Economia

LA NOVITÀ

Fermo amministrativo: da venerdì si può rottamare

Stop ai costi inutili e controlli più severi sui richiami non effettuati entro 2 anni

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Novità importanti in arrivo per le auto sottoposte a fermo amministrativo. Milioni di veicoli che fino a oggi risultavano di fatto “congelati”, inutilizzabili e impossibili da cancellare dai registri pubblici, potranno finalmente essere rottamati e radiati dal Pubblico Registro Automobilistico. La misura entrerà in vigore da venerdì 20 febbraio e consentirà agli enti locali di intervenire anche su carcasse e veicoli abbandonati sottoposti a fermo.

In Italia si stima che siano circa quattro milioni le auto interessate dal provvedimento, di cui almeno un milione ormai fuori uso e destinate alla demolizione. Secondo il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli, “la nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione”, con vantaggi diffusi per cittadini, amministrazioni e ambiente. Finora, infatti, i proprietari di un mezzo in fermo amministrativo erano obbligati a sostenere costi come il bollo e, fino al 2024, anche l’assicurazione, pur non potendo utilizzare il veicolo. Ora potranno liberarsene evitando spese inutili, anche se non avranno accesso a incentivi pubblici per l’acquisto di un nuovo mezzo e il debito con lo Stato resterà comunque dovuto.

Benefici per città, sicurezza e ambiente

L’impatto positivo riguarda anche il decoro urbano e la sicurezza ambientale. La presenza crescente di veicoli inutilizzati ha contribuito negli anni all’aumento di auto abbandonate nelle città, con conseguenze in termini di degrado e inquinamento. I Comuni, come spiegato da Galli, “potranno rimuovere con più facilità le automobili abbandonate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell’ambiente”.

Il tema ambientale è particolarmente rilevante. Il presidente della Società italiana di medicina ambientale Alessandro Miani sottolinea che “le auto abbandonate sono bombe ambientali e rappresentano vere e proprie fonti diffuse di inquinamento”. Oltre al rilascio di sostanze nocive nel suolo e nell’aria, esistono anche rischi sanitari legati a incendi accidentali o dolosi che possono produrre emissioni altamente tossiche, con effetti diretti sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.

Richiami delle case auto: controlli più severi e sanzioni

L’altra grande novità riguarda i richiami dei costruttori automobilistici. Dal 17 febbraio sarà operativa una banca dati nazionale nella quale le case dovranno inserire i veicoli che, dopo due anni dalla comunicazione, non sono stati portati in officina per gli interventi di sicurezza previsti.

Secondo Galli, “oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali”. Il nuovo sistema consentirà sia ai cittadini sia alle forze dell’ordine di verificare se un’auto è in regola con le campagne di richiamo, riducendo il rischio che circolino veicoli potenzialmente pericolosi senza che i proprietari ne siano consapevoli.

Le sanzioni previste sono rilevanti: fino a 60mila euro per i costruttori che non rispettano gli obblighi e 173 euro per gli automobilisti che circolano con un veicolo inserito nell’elenco dei richiami non eseguiti. Una stretta normativa che punta a migliorare la sicurezza stradale e a responsabilizzare tutti gli attori coinvolti, dai produttori ai proprietari.

Enrico Foscarini, 16 febbraio 2026

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