 Commenti

Scrivi un commento
  1. Ma nessuno ricorda il prelievo dello 0,2% su tutto il denaro investito in titoli, azioni e fondi introdotto come “imposta di bollo“ dal governo Monti Che si traduce, ai tassi attuali in una patrimoniale pesante che ha buone probabilità di erodere il capitale o di rendere infruttifero qualsiasi investimenti? Ovvio che, a questo punto , fatti due conti conviene tenere il danaro sul C.C o sotto il materasso, è odioso balzello che penalizza sopratutto chi ha cifre modeste che, sicuramente rende un fiume di danaro alle sempre voraci ed insondabili casse dello stato che andrebbe x giustizia rimodulato ai tassi vigenti

  2. Le banche devono dare la liquiditá in eccesso all’economia reale e non ad altre banche, nemmeno alla BCE, o cmq non tutto. All’economia reale con interessi bassissimi magari controllando meglio i bilanci e frazionando il rischio con piccole molte aziende come un tempo. Troppo comodo il guadagno facile…magari con banche estere di investimento soggette a grossi crack. Piano piano la leva fará tornare la svalutazione ed i tassi cresceranno. Le banche non possono solo essere salvate ma devono anche salvare, allora ha un senso quando deve intervenire lo Stato in caso di prossimo fallimento, altrimenti lo Stato salverebbe soltanto dei LADRI. Quindi una banca deve essere soggetto dedito a lucro o altrimenti a carattere misto con pochi premi ai dirigenti ed ai soci. E adesso buona ricetta a tutti.

  3. Non è così la parrocchia è la stessa,
    Danno e prendono e producono miserie in nome degli stessi fasulli passaggi di materie, sapendo che l’iva è solo uno strumento per giocare sui valori delle materie prime, cioè tempo e masse popolari!
    Tutti bocconiani *****!

    • Brava, forse è ora di portare i soldi in banche straniere e far fallire questi squali che dove li metti i soldi, tentano sempre di rubarteli, anche investendoli!

  4. Allora perché non premiare quei risparmiatori che investono anziché defraudarli con addebiti vari? È purtroppo consuetudine gravare i correntisti di commissioni varie anche quando tutta la movimentazione è “self service,”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *