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Covid, Mattarella a gamba tesa sul governo: “Serve prudenza”

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Il garante della Costituzione sì, ma anche un po’ politico. Un po’ tanto politico. Sergio Mattarella dismette i panni dell’arbitro e indossa la canotta di gara: ruolo difensore. Si intende difensore del “metodo Roberto Speranza”, quello che ha gestito la pandemia sino ad oggi e che adesso il governo si appresta a licenziare. Proprio nel giorno in cui il neo ministro Orazio Schillaci annuncia l’addio al bollettino covid e il reintegro dei medici no vax, ecco che dal Quirinale il Capo dello Stato entra in tackle scivolato nel dibattito politico. E nelle legittime scelte del nuovo governo.

In fondo, ormai Mattarella ci ha abituato a un certo interventismo. Basti ricordare il “niet” rifilato a Di Maio e Salvini all’epoca del governo gialloverde per il dicastero a Paolo Savona. Ma una cosa è mettere bocca sulla lista dei ministri presentati dal premier incaricato; un altro è intervenire esplicitamente su misure governative di pura natura politica. Soprattutto da parte del garante della Costituzione, per definizione imparziale nello svolgimento delle proprie funzioni.

Direttamente dalla celebrazione dei Giorni della Ricerca, il presidente della Repubblica – seppur riconoscendo come il passato più drammatico sia ormai alle spalle – ha voluto lanciare un messaggio di prudenza, specificando come “dopo oltre due anni e mezzo di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid. Dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione”. E prosegue: “La sanità pubblica ha il compito di mantenere alta la sicurezza soprattutto dei più fragili, dei più anziani, di coloro che soffrono per patologie pregresse”.

Parole condivisibili (almeno se ci si trovasse in pieno periodo emergenziale, senza più del 90 per cento dei cittadini vaccinati) ma che paiono un vero e proprio monito rivolto al nuovo esecutivo di Giorgia Meloni. Quest’ultimo, infatti, ha già improntato un radicale cambio di rotta rispetto a quello che è stato l’orientamento sanitario del governo Conte II prima e di Mario Draghi poi. E stamattina ne è stata offerta una chiara dimostrazione, anche con l’intenzione dei giorni scorsi di rinviare le multe nei confronti dei non vaccinati over50.

Dalle parole di Mattarella, sembra quindi posticipato un ritorno alla normalità. Guarda caso, il presidente risulta essere l’ultima figura istituzionale, che ha presieduto i due governi dirigisti precedenti, almeno nell’ambito della tutela della salute pubblica. Insomma, pare che le influenze di Roberto Speranza siano ancora vive all’interno delle stanze del Quirinale. Eppure, questa volta, il Capo di Stato non potrà più appellarsi alla Carta del ’48, con cui ha legittimato la sostituzione di Savona o ha dato il via libera alla formazione dell’esecutivo giallorosso. Ora, il governo è in carica e Mattarella dovrà dar conto della propria totale terzietà anche nelle dichiarazioni rilasciate, nonostante il suo passato da iscritto al Pd. Questo sempre in conformità ai dettami costituzionali.