Economia e Logistica

Borse sull’ottovolante dei dazi, Banca Generali vince con protezione e consulenza

Fonte: Banca Generali
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La tempesta è tornata ad abbattersi sui mercati finanziari di tutto il mondo, mettendo fine a una fase di rialzi e volatilità contenuta che, fatto salvo qualche inciampo, durava da due anni. Il risveglio è stato brusco: dopo l’annuncio delle nuove tariffe doganali americane il 2 aprile, gli indici azionari di tutto il mondo hanno visto alternarsi in pochi giorni ribassi a due cifre e brusche risalite di portata simile, movimenti giornalieri che non si vedevano dai momenti più complessi del periodo Covid nel 2020.

In pochi giorni gli indici principali di Wall Street hanno perso tra il 15% e il 20%, per poi rimbalzare con una delle migliori sedute della storia dopo che il presidente Trump ha “congelato” i nuovi dazi (tranne che per la Cina) per 90 giorni. Neppure i beni tradizionalmente visti come rifugio sono stati risparmiati da questa volatilità estrema: dall’oro, sceso in poche sessioni dai massimi storici sotto quota 3.000 dollari, ai titoli di Stato americani, a tratti bersagliati dalle vendite nonostante il loro abituale status di porto sicuro quando i mercati sono in burrasca.

Questa “mancanza di decorrelazione”, come viene detta in gergo tecnico, rischia di spaventare ancora di più i risparmiatori, con il pericolo che l’emotività li spinga a liquidare gli investimenti e a rifugiarsi nella liquidità dei conti correnti. Una scelta che però raramente si rivela vincente nel lungo periodo. E che anche nel breve termine presenta rischi quando le notizie si susseguono con rapidità e gli umori del mercato cambiano da un giorno all’altro come nelle ultime settimane.

“L’attuale fase di volatilità dei mercati non deve indurre al panico o a disinvestimenti irrazionali. Uno scenario incerto come quello attuale rischia di scatenare l’emotività nei risparmiatori, ma in questi momenti più che mai è importante confrontarsi con un professionista per andare oltre l’effetto che può derivare dal rapido susseguirsi di forti oscillazioni delle Borse. Questo è proprio il ruolo del private banker, affiancare i clienti e aiutarli a comprendere come poter affrontare anche le fasi più complesse sui mercati, guardando alla protezione nel tempo del patrimonio attraverso un approccio strategico di lungo periodo basato sulla diversificazione e la tutela”, commenta Marco Bernardi, vice-direttore generale di Banca Generali.

Fonte: Banca Generali
Il vice-direttore generale di Banca Generali, Marco Bernardi

Non è un caso che grazie alla diversificazione, all’utilizzo della gestione attiva e alla consulenza professionale dei banker, le famiglie private sono quelle che negli anni hanno visto crescere di più il proprio patrimonio, tanto durante le fasi di volatilità quanto in quelle più positive. Il settore del Private Banking, sapendo cogliere le asimmetrie nei mercati globali e le opportunità anche nei momenti meno brillanti, ha registrato una crescita degli asset superiore a quella degli altri canali, segnando un aumento del tredici per cento degli asset in gestione nel 2024, un risultato superiore all’incremento di appena 1,3 punti percentuali registrato dagli altri operatori.

“Stiamo attraversando una fase caratterizzata da una volatilità più elevate del passato recente, che non è facile da navigare per i risparmiatori, specialmente quelli fai-da-te. I nostri private banker, da sempre hanno saputo stare vicini alle famiglie, anche in momenti come questo, affiancandole con l’obiettivo di proteggerne nel tempo il patrimonio e aiutarle a realizzare i propri progetti di vita”, spiega Bernardi.

In questo senso, “un approccio che combini pianificazione finanziaria a lungo termine con elementi di protezione, attraverso strumenti come le gestioni patrimoniali attive o piattaforme d’investimento assicurative sempre più innovativi e su misura, sarà sempre più un valore aggiunto nel panorama dei mercati”, aggiunge il vice-direttore generale di Banca Generali.

Un valore aggiunto che i private banker di Banca Generali hanno già saputo offrire in risposta al crescente bisogno di consulenza dei risparmiatori, portando il loro portafoglio pro-capite a quasi raddoppiare in dieci anni. Nello stesso periodo le masse gestite dalla banca del Leone sono passate dai trentasei miliardi nel 2014 agli oltre 103 miliardi di oggi, affermandosi come terza private bank italiane, leader nella consulenza indipendente rispetto alle grandi banche commerciali.

 

Fonte Banca Generali
La sede di Banca Generali a City Life nel cuore di Milano

 

 

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