Dicembre si apre con una raffica di scadenze del fisco, ben 185 appuntamenti che rendono l’ultimo mese dell’anno uno dei più onerosi per contribuenti, imprese e professionisti. Il calendario pubblicato dall’Agenzia delle Entrate mostra un mese carico, in cui la pressione fiscale trova un’ennesima accelerazione. Dal 1° dicembre parte infatti la lunga serie di versamenti, con il secondo acconto delle imposte sui redditi, compresa la maggiorazione per chi ha aderito al concordato preventivo biennale. A metà mese, il 16 dicembre, si concentrano 134 adempimenti, tra cui Iva e ritenute di novembre, mentre il 31 dicembre chiude l’anno con 16 versamenti e 13 dichiarazioni, comunicazioni e istanze.
Un sistema “zoppo” che crea paradossi
Il quadro diventa ancora più pesante per via delle incoerenze del sistema del fisco per i pagamenti. Il paradosso più evidente riguarda il fatto che il secondo acconto, con scadenza il 1° dicembre, precede l’ultima rata del primo acconto, da pagare il 16 dicembre. Una contraddizione nata dalla riforma incompleta dei versamenti mensilizzati, descritta nello scadenzario come un meccanismo “zoppo”. La mancata proroga della norma che negli ultimi due anni aveva consentito la dilazione del secondo acconto alle partite Iva determina così una dinamica grottesca: “l’ultima rata del primo acconto scade dopo il termine del secondo acconto”.
1° dicembre pesante anche per chi aderisce al Cpb
La stessa data mette sotto pressione anche chi ha scelto il concordato preventivo biennale per il 2025-2026. L’articolo 20 del dlgs 13/2024 impone infatti una maggiorazione dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap nel primo anno di adesione. Questa maggiorazione, calcolata con metodo storico, corrisponde al 10% della differenza positiva tra il reddito concordato e quello rettificato del periodo precedente, mentre per l’Irap è prevista una maggiorazione del 3% sulla differenza del valore della produzione netta.
Un mese che pesa come un macigno
Il risultato è un dicembre in cui il fisco scarica una vera e propria gragnuola di tasse e adempimenti, costringendo contribuenti e imprese a destreggiarsi tra versamenti, dichiarazioni e comunicazioni fino alla notte di San Silvestro. Uno scenario che conferma la complessità del sistema e l’assenza di un percorso realmente semplificato, mentre il calendario fiscale continua a farsi sempre più fitto e opprimente.
Enrico Foscarini, 27 novembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


