Economia

L'INTESA

Green Deal, più flessibilità sui target 2040

L’Ue trova l’accordo: -90% di emissioni e riconoscimento dei biocarburanti. L’Italia parla di “buon compromesso”

Ursula von der Leyen
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Dopo una maratona negoziale sul Green Deal durata più di ventiquattro ore, i ministri dell’Ambiente dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo sull’obiettivo climatico al 2040. Il compromesso, approvato a maggioranza qualificata, prevede un taglio del 90% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, ma introduce anche una serie di misure di flessibilità per rendere la transizione più gestibile per gli Stati membri.

Le richieste italiane accolte nel testo

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha definito il risultato “un buon compromesso”, sottolineando che “le istanze che portavamo avanti come Italia insieme ad altri Paesi erano rilevanti, importanti ed equilibrate”. Tra i punti principali: il rinvio di un anno dell’entrata in vigore dell’Ets 2, il riconoscimento dei biocarburanti e la possibilità di contabilizzare fino al 5% di crediti di carbonio internazionali, con un ulteriore 5% di crediti domestici.

Crediti di carbonio e flessibilità post 2030

La clausola di flessibilità del Green Deal, introdotta su proposta italiana, consente agli Stati membri di utilizzare crediti internazionali di alta qualità fino al 5% per raggiungere i propri obiettivi climatici dopo il 2030. Il meccanismo entrerà pienamente in vigore dal 2036, preceduto da una fase pilota tra il 2031 e il 2035.

Revisione biennale e tutela della competitività

Il testo prevede che la Commissione europea riveda ogni due anni i progressi compiuti, valutando l’impatto delle politiche climatiche su occupazione, prezzi dell’energia e competitività industriale. Le revisioni potranno anche aggiornare l’obiettivo al 2040 in base a nuove evidenze scientifiche e tecnologiche.

Riconosciuto il ruolo dei biocarburanti

La Commissione dovrà considerare “il ruolo dei carburanti a zero emissioni di carbonio e rinnovabili nella decarbonizzazione dei trasporti”, accogliendo così le posizioni di Paesi come l’Italia, favorevoli a un approccio tecnologicamente neutro.

L’intesa segna un ennesimo passo per il Green Deal, ma con un approccio più pragmatico e attento alle esigenze economiche e sociali. Come ha concluso Pichetto Fratin, “si tratta di un accordo che tiene conto delle nostre esigenze e che consente una transizione più equilibrata per cittadini e imprese”.

Enrico Foscarini, 5 novembre 2025

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