Economia
STATO DI POLIZIA

Rc auto, la manovra inaugura il Grande Fratello delle assicurazioni

Introdotti controlli incrociati trimestrali sulle banche dati: le amministrazioni individueranno i veicoli senza assicurazione

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Non basterà più incrociare una pattuglia di vigili urbani, polizia, carabinieri o Guardia di Finanza per rischiare una sanzione se si circola senza Rc auto. Con la nuova misura inserita nella manovra, anche le banche dati pubbliche diventeranno uno strumento per individuare chi non ha sottoscritto la polizza obbligatoria. È un ulteriore ampliamento della capacità di controllo delle amministrazioni, che potranno individuare le irregolarità senza necessariamente attendere che un automobilista venga fermato durante un controllo su strada.

La disposizione affida al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con l’Aci (Automobile Club d’Italia), il compito di incrociare con una periodicità almeno trimestrale le informazioni contenute in diversi archivi pubblici e privati. L’obiettivo dichiarato è far emergere i veicoli che risultano privi di una copertura assicurativa valida e per i quali non ricorrono le deroghe previste dalla normativa.

Tutti i dati degli automobilisti sotto osservazione

Il meccanismo si basa sull’integrazione di cinque diversi patrimoni informativi. Il primo è l’archivio delle coperture assicurative, alimentato in tempo reale dalle compagnie, che consente di verificare se un veicolo risulta effettivamente assicurato. A questo si aggiungeranno l’Archivio nazionale dei veicoli, le informazioni sulle revisioni periodiche obbligatorie e il sistema informativo del Pubblico registro automobilistico (Pra).

Quest’ultimo comprenderà anche i dati relativi ai mezzi immatricolati all’estero che circolano in Italia o che risultano nella disponibilità di persone residenti nel nostro Paese. Completerà il quadro il registro unico telematico dei veicoli fuori uso, nel quale sono registrate le operazioni di demolizione e di consegna delle targhe.

L’incrocio consentirà quindi di confrontare la situazione assicurativa con quella amministrativa del mezzo, verificando anche che non si tratti di un veicolo già demolito o comunque esente dall’obbligo di copertura. Le posizioni considerate irregolari potranno essere utilizzate per avviare iniziative finalizzate alla «regolarizzazione delle posizioni assicurative».

Le segnalazioni arriveranno direttamente alle forze dell’ordine

La novità non si esaurisce nella possibilità di individuare le polizze mancanti. Le informazioni raccolte potranno infatti essere messe a disposizione degli organi di polizia stradale, affinché procedano ai controlli e all’accertamento delle violazioni.

È questo l’aspetto che amplia concretamente il perimetro dell’attività di vigilanza. Finora il rischio di essere sanzionati era legato soprattutto alla possibilità di essere intercettati durante un controllo oppure attraverso gli strumenti di rilevazione automatica già previsti dalla normativa. Con il nuovo sistema, invece, sarà possibile far emergere le posizioni irregolari attraverso un’attività sistematica di incrocio dei dati, che potrà precedere l’intervento delle pattuglie.

Si consolida così un modello di controllo amministrativo basato sulla condivisione delle informazioni tra enti pubblici. Un’impostazione che si inserisce nella progressiva estensione delle capacità di monitoraggio delle amministrazioni e che pone inevitabilmente anche il tema della proporzionalità dei controlli e della corretta gestione delle informazioni personali.

Decreto entro 90 giorni, nessuna nuova spesa prevista

Per rendere operativo il sistema servirà un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra. Il provvedimento dovrà disciplinare, tra le altre cose, l’interoperabilità degli archivi attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) e le modalità di trattamento e conservazione delle informazioni. La norma stabilisce inoltre che le amministrazioni coinvolte dovranno attuare le nuove disposizioni utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili, «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Resta dunque da vedere come verranno organizzati concretamente i flussi informativi e quali procedure saranno adottate per gestire le eventuali anomalie. Di certo, la direzione è quella di un’amministrazione sempre più capace di incrociare archivi e individuare automaticamente le posizioni considerate irregolari. Anche quando non c’è una pattuglia a fermare l’automobilista.

Enrico Foscarini, 3 novembre 2026

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