Bianco (Bret Easton Ellis)

È il saggio, non so se definirlo davvero così, più bello che ho letto negli ultimi sei mesi. Si chiama Bianco, l’ho letto in inglese e in anticipo mi scuso per alcune frasi che non vi tradurrò dall’inglese, ed è stato scritto da Ellis, quello di American Pshyco, per intendersi.

Gay dichiarato, nato in California, cresciuto professionalmente a New York, tipicamente liberal, di sinistra, ha scritto la più potente critica al politicamente corretto che io abbia mai letto negli ultimi anni. In un mix di ricordi personali, di film indipendenti che nessuno di noi ha mai visto, con riferimenti tutti americani, Bianco ci racconta l’incredibile ascesa di una certa superiorità morale che la cultura liberal si è autoassegnata. E noi che credevamo all’egemonia gramsciana: tutte balle. E tutto nasce con le primarie che hanno visto l’affermazione di Trump, e poi la sua vittoria alle presidenziali. Un evento che il mainstream culturale americano non poteva e non può ancora accettare. “ecco come si può definire la nostra cultura – scrive Ellis -: la crescente incapacità di accettare punti di vista difformi dal “moralmente superiore” status quo”.

Scrive, e mi viene da pensare al presuntuoso e isterico manifesto delle sardine con cerchietto, che testimonia “l’idea che se non ti puoi identificare con qualcuno o con qualcosa, allora non vale la pena confrontarsi con esso”. Tutti hanno il diritto di parola, scrivono i pesciolini in branco non rendendosi conto dello status quo sovietico in cui ci proiettano, ma noi abbiamo il diritto del non ascolto. Come gli amici di Ellis pretendono di non ascoltare i milioni di americani che hanno votato Trump. Ellis ci racconta di quel giorno che fu invitato da una delle famose leghe antidiffamazione gayesca (GLAAD) e che per colpa di un suo tweet di mesi prima, ritirò l’invito e pretese le scuse. È un “corporate fascism” dice l’autore di American. Scrive ancora: “questi della GLAAD rafforzano l’idea che noi gay siamo tutti dei bambini ipersensibili che abbiamo bisogno di essere cullati e protetti, per carità mica dagli attacchi feroci in Russia, o nel mondo musulmano, Cina o India, per citare alcuni paesi, non da loro, ma insomma all’interno dei nostri ‘domestic cultural sentiment”.

Ellis dissacra la correttezza assurda per cui non si possono tollerare barzellette sui gay, non si può dire che le registe donne siano una minoranza o che uno non vale uno, nel giudicare il pasto in un ristorante. Siamo in una cultura dei like, dell’inclusività, della correttezza del linguaggio, che è diventata una gabbia. Abbiamo ucciso quell’intuizione del Boss, di Springsteen, per cui ciò che vale è l’arte non l’artista. Siamo vittime dei “social justice warrors”, dei guerrieri della giustizia sociale, che si sentono investiti da un’incessante opera di resistenza (vi dice qualcosa l’ossessivo utilizzo di Bella Ciao da queste parti?) non si sa bene a che cosa.

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Libri in libertà: "Bianco" - The Unconditional Blog
14 Aprile 2021 14:50

[…] “Gay dichiarato, nato in California, cresciuto professionalmente a New York, tipicamente liberal, di sinistra, ha scritto la più potente critica al politicamente corretto che io abbia mai letto negli ultimi anni. In un mix di ricordi personali, di film indipendenti che nessuno di noi ha mai visto, con riferimenti tutti americani, Bianco ci racconta l’incredibile ascesa di una certa superiorità morale che la cultura liberal si è autoassegnata. E noi che credevamo all’egemonia gramsciana: tutte balle. E tutto nasce con le primarie che hanno visto l’affermazione di Trump, e poi la sua vittoria alle presidenziali. Un evento che il mainstream culturale americano non poteva accettare. ‘ecco come si può definire la nostra cultura – scrive Ellis – : la crescente incapacità di accettare punti di vista difformi dal “moralmente superiore” status quo’. Ellis dissacra la correttezza assurda per cui non si possono tollerare barzellette sui gay, non si può dire che le registe donne siano una minoranza o che uno non vale uno, nel giudicare il pasto in un ristorante. Siamo in una cultura dei like, dell’inclusività, della correttezza del linguaggio, che è diventata una gabbia. Abbiamo ucciso quell’intuizione del Boss, di Springsteen, per cui ciò che vale è l’arte non l’artista. Siamo vittime dei “social justice warrors”, dei guerrieri della giustizia sociale, che si sentono investiti da un’incessante opera di resistenza, non si… Leggi il resto »

Renzo Manassero
Renzo Manassero
19 Marzo 2020 12:22

leggero Bianco , già acquistato

Saverio Losurdo
Saverio Losurdo
13 Febbraio 2020 22:51

Io più vi leggo più penso che non vi è razionalità nel vostro pensiero, dovreste utilizzare la logica matematica e confrontare le vostre affermazioni con gli strumenti della logica matematica

Alfredo Branzanti
Alfredo Branzanti
11 Febbraio 2020 21:01

Premesso che ho letto tutti i libri di Brett Easton Ellis e cho sono in attesa di leggere anche quest’ultimo, l’articolo mi ha ricordato una delle prime esperienze dei miei lontani studi di greco, la favoletta di Esopo che narrava come all’uomo fossero state fornite due bisacce, una più grande, appesa al petto contenente i difetti altrui, l’altra più piccola, appesa alla schiena, con i difetti propri. È difficile parlare di pulsioni autoritarie dei liberals Usa quando, una settimana fa, un voto del senato, presieduto dal capo della corte suprema, ha certificato, formalmente, materialmente ed iconograficamente, la natura dittatoriale del paese, con a capo un tiranno che può commettere impunemente gravi delitti (il tratto saliente della tirannia). Non di assoluzione si è trattato, ma letteralmente di una autorizzazione (di una patente di legibus solutus) a commettere delitti. Guarda caso il soggetto (è sfuggito a troppi), poco dopo, si è autotweettato presidente per sempre, sancendo anche l’inutilità delle prossime elezioni; o le vincerà, in un modo o nell’altro, o dichiarerà lo stato di emergenza (per le gravi minacce nucleari del Burkina Faso) e resterà al suo posto, con il sostegno di senato e corte suprema. A Napoleone, dopo il 18 brumaio, occorsero due anni per diventare console a vita ed altri due per l’incoronazione, a lui sono bastate due ore. Questo… Leggi il resto »

Don Rock
Don Rock
11 Febbraio 2020 19:48

Cari Fratèli e care sorèle oggi vi dono una perla di saggezza: « All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”. Tradotto in fiorentino moderno: « All’ordine Facite Ammuina, tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa e quelli a poppa vadano a prua; quelli a destra vadano a sinistra e quelli a sinistra vadano a destra; tutti quelli in sottocoperta salgano, e quelli sul ponte scendano, passando tutti per lo stesso boccaporto (buco); chi non ha niente da fare, si dia da fare qua e là. » Chiaro? E’ così che funziona la politica. Lasciate perdere, la democrazia è una presa in giro: vi fanno credere di contare qualcosa, ma in realtà non contate niente. Liberal, liberali, liberisti, liberticidi, libertari…. Socialisti, comunisti, fascisti, conservatori, progressisti… sono tutti la stessa cosa. e cosa significano se non “prendiamo in girto il popolo, tanto sempre noi elite decidiamo”? Un solo Dio, un solo regno, un solo Imperatore. La… Leggi il resto »

Paolo
Paolo
11 Febbraio 2020 18:40

Davvero simpatica questa Elisabetta. E che arguzia, chei grande cultura! Mi chiedo tuttavia perche una persona di tale livello si ostini a perdere tempo con questi cretini di destra. Deve esserci qualcosa che mi sfugge….. Che si sia innamorata perdutamente di Porro e non riesca a farsene una ragione?

Joseph
Joseph
11 Febbraio 2020 18:35

Mai stancarsi di marcare la differenza tra liberal e liberali!

Sono forse peggio di quelli che hanno sostenuto il materialismo storico, perché almeno quelli erano ancorati ad una tradizione solida (Marx) questi invece all’insostenibile leggerezza del … cerchietto.

Tiziano
Tiziano
11 Febbraio 2020 18:35

Mi vien da dire, e quindi ?! Siamo consapevoli che nn si fermeranno, i media sono favorevoli a questa dottrina. Stiamo alla finestra ad aspettare il precipitare degli eventi? Il voto nn basta lo sappiamo tutti.