Dalla post-scuola alla post-democrazia

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Arriva settembre, riaprono le scuole e che Dio ce la mandi buona. Per il Covid? Macché! Per la gran confusione che è il vero, unico e solo ministro dell’Istruzione. La scuola è stata chiusa ai primi di marzo e riapre dopo sei mesi e dopo sensazionali scoperte. La più clamorosa è la sostituzione del distanziamento con la mascherina. Il distanziamento è stato prima presentato come necessario e la condizione senza la quale non sarebbe stato possibile riaprire le scuole. Però, poi, qualcosa è cambiato. Piano piano, prima il Comitato tecnico-scientifico, poi lo stesso ministro, hanno preso le distanze dal distanziamento fino al punto da dire che se non c’è non è poi un dramma irreparabile e la riparazione è stata trovata nell’uso delle mascherine che tutti, alunni e insegnanti e non solo, devono indossare dai sei anni in su per cinque ore finché durerà la scuola, nella salute e nella malattia, finché morte non vi separi. Ma, allora, se la mascherina è buona sempre, come un jolly o il re di denari nel gioco del sette e mezzo, perché la scuola non è stata riaperta ad aprile, a maggio, come è avvenuto nel resto d’Europa?

Intorno alla scuola vi sono troppi apprendisti stregoni. Il gran problema scolastico italiano – una sorta di dissolvimento della scuola – è in parte un esito atteso da tempo e in parte una trovata originalissima del governo che ha concepito una perfetta assurdità: il distanziamento scolastico. La scuola, infatti, anche quando si disponga di grandi spazi, grandi aule che permettano di avere 12 alunni per classe ben distanti tra loro, è l’esatto contrario del distanziamento. La scuola non allarga le distanze, le accorcia. E non è solo una metafora. È banale osservazione. A meno che non si voglia far vivere tutti, alunni e insegnanti e tutto ciò che c’è nella scuola e intorno alla scuola, in un regime di paura e terrore, in una sorta di scuola sanitaria in cui il cervello (e l’anima) a furia di essere costantemente igienizzato si trasforma in un automa senz’anima, in un robot. Si vuole questo?

L’Italia, causa Covid-19, è caduta in una condizione di delirio comandato. In verità, l’epidemia è solo una concausa ma il groviglio di cause, come direbbe il Gaddus, era già bello e pronto e la democrazia italiana era per sua natura para-sovietica predisposta a cadere in un manicomio in cui i sani chiedono ai pazzi di essere salvati. È come se l’asino, che non brilla già di suo per intelligenza, si fosse ubriacato. Il risultato è che, ormai, la scuola è un sistema fuori controllo perché da molto tempo quello che era un sistema pan-statale è diventato un sistema pan-statale-sindacale. Il Ministero non governa più il sistema. La storia dell’epidemia lo dimostra: la scuola, una volta chiusa, è finita fuori dalla possibilità del Ministero di governarla. Una situazione paradossale per un sistema scolastico di tipo napoleonico in cui, in pratica, la scuola è amministrata proprio per via governativa. Il risultato è che più il sistema è fuori controllo e più aumentano i comandi, più aumentano i comandi e più aumenta l’impazzimento in un circolo vizioso senza via d’uscita e completamente avvitato su sé stesso.

Con il virus la scuola ha subito una metamorfosi ed è diventata a tutti gli effetti post-scuola. La sua natura statalista, assistenzialista, sindacale, con innesti inevitabilmente malriusciti di dirigenza, ha ormai preso una forma così stabile che si immagina di trovare le soluzioni nei problemi. Proprio come accade con il corrispettivo politico o democratico: siamo, ormai, in una sorta di post-democrazia. Della memoria di cosa sia stata un tempo la scuola italiana, della differenza tra scuola della classe dirigente e scuola di massa, si è perso non solo il significato ma lo stesso ricordo.

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21 Commenti

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  1. Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera a tutti voi!

    L’ennesimo capolavoro del nostro Gian Cristiano desiderio !
    L’articolo descrive come é stata ridotta la scuola sin dalla cosiddetta “Prima Repubblica” ora siamo nella “Prima Repubblica 2.0”.
    L’Italia era già in un declino mascherato benino.
    L’arrivo dei PentaDemocratici al comando grazie al 33% dell’elettorato credulone ed irresponsabile più il “Covid 19” ha fatto il resto.
    Don Giuseppi Conte sta somministrando l’estrema unzione alla nostra democrazia ed al nostro paesello…

    Visitate la mia pagina Facebook: “Nicola Porro i migliori contenuti selezionati da sito personale.”.
    Quando scrivo “zuppa riscaldata “ o “zuppa ancora calda” significa che ho condiviso tardivamente una “zuppa” o che condivido la “zuppa giornaliera” dopo la mezzanotte quindi dico “zuppa ancora calda.”.
    Ringrazio di cuore le nuove persone che hanno iniziato a seguire la mia pagina ieri.
    Cercherò di tenerla costantemente aggiornata!
    Grazie ancora a tutti!

  2. Nelle elementari imparai che esistevano ricchi, poveri e vie di mezzo che vivevano tutti in mondi separati ma non in conflitto e che le differenze fossero semplicemente naturali. Nel ginnasio imparai due cose fondamentali la prima era la disciplina seza la cuale il professore non poteva insegnare e che dovevvo usare parte del pommeriggio a fare compiti e la seconda e piú fondamentale fu che per mezzo dell’analisis logica cominciai a ragionare. Nel Liceo scientifico cominciau ad avere amici ovvero compatecipi di idee, ad abituarmi alla presenza di di compagnie femminili in clasee ed infine a leggere sul serio per la classe di storia e filosofia.
    Durante questo periodo corsi il rischio di espulsione dalle scuole del rego, da tutte se una sola ti espulsava, per la orribile colpa di aver avuto in tasca una sigaretta che mi scivolata sul banco rivelando che fumavo fuori scuola per la strada, la minaccia venne da un preside nominato personalmente da Mussolini per aver avuto il coraggio di bocciare Benito Mussolini. Appartenni all’ultima buona scuola prima che si cominciasse a giocare all’educatore e gia si vedevano le tracce nelle Universitá nelle quali eccelenti bienni, dati da vecchi professori, erano seguiti da tre anni di mediocrissima levatura pel il cominciato esodo dei giovani.
    Adesso che sono anziano contemplo la vita come una Maratona nella quale i meglio preparati arrivano tra i primi ed alla massa che si snoda lentamente dalla metá fino a piu di un’ora alla fine della corsa. Es é propio la scuola che ci prepara a dar il meglio che sta in noi e sono criminali, deliquenti quei politici che arrivando per vie traverse al potere scambiano questo potere con una giaculatoria di ignoranze che ruba il futuro alle giovani generazioni e di passo al paese.
    I governi liberali della prima Italia fecero il gran passo fi formare la scuola pubblica cosa che prima era monopolio della chiesa e dell’ignoranza e di dogmi irrazionali, ma aquesto stiamo tornando all’italitta del 1870 con piú di un 35% di analfabetismo che adesso non é piú il leggere e scrivere :é tecnologico.

  3. Al di là di mediocrità assoluta di questo ministro visibilmente inadeguato…rimarchiamo come scuola pubblica italica sia stata completamente distrutta in ultimi cinquanta anni…trasformata da dispensatore culturale a…scuola di indirizzo politico (e partitico)…facciamo notare come da decenni figli di alta borghesia si tengano a debita distanza da scuola pubblica…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  4. Io non capisco come mai per la lunghezza delle carote bisogna adeguarsi alle misure europee e per cose un tantino più importanti non ci facciamo almeno consigliare dagli altri europei.A me risulta che il caos sulla scuola sua una prerogativa tutta italiana, negli altri paesi nessuno ha tenuto le scuole chiuse così per tanto tempo

  5. Desiderio non c’è che dire un bell’articolo sulla scuola con qualche piccola OMBRA. La scuola chiude a marzo, giustissimo ma ad aprile e maggio c’erano ancora contagi e morti, anche se la curva era in discesa, quindi era impossibile riaprire.
    In Italia la scuola chiude a giugno che senso avrebbe avuto riaprire a maggio quando neanche tutte le attività erano aperte?
    La scuola accorcia le distanze, giustissimo, però se oggi dopo le meritate ferie di agosto, di chi ha LAVORATO, abbiamo un aumento dei contagi (non malati) si presuppone che anche la scuola potrebbe contribuire in un nuovo aumento. Quindi riaprire a settembre con precauzione e prudenza anche utilizzando la mascherina qualora ce ne fosse il bisogno oggettivo potrebbe essere una soluzione.
    Concordo con lei che il sistema scuola è fuori controllo e soprattutto con il suo “da molto tempo” e “pan-statale-sindacale”.
    Questo sta a significare che il problema SCUOLA è ante-covid e tra l’altro non deriva affatto da bonus, prebende e debiti.

  6. Da che ho l’uso della memoria , la scuola è stata una cenerentola nella programmazione e nella spesa pubblica.
    Qualcosa si fece nel periodo post-bellico, ma già a metà anni 60 il settore procedeva per inerzia.
    Poi è arrivato il 1968, con il 6 politico, coi gruppi di studio, con gli esami e le interrogazioni collettive, coi giudizi al posto del rigore dei voti, con le assemblee a perdere.
    Lo sbracamento nell’istruzione italiana venne ufficializzato.
    Oggi se ne raccolgono molti frutti.

    Beninteso, tutto meritato.
    I cittadini italiani, in larga parte sudditi ignoranti e plagiati da uno stato criminale , si meritano la scuola attuale, i ministri attuali, i provveditori , i professori attuali, e le strutture attuali, le dotazioni attuali.
    Per una semplice ragione che risulta evidente allorché si ponga loro la seguente domanda : ” quali partiti avete votato negli ultimi 40 anni?”
    Altra domanda da porre a tutti costoro è la seguente : “Lo stato siamo noi o no?”

    Avanti così verso il reset globale.
    Tutto strameritato.

  7. “Ma, allora, se la mascherina è buona sempre, come un jolly o il re di denari nel gioco del sette e mezzo, perché la scuola non è stata riaperta ad aprile, a maggio, come è avvenuto nel resto d’Europa?”
    Bella domanda Desiderio, azzardo la mia risposta, se vuole banale ed insieme venale, semplice , ad aprile e maggio, le mascherine non erano disponibili neppure per il personale sanitario, ora ne abbiamo a iosa e le aziende che sono state obbligate a riconvertire la produzione, hanno necessità di venderle a qualcuno.
    Poi, e non per spezzare una lancia in favore di Lucyazzolina, tutte le riflessioni condivisibili che fa sulla scuola, si possono fare per lo stato in buona parte in smart fun katzing oppure in vacanza.
    Lo smart fun katzing, che nella P.A. allargata è praticabile perchè l’utenza può attendere per l’erogazione dei servizi, nella scuola non è praticabile perchè l’utenza, ovvero gli alunni, devono essere presenti. Ecco spiegato il corto circuito sindacati – ministero. A proposito, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti non ci ha ancora detto se i BANCOPATTINI turbo hydrogen intercooler, 4 wheel direct drive, possono essere pilotati con o senza mascherina e se possono essere guidati sulle autostrade liguri.

  8. Dopo l’ultima corbelleria che invitava a far stare a casa tuttti gli studenti dal terzo anno in poi, Desiderio si cimenta ancora sul tema scuola, sfornando una nuova fesseria partorita nell’isolamento del suo colloquiare con se stesso: la post scuola pan statale sindacale.
    Neanche fosse natale!

  9. Il covid ha dato il colpo di grazia alla scuola italiana. In una scuola superiore dalle mie parti hanno dato, su 165 maturandi, ovviamente tutti promossi, 37 cento, 2 cento e lode e nessun sessanta.

    • Chissà come mai quando arrivano al primo anno di università non sono in grado nemmeno di scrivere correttamente in Italiano e saper parlare in modo sensato, oltre a rivelare lacune mostruose specialmente in matematica, fisica e biologia. Tutti geni? No tutti grillini che crescono.

      • Ah è tornato a sparare le sue minchiate quotidiane.
        Ma Ghino di Tacco non era scappato latitante in Tunisia dopo 2 condanne? Ma è resuscitato?

        • Insegno agli studenti del quinto anno della laurea magistrale. Ho visto casi di persone che avevano gravissime lacune in biologia di base, inaccettabile a quel punto del percorso di studi. Non andiamo poi a parlare di capacità espositiva e senso critico.

      • Si sa che una delle grandi conquiste sociali della sinistra, dopo essere riuscita a demolire la scuola, é stato sancire il diritto ad esibire l’ignoranza, che una volta era considerata non proprio una virtù. Poi sono arrivati i grillini che all’ignoranza hanno aggiunto l’imbecillitá facendone i prerequisiti per accedere al parlamento.

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