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Io accuso (Massimiliano Lenzi)

La pandemia ha visto un vocabolario del terrore e il compiaciuto tradimento dei media. La recensione del libro “Io Accuso”

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Il nuovo libro di Massimiliano Lenzi, dal titolo impegnativo, “Io Accuso” (Male edizioni), è semplicemente perfetto, per chi come noi ha ancora un briciolo di attenzione alle questioni che riguardano la libertà. Il sottotitolo dice già molto: «Il regno della paura e il tradimento delle libertà ai tempi del virus». Quello che Lenzi fa, molto diversamente da testi sia pure critici nei confronti dell’atteggiamento che abbiamo avuto nel combattere la pandemia, è di smontare la base del terrore. O meglio di radiografarlo e metterlo in connessione a un tentativo liberticida, che si può espandere senza soluzione di continuità a numerosi altri campi.

I gradini che portano all’inferno sono numerosi ed è sempre difficile comprendere quale è stato il primo che abbiamo percorso. Scrive bene nell’introduzione Daniele Capezzone: «Lenzi mette in fila le ossessioni di questi interminabili due anni, l’uso politico della paura, l’arma burocratica del controllo, e ci descrive per quello che siamo diventati: prigionieri di un provvisorio, che però non passa mai, schiavi di un meccanismo che ci vede divisi e incattiviti, e anzi perfino portati a ritenere che l’altro sia di per se un pericolo». Lenzi accusa politici, giuristi, giornalisti, intellettuali, sindacalisti, imprenditori, preti e clero di non essersi ribellati e di fatto dunque di essere «prigionieri della paura che ci governa». Il tutto evidentemente passa per un vocabolario del terrore e il compiaciuto tradimento dei media. Questi ultimi hanno fatto di più, «hanno demonizzato chi si metteva fuori dal racconto della paura».

Il tutto non può che portare allo Stato Etico, che si nutre di cancel culture, e di prescrizioni che vengono considerate giuste per il nostro bene. Fa bene alla fine del suo veloce pamphlet a costruire un appendice per smemorati. Vengono riportate la Convenzione di Oviedo, convenzione sui diritti umani e la biomedica. Fondamentale la regola del consenso, ben disposta dall’articolo 5. Lenzi ripubblica l’articolo 32 della nostra Costituzione come l’articolo 3 della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione europea. Tutta carta straccia, proprio nel momento in cui quei principi e salvaguardie delle nostra libertà avrebbero dovuto essere attivati. Giustamente Carlo Lottieri considera quella di Lenzi un’invettiva, più che opportuna, doverosa.

E ricorda come tra il 2020 e il 2021 abbiamo distrutto il nostro ordine giuridico e abbiamo «perso quasi ogni diritto fondamentale e abbiamo visto emergere una società basata sulla discriminazione legale, sul ricatto e sulla pianificazione dell’esistenza». Capezzone, Lottieri, Lenzi: sono tra i pochi che nel mondo dei media si sono battuti come leoni per tenere ancora accesa la fiammella della libertà in una società impazzita e terrorizzata.

Nicola Porro, Il Giornale 3 aprile 2022