Prima di fare un ulteriore passo nell’editoria, come comprare una televisione, “è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente”, ha detto il presidente di LMDV Capital, Leonardo Maria Del Vecchio, intervistato a Otto e mezzo su La7. L’ingresso nel settore editoriale, chiarisce, va gestito con prudenza, soprattutto dopo l’acquisizione del 30% del gruppo editore del Giornale e l’offerta per la maggioranza di Editoriale Nazionale, che pubblica Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino.
Del Vecchio ha ribadito il suo impegno per un’informazione autorevole, sottolineando come i giovani oggi spesso si rivolgano a fonti non affidabili. “Credo molto nell’informazione vera. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno informazione da firme autorevoli”, ha spiegato, ricordando che tutto è iniziato con il Giornale, “l’ex Giornale di Montanelli”, e che l’offerta a Gedi è stata solo un passaggio successivo in un percorso pianificato un anno prima. “Sono sempre dalla parte dell’informazione libera. Ho sempre rispettato il dna delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarla. Giornali ed editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro dna, alle firme e ai loro giornalisti”, ha sottolineato.
Sul tema della stampa concorrente, Del Vecchio ha commentato che nessuno “ha la sfera di cristallo, ma Repubblica credo sia un treno che è passato”.
Finanza, eredità e famiglia
Il presidente di LMDV ha parlato anche di finanza, ricordando il sogno di suo padre di creare un campione italiano “capace di competere con le principali banche europee e americane” e sottolineando che non c’è stato alcun concerto tra i soci Mps nella scalata a Mediobanca. “Delfin e Caltagirone sono investitori di lungo periodo e termine”, ha aggiunto, evidenziando come “quando uno Stato salva un’azienda coi soldi dei contribuenti e poi riesce a metterla in piedi, ha fatto esattamente quello che uno Stato dovrebbe fare”.
Sul piano familiare, Del Vecchio ha spiegato la gestione dell’eredità paterna in maniera pragmatica: “A livello tecnico, siamo sei eredi. Gli altri tre eredi hanno deciso di avvalersi del beneficio di inventario. Io ho accettato in maniera nuda e cruda”, osservando come la successione sia più complessa rispetto ad altri esempi noti come quello di Berlusconi, per la differenza di età tra eredi e la lontananza dei nuclei familiari.
Politica e visione europea
Non sono mancati accenni più politici: Del Vecchio ha ricordato di aver votato in passato sia per Matteo Renzi sia per Giorgia Meloni. “Mi piace l’Italia di questi tre anni e mezzo di governo. Posso dire che se non mi fossi sentito stabile nell’investire in Italia non lo avrei fatto”, ha aggiunto, ribadendo il suo sostegno a un’Europa forte e unita: “Se l’Europa giocasse un ruolo più forte e importante renderebbe molto più difficile le azioni di Trump. Sono super pro-Europa, per un’Europa unita”.
Il sogno della media company integrata
Guardando al futuro, Del Vecchio ha anticipato i prossimi passi: “Voglio costruire una media company, ho già acquisito Fm specializzata in strategic manager con una sua blockchain nativa, sto costruendo il resto dei pilastri, ci sono delle trattative in corso di cui non posso parlare, ma è lì che voglio arrivare, a una media company”. Ha spiegato che l’obiettivo è creare “un’agenzia media che possa unire talent, strategic marketing e media”. Repubblica invece “è un treno che è passato”, ha commentato con decisione, delineando una visione chiara per il suo futuro imprenditoriale.
Del Vecchio ha concluso parlando del suo percorso come imprenditore autonomo: “Ho trentun anni, ma lavoro da quando ne ho ventuno, ho iniziato in un negozio di occhiali. Ho avuto la possibilità di vedere tutti gli aspetti della grandissima azienda che mio padre ha creato. Penso che mio padre sarebbe contento di questi ultimi quattro anni. I valori che mi ha insegnato? Il valore umano, che il cuore delle aziende sono le persone che rendono possibile il successo e la creazione di grandi campioni”.
Enrico Foscarini, 29 gennaio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


