Il primo confronto ufficiale tra Regione e governo sui conti della sanità pugliese si è svolto martedì scorso a Roma, dove i tecnici dell’assessorato regionale alla Salute hanno incontrato quelli del ministero dell’Economia e del ministero della Salute. Un passaggio preliminare ma decisivo per fare chiarezza su un disavanzo che potrebbe oscillare tra 380 e 450 milioni di euro, una cifra che mette sotto pressione l’intero bilancio regionale.
All’incontro ha partecipato l’assessore alla Salute Donato Pentassuglia, chiamato ad avviare quella che negli uffici regionali viene ormai descritta come una vera e propria operazione verità sui conti del sistema sanitario. L’analisi tecnica proseguirà nelle prossime settimane e troverà un punto fermo il 30 aprile, termine entro il quale le Regioni dovranno presentare i bilanci consuntivi del 2025.
Nel frattempo emerge già una stima delle risorse necessarie per rimettere in carreggiata i conti: per evitare che il disavanzo si trasformi in un problema strutturale, la Regione dovrà individuare tra i 300 e i 370 milioni di euro di coperture.
Il peso dei costi e il divario con le risorse statali
Una parte della spiegazione arriva dalla dinamica della spesa sanitaria. Negli ultimi mesi i costi della macchina sanitaria sono cresciuti rapidamente, trainati da voci ormai strutturali come personale, farmaci ed energia. Tuttavia le risorse trasferite dallo Stato non avrebbero seguito lo stesso ritmo.
Pentassuglia ha riassunto così il problema spiegando che “i costi sono riconosciuti al 4,6%, ma restituiti all’1%. Quindi abbiamo un 3,6% in meno”, uno scarto che da solo genera centinaia di milioni di squilibrio. A questa forbice si aggiungono altri fattori che incidono sul bilancio sanitario regionale: 250 milioni di mobilità passiva, cioè i pugliesi che si curano fuori regione, circa 20 milioni legati agli indennizzi della legge 210 e 30 milioni di investimenti sanitari.
Anche il presidente della Regione Antonio Decaro ha richiamato la crescita generalizzata di alcune voci di spesa a livello nazionale, sottolineando come l’aumento dei costi per personale, farmaci ed energia sia stato accompagnato da trasferimenti statali giudicati insufficienti.
Il caso dell’Asl Bari e la geografia del disavanzo
Dentro il rosso complessivo della sanità pugliese c’è poi una distribuzione territoriale molto chiara. Il peso maggiore grava sull’Asl di Bari, che chiude l’anno con un disavanzo vicino ai 210 milioni di euro. Un dato che da solo rappresenta una fetta consistente del deficit sanitario regionale.
Altri numeri rilevanti arrivano dalle province: Brindisi registra circa 67 milioni di rosso, mentre Foggia sfiora i 60 milioni. Sommando queste tre realtà si arriva già a oltre 330 milioni di perdite, più della metà del disavanzo stimato per l’intero sistema sanitario pugliese.
Numeri che alimentano il confronto politico e rendono evidente come il nodo dei conti non possa essere rinviato ancora a lungo.
Tra tagli e tasse: l’ipotesi dell’aumento Irpef
Di fronte a un disavanzo di queste dimensioni, la Regione dovrà scegliere come intervenire per coprire il buco. Tra le opzioni sul tavolo compare anche l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, una misura già adottata da altre amministrazioni negli ultimi anni per riequilibrare i conti sanitari.
Pentassuglia non ha escluso questa possibilità, ricordando che “ci può essere anche questa come opzione perché lo dice la norma: quando non hai coperture, devi toccare le addizionali. Non siamo né per tagli lineari né per aggredire tutti sistematicamente”.
Attualmente l’addizionale regionale pugliese è strutturata su aliquote progressive che vanno dall’1,33% per i redditi più bassi fino all’1,85% per quelli oltre i 50mila euro. L’ipotesi circolata negli ultimi giorni sarebbe quella di intervenire sugli scaglioni più alti, chiedendo un contributo maggiore ai redditi più elevati.
In parallelo, l’assessore al Bilancio Sebastiano Leo ha ribadito che tutte le valutazioni sono ancora in corso e che le decisioni definitive arriveranno solo dopo la verifica completa dei conti.
Le opposizioni: no a nuove tasse, servono tagli agli sprechi
L’eventualità di una stretta fiscale ha già acceso lo scontro politico. Le opposizioni di centrodestra accusano la maggioranza regionale di aver sottovalutato o nascosto per mesi la situazione dei conti.
I consiglieri regionali di Forza Italia hanno sollevato dubbi sulla tempistica con cui il problema è emerso: “La sanità copre circa l’80% del bilancio regionale e ci domandiamo: un buco del genere è esploso all’improvviso? Come mai fino ad oggi nessuno ha parlato? È incompetenza, sciatteria o l’intenzione di nascondere la polvere sotto il tappeto fino alle ultime elezioni regionali?”.
Ancora più netta la posizione di Fratelli d’Italia, che esclude qualsiasi aumento delle imposte regionali. Il capogruppo Paolo Pagliaro avverte che la soluzione non può essere quella di scaricare il conto sui contribuenti: “Il governo Decaro dovrà affrontare questi debiti, ma non pensi di mettere le mani nelle tasche dei pugliesi aumentando l’addizionale Irpef. È incredibile pensare di strozzare ancora i cittadini quando nella sanità ci sono sprechi enormi sotto gli occhi di tutti”.
Tra le criticità segnalate dall’opposizione compaiono apparecchiature sanitarie inutilizzate, costi di manutenzione elevati e soprattutto il fenomeno dei cosiddetti viaggi della speranza, cioè i pugliesi costretti a curarsi fuori regione, con un impatto diretto sui conti della mobilità sanitaria passiva.
Il verdetto atteso ad aprile
La fotografia definitiva arriverà solo nelle prossime settimane, quando saranno disponibili tutti i dati dei bilanci sanitari. L’appuntamento chiave resta quello di fine aprile, quando il quadro dei conti regionali sarà completo e la Regione dovrà indicare con precisione come intende coprire il disavanzo.
A quel punto si capirà se il riequilibrio passerà attraverso tagli, riorganizzazioni o nuove entrate fiscali. Una decisione che avrà inevitabilmente conseguenze dirette sui cittadini e sul futuro del sistema sanitario pugliese.
Enrico Foscarini, 12 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


