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Il vino entra in banca e si mette in vetrina

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Nel viaggio ideale post-covid delle eccellenze del vino italiane non potrà mancare la visita alla Banca del Vino collocata nell’Agenzia del castello di Pollenzo, frazione di Bra in provincia di Cuneo, dove viene custodita e costruita la memoria storica del vino italiano.

Il sito è una delle residenze sabaude riconosciute nel 1997 dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, nel sistema di castelli, palazzi ed edifici pubblici sorti per iniziativa dei duchi, dei principi e dei re di Casa Savoia.

Oggetto di recupero funzionale, il complesso denominato l’Agenzia, edificio carloalbertino che si trova nei pressi del castello di Pollenzo e che si affaccia sulla piazza dove si trova la chiesa di San Vittore, è ora sede dell’università di scienze gastronomiche e della Banca del Vino, magnifica esposizione museale con percorsi esclusivi di degustazione, assaggi, eventi promozionali per la cultura del vino.

 

Il “progetto del vino”

Una wine experience unica che è un’occasione per degustare vini conservati nella Banca nata, nel contesto dell’Agenzia, per il “progetto vino” di Slow Food che intende documentare la migliore produzione enologica e promuovere e diffondere la cultura del vino in Italia.

L’obiettivo del progetto viene perseguito sviluppando tre principali direttrici:

  1. La Banca del Vino, con una partecipazione attiva a sostegno della “memoria enologica”,
  2. il Master, sviluppando efficaci percorsi educativi,
  3. attività di promozione all’interno delle Enoteche durante i maggiori eventi di “Slow Wine”.

Nelle cantine ottocentesche della grande struttura albertina sono conservate le migliori etichette nazionali, selezionate da esperti in base a rigorosi criteri qualitativi. Dalle attività più tradizionali ai workshops la Banca del Vino consente un’esperienza indimenticabile. Un viaggio attraverso l’eccellenza italiana, attraverso visite guidate, laboratori di degustazione, tour in Langa e Roero alla scoperta di cantine e vigneti dalla grande bellezza.

A Pollenzo ha sede l’importante Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG) che è un’università non statale riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. Nel gennaio 2003, sotto l’egida di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, venne costituito il Comitato per l’Università, primo passo verso l’apertura dell’ateneo, che attivò i corsi a partire dall’anno 2004 con la creazione di un polo internazionale che si occupasse di formazione e ricerca nell’ambito dell’agricoltura sostenibile, dello studio e mantenimento delle diversità bio-culturali e atto alla creazione di un approccio interdisciplinare che coniugasse le scienze e tecnologie alimentari con le scienze sociali, umane, biologiche e agrarie.

La promozione del vino e della cultura enologica in particolare sono sviluppate in collaborazione con Slow Food e con l’Università di Scienze Gastronomiche attraverso molteplici iniziative tra cui la recente istituzione del Master in Cultura del vino italiano che formerà i futuri ambasciatori del vino. Dal 1° ottobre 2017 il Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche è il Prof. Andrea Pieroni che ha preso il testimone da Piercarlo Grimaldi. Vladimiro Rambaldi invece è il presidente della Banca del Vino nonché socio fondatore, insieme a Nicola e Federico Oberto, della cantina Trediberri, nella Langa del Barolo.

Un ruolo fondamentale è svolto dal Prof. Michele Antonio Fino, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche, responsabile del Master in Wine Culture and Communication, che conduce, insieme alla moglie Vanina Maria Carta, Cascina Melognis, localizzata ai piedi del Monviso sulle colline saluzzesi.

Tutte le iniziative sono seguite e supportate dall’impegno, dalla competenza e dall’amore del team di Slow Wine, Giancarlo Gariglio, Fabio Giavedoni, Jonathan Gebser e Stella Ricciardelli. La Banca del Vino, della quale è amministratore delegato Federico Piemonte, con la sua attività di sostegno alla memoria storica enoica, i suoi eventi con i produttori e le sue attività di formazione è una realtà veramente unica nel panorama nazionale del mondo dell’enologia.

Nella Banca troviamo un patrimonio di circa 100 mila bottiglie appartenenti ad oltre 300 delle migliori aziende vitivinicole nazionali custodito nelle cantine ottocentesche alle porte delle Langhe, territorio a cavallo delle provincie piemontesi di Asti e Cuneo che rappresenta l’essenza stessa della vitivinicoltura italiana, il territorio dal quale i più nobili vini italiani sono partiti per conquistare il mondo.

Se il “fare squadra” in economia ha sempre senso, lo è ancor più farlo in grande scala e con le persone giuste. Questo è quello che in Piemonte hanno dimostrato di saper fare in team gli amici di Slow Wine creando una suggestiva vetrina enologica unica al mondo, innovativa nel coinvolgimento di tanti produttori e tutta da scoprire, come “wine experience”, appena la pandemia del covid ci avrà lasciato.

Eugenio Gervasio

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Antonino Loli
Antonino Loli
18 Marzo 2021 13:22

Bravissimo 👏👏👏👏👏

Nicola Rivieccio
Nicola Rivieccio
18 Marzo 2021 12:53

Per quanto possa essere utile con l’attuale emergenza pandemica, potrebbe essere interessante immaginare una esperienza simile anche al Sud.