Economia
IL CASO DI BORSA

Uber compra Glovo per 13 miliardi

Il colosso Usa acquisisce la tedesca Delivery Hero. Nasce un gigante globale tra mobilità, food delivery e quick commerce

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Il consolidamento dell’economia digitale passa sempre più spesso da operazioni miliardarie. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda Uber e la tedesca Delivery Hero, la controllante di Glovo. il gruppo statunitense ha raggiunto un accordo per acquisire il colosso berlinese delle consegne a domicilio con una valutazione di circa 13 miliardi di euro, dando vita a una delle più grandi operazioni degli ultimi anni nel settore delle piattaforme digitali.

L’intesa dimostra anche il peso raggiunto da un comparto che per anni è stato guardato con diffidenza in molti Paesi europei, Italia compresa. Oggi il mercato delle consegne a domicilio e del quick commerce vale abbastanza da attirare investimenti miliardari e da ridefinire gli equilibri globali tra i grandi operatori della tecnologia.

Un’operazione da 13 miliardi di euro

Secondo i termini dell’offerta pubblica di acquisto volontaria, Uber riconoscerà agli azionisti di Delivery Hero 41,50 euro per azione, per una valorizzazione complessiva di circa 13 miliardi di euro. Considerando la quota già detenuta dal gruppo americano, il valore effettivo dell’operazione scende a circa 12 miliardi di euro.

Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di Delivery Hero hanno annunciato il proprio sostegno all’operazione e intendono raccomandare agli azionisti di aderire all’offerta dopo aver esaminato la documentazione formale. Anche Prosus, principale azionista della società tedesca, si è impegnata irrevocabilmente a conferire le proprie azioni, portando Uber a una partecipazione economica di circa il 53%.

La chiusura dell’acquisizione resta subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di almeno il 50% più un’azione del capitale sociale di Delivery Hero. Se tutte le condizioni saranno soddisfatte, il closing è previsto nella seconda metà del 2027.

Chi è Delivery Hero, la società che controlla Glovo

Fondata a Berlino nel 2011, Delivery Hero è oggi presente in oltre 60 mercati tra Asia, Europa, America Latina e Medio Oriente. In Italia il gruppo è conosciuto soprattutto perché controlla Glovo, una delle principali piattaforme di consegne a domicilio attive nel Paese. Negli anni, la società tedesca ha costruito una presenza capillare nel settore del food delivery e ha esteso il proprio modello al quick commerce, ovvero la consegna rapida di beni di uso quotidiano.

L’acquisizione consentirà a Uber di rafforzare la propria presenza in mercati strategici come Italia, Corea del Sud, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Argentina, incorporando anche un marchio molto diffuso tra i consumatori italiani. Un dettaglio che aiuta a comprendere la portata dell’operazione: acquistando Delivery Hero, Uber non rileva soltanto un concorrente internazionale, ma mette le mani anche sull’ecosistema costruito attorno a Glovo, uno dei nomi più noti del delivery europeo.

Mobilità e consegne: la strategia di Uber

Una volta completata l’operazione, Uber sarà presente in 99 Paesi con attività che spaziano dal trasporto passeggeri alle consegne. Nel 2025, Uber e Delivery Hero hanno registrato prenotazioni lorde per circa 206 miliardi di euro in termini di valore lordo della merce (GMV).

La società americana ha sottolineato come l’acquisizione permetterà di estendere la propria strategia multipiattaforma. “Questa operazione raddoppia quasi il numero di mercati in cui Uber offrirà sia servizi di mobilità che di consegna, passando da 34 a 58 mercati, ampliando notevolmente il mercato potenziale della collaudata strategia multipiattaforma di Uber”, ha spiegato il gruppo.

Dara Khosrowshahi, amministratore delegato di Uber, ha aggiunto: “Unendo le nostre piattaforme, Uber offrirà un servizio di consegna accessibile e affidabile a molti milioni di persone in alcune delle economie più dinamiche del mondo, creando al contempo nuove opportunità per esercenti e corrieri”.

Delivery Hero e l’ambizione della “Everyday App”

Negli ultimi anni Delivery Hero ha perseguito una strategia definita “Everyday App”, puntando a diventare un’applicazione utilizzata quotidianamente dai consumatori non soltanto per ordinare pasti, ma anche per acquistare prodotti di largo consumo attraverso il quick commerce.

“La piattaforma globale di mobilità e consegne di Uber e il nostro impegno condiviso per l’innovazione fanno di questa la partnership giusta per valorizzare i punti di forza di Delivery Hero nella consegna di cibo a livello locale e nel quick commerce”, ha dichiarato il CEO e cofondatore Niklas Oestberg.

L’integrazione con Uber appare quindi complementare: da una parte la leadership nella mobilità, dall’altra una rete globale di consegne costruita in oltre un decennio di espansione internazionale.

Investimenti in Germania e nuova fase per il settore

Nell’ambito dell’accordo, Uber si è impegnata a non intervenire sui livelli occupazionali della sede di Berlino almeno fino al 2029 e a investire 2 miliardi di euro in Germania entro il 2031, con particolare attenzione allo sviluppo della forza lavoro locale, ai progetti sui veicoli autonomi e alle partnership con l’industria automobilistica tedesca.

Parallelamente, Delivery Hero ha siglato un’intesa con la società d’investimento SSW Partners per la cessione delle proprie attività in 14 mercati nei quali è già presente Uber Eats. L’operazione, dal valore di circa 1,4 miliardi di euro, sarà completata soltanto dopo il perfezionamento dell’acquisizione principale.

Uber prevede inoltre che l’operazione avrà un effetto positivo sull’utile per azione rettificato fin dalla sua conclusione, con un incremento a una cifra alta a partire dal terzo anno.

Al di là dei numeri, resta un dato evidente: le piattaforme che integrano mobilità, consegne e servizi digitali stanno diventando infrastrutture sempre più centrali nell’economia contemporanea. E se il core business di Uber continua a essere il trasporto, i 13 miliardi messi sul tavolo per Delivery Hero mostrano quanto il mercato attribuisca oggi valore anche al mondo del food delivery.

Enrico Foscarini, 16 luglio 2026

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