in

L'affondo a La Zanzara

“Una cosa da imbecilli”. Cruciani sbrocca su Speranza mascherato

Il conduttore de La Zanzara non si trattiene sull’ex ministro Speranza arrivato alla Camera con la mascherina

Dimensioni testo

: - :

Come dire: Giuseppe Cruciani stavolta non si è proprio trattenuto su Roberto Speranza. Anzi. Durante la puntata della Zanzara, il conduttore (che i commensali di questa Zuppa ben conoscono) ha commentato la decisione dell’ex ministro di presentarsi – praticamente l’unico in tutta la Camera dei Deputati – con la mascherina anti-Covid in faccia.

Cruciani contro Speranza

Se ne è già discusso. E ormai appare chiaro dai discorsi della Meloni (poi vedremo i fatti, ovviamente): con il nuovo governo sembra essersene andato il rigorismo alla Conte, alla Speranza e alla Draghi. Niente più green pass, niente obblighi vaccinali, nessuna “religione della scienza”. Bene. Ieri durante la trasmissione, Cruciani è sbottato: “Una cosa che mi ha colpito è il segno dell’imbecillità. Lo posso dire? Mi voglio sfogare. Ormai non ha più la carica quindi lo posso dire, ma lo dicevo anche prima: l’unico deputato mascherato mentre la Meloni parlava sapete chi era? L’unico con la mascherina in mezzo a gente senza mascherina? Chi è il simbolo dell’imbecillità?”. E poi: “Si chiama Roberto Speranza. Una roba da imbecilli”. Inutile il tentativo di David Parenzo di dire che “ha fatto bene a metterla”.

Addio terrore sanitario

Adesso ci si aspetta ovviamente un reale cambio di passo. Il ministro della Salute Orazio Schillaci in passato si è detto a favore del lasciapassare sanitario. Ma vedremo il peso che avranno in consiglio dei ministri le opinioni di Meloni, Salvini e via dicendo. Il premier ha infatti fatto capire nel suo discorso che la possibilità di un ritorno della pandemia, o meglio di un rialzo dei contagi, può esserci. Ma “in nessun caso” – ha precisato – “replicheremo il modello” portato avanti dagli ultimi due governi. Il motivo? Semplice: nonostante le restrizioni del caso, l’Italia svetta tra i morti e i contagi. Qualcosa, ragiona Meloni, “non ha funzionato”.