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La cultura liberale (Corrado Ocone)

La cultura liberale

Autore: Corrado Ocone
Anno di pubblicazione: 2019
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Alcuni dei lettori di questa rubrichetta mi chiedono da dove partire per farsi un’idea del pensiero liberale. Il mio punto di vista è in genere economico e come tale ama i grandi classici: da Adam Smith (che in realtà era un filosofo morale) passando per gli austriaci (con il loro metodo di indagine che parte dall’individuo) e gli italiani (maestri della scienza delle finanze) per finire agli americani della scuola di Chicago (per la loro prassi di politica economica). Ieri mi sono immerso e ho letteralmente divorato un magnifico libretto scritto da Corrado Ocone per un giovane e innovativo editore, Giubilei Rignani. Si chiama, senza molti fronzoli, La cultura liberale.

È lui. È il testo da cui partire se volete un compendio della nostra cultura semplice, raffinato e aderente alle questioni dell’oggi: dall’integrazione al politicamente corretto, dalle fake news all’utilizzo dei big data. Ocone è un crociano e lo fa capire subito. Nelle prime pagine affronta il problema dei problemi per un liberale: la nostra non è un’ideologia. Forse neanche un metodo. Cerca una definizione, la più larga possibile, che possa accontentare il maggior numero di liberali: ma partendo dal presupposto che quelle del liberalsocialismo e dei radicali sono eresie rispetto al nostro pensiero. Che si fonda su un set di valori che nasce nella cultura giudaico-cristiana e che può definirsi «come la dottrina che mette al centro di ogni discorso politico l’individuo, proponendosi di tutelarne e promuoverne la libertà». Facile a dirsi.

Ma sul concetto di libertà e individuo non è così semplice trovare un accordo. «L’individuo – scrive ad esempio Ocone – è un dato di fatto o un’ipotesi di lavoro? Detto in linguaggio tecnico, ha una consistenza ontologica o solo un valore metodologico?». Ecco, mentre gli austriaci propendono per la prima ipotesi, «poiché solo l’individuo pensa, solo l’individuo ragiona, solo l’individuo agisce», Ocone pensa che «non solo l’individuo non è un dato di fatto, ma è più propriamente un prodotto dell’intelletto e della storia e come tale immerso in un dato periodo e in una data civiltà». Per Ocone l’individuo è piuttosto «una soggettività, se proprio la vogliamo definire tale, che è sempre intimamente legata ad un correlato oggettivo».

Cari lettori non vi spaventate, non è tutto così difficile, per noi ignoranti della filosofia e del suo eterno dibattito. Ocone vi regala un pezzo di pensiero con un gesto semplice e affatto compiaciuto. Se volete allontanarvi dalla complicata matassa della definizione di individuo (che però così importante è nella definizione dei nostri territori), be’ il libro vi dà decine di spazi più immediati. Dal concetto di tolleranza (con succose battute sulla nostra folle accondiscendenza alle culture più arretrate per un malcelato senso di colpa) a quello di pluralismo. Vi porta per mano spiegando la differenza fra contrattualismo e utilitarismo, e ancora in poche pagine ci racconta del rapporto con il Cristianesimo e recupera la colta differenza tra le libertà degli antichi e quella moderne. Non perdete tempo: comprate e leggete.

Nicola Porro, Il Giornale 24 marzo 2019

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9 Commenti

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    • come, come, come???

      Keynes liberale???

      Questa è veramente buona!

      Le consiglio di verificare su internet lo scontro tra Hayek e Keynes prima di affermare un “cosa” del genere…

      • Ennesima dimostrazione del fatto che in questo paese manchino proprio le basi, perchè la realtà e la teoria sono state raccontate per decenni in modo drammaticamente fazioso, falso. Apposta.
        Aggiungerei al suo elenco di prima anche Einaudi, che regala comunque svariate soddisfazioni e fa parte della tradizione politica italiana.
        Ai tempi in cui le cose funzionavano.

  1. Cari amici:

    per chi non ha altra fonte migliore sulla letteratura liberale, libertaria, individualista e liberi pensatori, oltre agli autori della Scuola Austriaca (Menger, Mises, Hayek e mettiamoci pure anche Popper),
    della Scuola di Chicago (fra i quali Milton Friedman, Murray Rothbard ecc.), e degli importanti francesi (Voltaire, Benjamin Constant, Frédéric Bastiat e più recentemente Pascal Salin ecc.), gli interessati potranno trovare oltre 1.700 (mille e settecento) autori con circa 5.000 titoli di opere nelle diverse lingue e l’elenco aumenta ad ogni nuova giornata, segno che il Liberalismo è in buona salute.

    L’elenco può essere consultato al seguente sito:

    www.liberalismowhig.com

    Ma vorrei cogliere l’opportunità per segnalare qui un importantissimo autore italiano che è noto in tutto il mondo, ma che solo i più fedeli liberali nostrani hanno letto:

    BRUNO LEONI

    che certamente merita un posto d’onore, più di molti altri, spesso nominati, come per esempio il troppo citato Gobetti che, a mio modesto avviso, tanto liberale, poi, non era nemmeno…

  2. Caro Porro, si sbaglia. Il miglior compendio per chi si avvicina al pensiero liberale è “La disuguaglianza fa bene”… mi creda, per me è stato così!
    A.B.

  3. Essenza di uomo (rimasto essenzialmente animale da branco) è tutto fuorché liberale…
    https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  4. Attualmente non disponibile su Amazon..nemmeno in formato eBook (la versione del libro che vorrei comprare). Tocca attendere.

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