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Anno zero

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Ringraziamolo questo anno zero perché in finanza come nella vita, anche lo sport non può esimersi dall’essere rappresentato da e tra esaltazioni di obiettivi raggiunti ed inevitabili ridimensionamenti. Siamo parte di un ciclo. Alimentiamo e continuiamo ad essere infinitesimali soggetti più o meno protagonisti di epoche felici o meno.  Di conquiste da ricordare e disastrosi esperimenti da dimenticare.

Eppure un occhio più attento potrebbe scorgere in quello che pare essere solamente cenere, le basi su cui ricostruire rampe di lancio per ulteriori obiettivi culturali, economici, finanziari e sociali. Dovremmo imparare ad essere idealmente l’araba fenice di noi stessi e di chi ci sta accanto.

Non c’è modo migliore di crescere e di migliorarsi che contribuire ad esaltare le doti e le caratteristiche positive di chi ci circonda. Sembra un paradosso, ma è proprio quando pare tutto non funzionare che inevitabilmente gli sforzi, i sacrifici, gli investimenti come gli studi e la costante disciplina vengono ripagati.

Nella vita, il più delle volte, la nostra stessa natura umana, il nostro modo di pensare ci porta a prendere decisioni che ottengono il risultato opposto a quanto idealmente sperato.

Negli investimenti cerchiamo ossessivamente il vocabolo “sicurezza” magari evidenziato in grassetto in calce ad un foglio informativo, quando la stessa risulta essere un metodo un approccio una valutazione complessiva delle proprie scelte negli investimenti stessi.

Volgiamo sguardi ed attenzione dove difficilmente potremo trovare le risposte alle nostre domande e dubbi. Desideriamo vincere senza lottare, guadagnare senza rischiare. Semplicemente ottenere (qualsiasi cosa) senza meritarlo.

Ci perdiamo nel vissuto ipotizzandolo come certezza del futuro. Diamo per scontato troppi eventi ancora da raccontare perdendoci nelle illusioni delle previsioni. Gli obiettivi si raggiungono solo con perseveranza dedizione ed allenamento.

Fallire o perdere fa parte delle regole del gioco.

Riprovarci fa parte del carattere.

Arrendersi per ultimi fa parte dell’essere un campione, qualsiasi sia la disciplina che tutti noi pratichiamo ogni giorno. Sportiva o meno.

Riprovarci sempre e comunque. Fallire nuovamente? Certo! Fallire sempre meglio.

Quando auto limitandoci pensiamo “non si può fare”, ricordiamoci che in questi giorni stanno partecipando alle Para Olimpiadi anche i nostri Nazionali. Gli Azzurri ci stanno rappresentando in maniera straordinaria, riproponendosi e riproponendo sul gradino più alto del podio Valori e significati facilmente dimenticati nella banalità del tutto e subito.

Forse il limite più rilevante che caratterizza tutti noi sta nel pensare piuttosto che nel poter agire.

 

Giovanni Cedaro

 

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