Un conto è giudicare, un altro è decidere”. Con queste parole il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Festival dei territori industriali di Bergamo, ieri ha replicato alle osservazioni di Istat, Upb, Bankitalia, Corte dei conti e Cnel sulla legge di Bilancio.
Il titolare del Tesoro ha difeso l’impianto della manovra e respinge l’accusa di aver favorito i redditi alti: “Una volta che abbiamo cercato di ovviare non per i ricchi, ma per quelli che guadagnano cifre ragionevoli, siamo stati massacrati da chi ha la possibilità di massacrare. Ma non è un problema, perché riteniamo di essere nel giusto”.
“Capire cosa si intende per ricco”
Giorgetti invita a chiarire cosa significhi davvero “ricco”: “Bisogna capire cosa si intende per ricco: se ricco è colui che guadagna 45mila euro lordi all’anno, quindi poco più di duemila netti al mese, diciamo così… Istat, Banca d’Italia e Upb hanno una concezione della vita un po’ diversa”.
Il riferimento è alla riduzione della seconda aliquota Irpef, dal 35% al 33%, che interessa i redditi tra 28mila e 50mila euro, ma che si estende anche a chi guadagna fino a 200mila euro.
Leggi anche:
- La pressione fiscale è in aumento ma il Pd ripensa alla patrimoniale
- Il taglio dell’Irpef non è un “regalo” al ceto medio
- Anche i “ricchi” votano
La difesa del ceto medio e il richiamo alla continuità
“Quelli più svantaggiati sono stati attenzionati negli anni scorsi. Sono stati messi 18 miliardi l’anno scorso e rimessi quest’anno per i redditi inferiori a 35mila euro. Quest’anno abbiamo fatto uno sforzo ulteriore e coperto la fascia fino a 50mila euro”, ha sottolineato.
Per Giorgetti si tratta di una scelta “assolutamente sensata”, che tiene conto della continuità delle misure sul cuneo contributivo e della necessità di “una visione pluriennale” della politica fiscale.
Incentivi ai rinnovi contrattuali e sostegno alle imprese
“La manovra va vista complessivamente: un intervento fiscale da un lato e un incentivo ai rinnovi contrattuali dall’altro”, ha spiegato il ministro, ricordando anche gli interventi destinati ai redditi più bassi.
Poi un passaggio rivolto alle imprese: “Renderli pluriennali sarebbe una bella cosa perché forniscono agli investitori un quadro di certezza nel tempo e quindi la possibilità di programmare gli investimenti. Cercheremo di trovare una soluzione”.
“Giudicare è facile, decidere è più complicato”
Giorgetti ha infine richiamato il contesto internazionale: “A giudicare gli altri si fa in fretta, prendere decisioni e far quadrare il cerchio in una situazione in cui vediamo guerre armate, guerre commerciali e instabilità di ogni tipo, è un po’ più complicato”.
Un messaggio rivolto tanto ai tecnici quanto all’opinione pubblica, per ribadire che – secondo il ministro – la manovra è costruita per tutelare il ceto medio e sostenere la competitività del sistema industriale italiano.
Enrico Foscarini, 10 novembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


