Dai laboratori a cielo aperto dell’agrivoltaico – che con sensori di monitoraggio e pannelli solari sopraelevati fondono energia, apicoltura e agricoltura d’avanguardia – fino alle vette di montagna per studiare il cuore dei ghiacciai in ritirata: su impulso dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo Enel mette sempre più l’innovazione al servizio dell’ambiente, coniugando tecnologia e difesa della natura.
Vediamo allora insieme le principali iniziative di Enel nel nostro Paese, unendoli simbolicamente alla recente Giornata mondiale della Terra. Tra i programmi più avanzati spicca INN AgriVoltaico, una delle frontiere più avanzate per integrare energia solare, attività agricole e tutela degli ecosistemi. Avviati nel 2023, gli Agrivoltaic Open Labs, sono infatti cinque laboratori a cielo aperto volti a sperimentare soluzioni innovative – come pannelli fotovoltaici verticali, strutture sopraelevate e sensori di monitoraggio – pensate per coesistere con attività agricole e zootecniche.
Il progetto Agrivoltaic Open Labs è in corso anche in Spagna, dove la presenza di impollinatori e la coltivazione di piante aromatiche, stanno dimostrando la piena compatibilità tra impianti energetici e attività agricole e di apicoltura. Il progetto coinvolge università, centri di ricerca e comunità locali.
Un altro progetto chiave del gruppo guidato da Flavio Cattaneo è quello avviato nel 2025 con UNIMONT – Università della Montagna, per studiare gli effetti del cambiamento climatico nelle aree proglaciali dell’Adamello. La partnership con Enel unisce competenze scientifiche e industriali per studiare le trasformazioni in atto in uno degli ambienti più sensibili d’Europa. A partire dalla Conca del Venerocolo, dove lo scioglimento del ghiacciaio sta trasformando suoli, vegetazione e stabilità dei versanti. L’obiettivo è comprendere le conseguenze anche sulle infrastrutture idroelettriche della zona. Enel supporta il progetto sia dal punto di vista finanziario, sia da quello logistico e tecnico, oltre a mettere mette a disposizione il proprio know-how per attività didattiche, tesi, tirocini e seminari sull’energia idroelettrica. Quest’anno è inoltre atteso il lancio di una Summer School dedicata ai temi dell’ambiente alpino e della sostenibilità. Un progetto che integra ricerca, formazione e gestione del territorio, contribuendo a migliorare la comprensione dei processi ambientali legati al cambiamento climatico.
Di grande rilievo è poi il progetto nell’area mineraria di Santa Barbara, in Toscana. Un tempo sito estrattivo, oggi rappresenta uno dei più importanti esempi di riqualificazione ambientale in Italia. Su una superficie di circa 1.600 ettari, Enel ha avviato un articolato piano di recupero che ha coinvolto ogni componente dell’ecosistema: dalla morfologia del terreno alla gestione delle acque, fino al ripristino e miglioramento funzionale degli habitat naturali. Sono stati piantati 180 ettari di specie autoctone, mentre la creazione di corridoi ecologici ha consentito il ritorno della fauna selvatica e la connessione tra habitat. L’intervento ha trasformato un’ex area industriale in un ambiente capace di sostenere biodiversità e servizi ecosistemici nel lungo periodo.
La tutela degli ecosistemi acquatici rappresenta un altro pilastro dell’impegno dell’azienda energetica in Italia. Con il progetto Idrolife, attivo nel bacino del fiume Ticino, Enel interviene per salvaguardare specie a rischio come la savetta e il gambero di fiume. Attraverso incubatori per la riproduzione assistita e il rilascio nei corsi d’acqua, il progetto contribuisce a rafforzare le popolazioni locali e a ristabilire l’equilibrio degli habitat fluviali. All’impianto di Creva, invece, l’attenzione è rivolta all’anguilla europea, specie migratoria minacciata. L’installazione di dissuasori luminosi consente di guidare i pesci lontano dalle turbine, riducendo l’impatto delle infrastrutture e garantendo la continuità dei cicli naturali.
In provincia di Viterbo, invece il progetto LIFE Lanner ha portato alla messa in sicurezza delle linee elettriche per proteggere l’avifauna e in particolare il falco lanario, mentre interventi analoghi dedicati alla cicogna bianca prevedono piattaforme di nidificazione e monitoraggi costanti. Importante anche la collaborazione con il mondo associativo. Nei pressi della Riserva naturale delle Saline di Priolo, in Sicilia, Enel ha contribuito alla creazione di una zona umida artificiale e al miglioramento degli habitat per specie come il Cavaliere d’Italia, grazie anche a interventi mirati e monitoraggi costanti.
Accanto ai grandi interventi ambientali, emergono iniziative che uniscono sostenibilità e inclusione sociale. Presso la centrale Torrenord di Civitavecchia è stato realizzato un apiario che favorisce l’impollinazione e quindi la biodiversità, offrendo al tempo stesso opportunità di formazione per persone in difficoltà.
Non solo, anche nei contesti urbani la biodiversità trova spazio. A Roma, nella sede di viale Tor di Quinto, il Bee Garden ospita fino a 180mila api mellifere, contribuendo all’impollinazione e alla sensibilizzazione su temi ambientali.
Tutti questi progetti di Enel hanno un tratto che li unisce: raccontano un modello di sostenibilità che va oltre la semplice riduzione delle emissioni. La biodiversità diventa così parte integrante delle scelte industriali, influenzando progettazione, gestione e innovazione. L’esperienza italiana del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo dimostra insomma che la transizione energetica può essere anche un’occasione per rigenerare gli ecosistemi e valorizzare il capitale naturale. Un percorso in cui energia e ambiente non sono in contrapposizione, ma parte di una stessa visione: quella di un futuro sostenibile costruito a partire dai territori.

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