Finanza

IL CASO

Musk sconfitto in tribunale: OpenAI ora corre verso Wall Street

Mister Tesla perde la causa contro Sam Altman. ChatGpt verso la Borsa, più forte l’alleanza strategica con Microsoft

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Doveva essere il processo capace di riscrivere gli equilibri della Silicon Valley e invece, almeno per ora, si è trasformato in una pesante sconfitta per Elon Musk. Dopo tre settimane di udienze infuocate, accuse reciproche e documenti interni finiti sotto i riflettori, il tribunale di Oakland ha dato ragione a Sam Altman, stabilendo che le contestazioni del fondatore di Tesla sono arrivate troppo tardi.

I nove giurati californiani hanno infatti concluso che Musk fosse già a conoscenza, almeno dal 2021, del progetto di trasformare OpenAI in una società orientata al profitto. Per questo motivo la causa è stata considerata prescritta. Una decisione che consente ora a OpenAI di lasciarsi alle spalle l’incertezza giudiziaria e accelerare sia sul fronte industriale sia su quello finanziario.

La guerra tra Musk e Altman nata dentro OpenAI

La vicenda rappresenta il punto di rottura definitivo tra due figure che nel 2015 avevano dato vita insieme a OpenAI. Il progetto nasceva come laboratorio non profit con l’obiettivo dichiarato di sviluppare l’intelligenza artificiale “per il bene dell’umanità”, lontano dalle logiche speculative tipiche della Silicon Valley.

Secondo Musk, però, Altman avrebbe tradito quell’impegno originario trasformando OpenAI in una macchina commerciale sempre più legata a Microsoft e focalizzata sulla corsa ai profitti. L’imprenditore sudafricano ha sostenuto in aula di essere stato aggirato e di aver finanziato un’organizzazione che poi sarebbe stata “rubata” per diventare un colosso privato dell’intelligenza artificiale.

Durante il processo sono emersi email, messaggi interni e testimonianze che hanno mostrato il lato più brutale della competizione tecnologica americana. Cinque testimoni hanno perfino accusato Altman di aver mentito in alcune ricostruzioni interne legate alla governance della società. Tuttavia anche Musk è uscito fortemente indebolito dall’inchiesta giudiziaria.

Le accuse contro Musk

Gli avvocati di Altman hanno infatti sostenuto che Musk fosse perfettamente consapevole della futura evoluzione commerciale di OpenAI e che, anzi, avesse tentato lui stesso di inglobare la società dentro Tesla. Una tesi che, se confermata anche nei successivi gradi di giudizio, rischia di compromettere ulteriormente la strategia difensiva del patron di SpaceX.

Nel procedimento è riemerso anche il rapporto tra Musk e Shivon Zilis, dirigente vicina a OpenAI e successivamente madre di alcuni dei suoi figli. Circostanza che ha alimentato sospetti su possibili canali informali di accesso alle informazioni interne della società.

La giudice Yvonne Gonzalez Rogers, recependo immediatamente il verdetto della giuria, ha inoltre lasciato intendere che appare improbabile una seconda fase del procedimento legata alle accuse antitrust avanzate dal team legale di Musk.

OpenAI rafforza l’asse con Microsoft

La decisione del tribunale produce soprattutto effetti economici enormi. Con il contenzioso temporaneamente archiviato, Microsoft può rafforzare senza ostacoli la partnership strategica con OpenAI, mentre la società guidata da Altman può tornare a preparare la propria quotazione in Borsa.

Per il mercato dell’intelligenza artificiale si tratta di un passaggio decisivo. Dopo il boom globale di ChatGPT nel 2022, OpenAI è diventata il simbolo della rivoluzione IA e oggi rappresenta il principale riferimento mondiale nel settore dei modelli generativi.

Anche i concorrenti osservavano con attenzione l’esito del processo. Aziende come Anthropic e Google speravano infatti che una vittoria di Musk potesse rallentare OpenAI attraverso cambiamenti nella governance o blocchi operativi. La sconfitta dell’imprenditore sudafricano, invece, consolida ulteriormente la posizione dominante della società di Altman.

Musk annuncia ricorso

La battaglia, comunque, non è finita. L’avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha già annunciato l’appello, mentre il fondatore di Tesla ha affidato a X un duro commento contro la sentenza: “Il giudice e la giuria non si sono pronunciati sul merito del caso, ma su un tecnicismo. Per chiunque segua il caso nel dettaglio, non vi è alcun dubbio che Altman e Brockman si siano effettivamente arricchiti appropriandosi indebitamente di un ente di beneficenza”.

Musk ha poi aggiunto che presenterà ricorso presso il Nono Circuito perché “creare un precedente che consenta di saccheggiare gli enti di beneficenza è deleterio per la filantropia”.

Dal fronte opposto, il legale di Altman, William Savitt, si è detto invece “molto fiducioso del nostro caso”. E anche Microsoft ha ribadito che “i fatti e i tempi sono sempre stati chiari”. Dietro la guerra giudiziaria resta però uno scontro molto più grande: quello per il controllo politico, economico e tecnologico dell’intelligenza artificiale globale.

Enrico Foscarini, 19 maggio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Garlasco forever - Vignetta del 19/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Garlasco forever

Vignetta del 19/05/2026